✕

Celotto (Aeroporti 2030): “Basta agli aumenti della tassa sui biglietti. Regioni che la eliminano falsano concorrenza”

ALFONSO CELOTTO 
Il presidente dell’associazione che rappresenta anche Fiumicino, Ciampino e Venezia: “Bisogna evitare che gli enti locali si muovano in ordine sparso, al di fuori di un coordinamento nazionale”
3 minuti di lettura

ROMA – Per gli scali italiani, la tassa comunale sui biglietti aerei è come per noi una lisca in gola dopo il pranzo pasquale: un’autentica dannazione. Questa tassa, che ha la forma di un’addizionale, aumenta il prezzo di ogni biglietto fino a 9 euro nel nostro Paese.

Alfonso Celotto, lei presiede Aeroporti 2030. Dunque dà voce anche ad Aeroporti di Roma che gestisce Fiumicino e Ciampino, e alla Save, per Venezia. Al governo e al Parlamento state chiedendo che l’addizionale cambi. In che termini?
“Primo. Le sue entrate devono essere effettivamente destinate ai Comuni che sono vicini all’aeroporto, fatta salva la quota per il Fondo Trasporto Aereo”.

Secondo?
“Chiediamo la riduzione dell’addizionale e di evitare ulteriori aumenti a danno soprattutto dei viaggiatori. E – terzo – bisogna evitare che gli enti locali si muovano in ordine sparso, al di fuori di un coordinamento nazionale”.

Le vistose differenze nell’importo dell’addizionale stanno determinando delle distorsioni nel mercato

Gli enti locali dovrebbero essere liberi di fissare l’addizionale che considerano più opportuna.
“Liberi, fino a un certo punto. Le vistose differenze nell’importo dell’addizionale stanno determinando delle distorsioni nel mercato. Il Friuli Venezia Giulia, che ha addirittura eliminato l’addizionale, ha fortemente alterato le dinamiche concorrenziali, solo per fare un esempio recente”.

Si potrebbe, intanto, stabilire che l’addizionale sia più bassa per i piccoli scali. Le sembra una buona idea?
“Sinceramente, non molto. Questa soluzione finirebbe non solo per alterare le dinamiche di concorrenza tra i diversi aeroporti, ma anche per creare una disparità di trattamento tra compagnie aeree senza apportare benefici alla competitività e connettività del Paese”.

Presidente: quando andiamo in Francia e in Germania arriviamo negli scali più importanti a bordo del treno ad alta velocità. Una soluzione che qui ci sogniamo.
“Noi rappresentiamo anche gli aeroporti – strategici - di Roma Fiumicino e di Venezia, destinatari di progetti molto concreti al riguardo. A Fiumicino già arriva l’alta velocità. Il punto è intensificare le frequenze per agevolare l’integrazione treno-aereo nelle direttrici verso America e Asia”.

Il treno approderà a Fiumicino dal Sud Italia e dalla direttrice Firenze-Bologna senza passare per Roma Termini

Preciserei che a Fiumicino arriva il treno ad alta velocità, dunque il Frecciarossa, ma non il binario.
“Quando arriverà anche il binario, il treno approderà a Fiumicino dal Sud Italia e dalla direttrice Firenze-Bologna senza passare per Roma Termini. Questo dovrà essere l’approdo finale di tutti i nostri sforzi”.

E su Venezia?
“Si lavora già al collegamento diretto con la rete ferroviaria. I governi di ogni colore hanno ben compreso che l’integrazione tra alta velocità ferroviaria ed aereo è decisiva. Certo, sono opere dispendiose. Prima che siano ultimate, si possono fare tante altre cose e subito”.

Un esempio concreto?
“Gli aeroporti del Nord Est assisteranno gli addetti degli scali, incrociando i dati sulle loro residenze e sulle rotte del trasporto pubblico. E così, ad ogni ora, i lavoratori sapranno sempre quale strada, autobus, metropolitana conviene prendere per arrivare allo scalo o rientrare a casa”.

Nessuna Nazione, neanche la meravigliosa Italia, può accantonare una politica di promozione delle sue bellezze e anche dei suoi scali

Con quali vantaggi concreti?
“Saranno vistosi. Penso all’abbattimento di consumi ed emissioni e al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori. Roma Fiumicino intanto ha già lanciato il primo biglietto integrato treno-aereo e il servizio di check-in in stazione, esempio concreto di intermodalità efficiente”.

Nel trasporto aereo, i viaggi intercontinentali sono i più importanti, anche perché procurano i maggiori ricavi ai vettori. L’Italia come è messa in questo ambito?
“Bene, ma non benissimo. L’unicità del nostro Paese è ancora chiara al mondo e ai turisti. Ma nessuna Nazione, neanche la meravigliosa Italia, può accantonare una politica di promozione delle sue bellezze e anche dei suoi scali”.

E la promozione come si fa?
“Quante ore ho per rispondere? I canali sono infiniti. Ma le faccio intanto un esempio concreto. Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti, che sarà presentato a breve, darà spazio all’internazionalizzazione delle rotte. Noi abbiamo proposto l’introduzione della figura del destination manager. E’ una persona interna allo scalo, che ha il compito di rendere visibile, appetibile, desiderabile le destinazioni italiane, turistiche e aeroportuali”.

Servono maggiori voli intercontinentali diretti verso il nostro Paese. Diretti, vuol dire che non fanno scalo in altre Nazioni

I voli intercontinentali, con destinazione Italia, sono sufficienti?
“Possiamo, dobbiamo fare di più. Servono maggiori voli intercontinentali diretti verso il nostro Paese. Diretti, vuol dire che non fanno scalo in altre Nazioni. Lo scalo, come può ben capire, comporta una dispersione di passeggeri”.

Passeggeri che scendono negli altri Paesi, senza arrivare fino a noi.
“Precisamente. Fughe di traffico, si dice in gergo, che dobbiamo intercettare”.

Leggi i commenti