ROMA – Dopo Piombino, e in attesa di Ravenna, Snam chiude il cerchio con Rovigo. La società che gestisce la rete dei gasdotti attraverso tutta Italia – in collegamento con l’infrastruttura europea – ha aggiunto ieri un nuovo capitolo nel dossier che gli è stato affidato dal governo, in accordo con Bruxelles, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina: eliminare la Russia dall’elenco dei fornitori di gas naturale. Impresa non da poco, visto che fino a due anni fa, l’Italia dipendeva da Gazprom – il colosso del settore controllato dal Cremlino – per il 40% del suo bisogno complessivo.
L’obiettivo è a un passo dall’essere raggiunto. Snam ha appena annunciato di essere salita al 30% di Adriatic LNG, la società che gestisce il rigassificatore al largo delle coste in provincia di Rovigo. Di fatto, ne è diventata il socio/operatore industriale, mentre il restante 70% è andato alla società olandese Vtti.
Quest’ultima è stata costituita da Vitol (uno dei leader globali nella commercializzazione delle materie prime), Adnoc (la società di Abu Dhabi che ne gestisce i giacimenti di gas e petrolio) e un fondo di investimento australiano. A vendere, invece, sono stati l’americana ExxonMobil e QatarEnergy, i due operatori che , assieme a Edison, nei primi anni Duemila lo avevano progettato e realizzato. Guarda caso per dare all’Italia, ma anche all’Europa una “porta” alternativa alla Russia per l’importazione di gas naturale.
Il Qatar, d’altra parte, continuerà a essere il principale “cliente” del rigassificatore di Rovigo. Contribuendo così al successo delle importazioni di Gnl in Italia: nei primi mesi dell’anno, il metano che viaggia via mare ha superato l’Algeria come primo fornitore per soddisfare il fabbisogno del nostro paese.
A questo punto, per raggiungere l’obiettivo prefissato (azzerare l’import da Mosca), manca solo l’ultimo capitolo del dossier: l’entrata in servizio della nave-ragassificatrice che sarà ancorata davanti a Ravenna. Il che accadrà nei primi mesi del 2025. Compito anche in questo caso affidato a Snam, che in questo modo è responsabile di tutti gli impianti di lavorazione del gas liquefatto, essendo l’operatore industriale anche negli altri impianti di Piombino e La Spezia.
Non a caso gli accordi con Vtti prevedono che Snam possa indicare il chief operating manager, a dimostrazione del ruolo industriale della società italiana (controllata dal Tesoro tramite Cdp). «Abbiamo colto l’opportunità come avevamo annunciato con il piano industriale . commenta l’ad Stefano Venier – e opereremo per sviluppare le potenzialità dell’impianto, passando subito da 9 a 9,5 miliardi di metri cubi di gas lavorato all’anno fino a salire a 11. Il che, assieme al prossimo impianto di Ravenna, consentirà all’Italia di non dipendere più dalla Russia. Già oggi non importiamo più del 3-4% del fabbisogno, quando la media europea è ancora al 14%”.