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Angelucci “esamina” i conti: Agi di nuovo in sciopero

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ROMA - La mossa per dimostrare che vuole fare in fretta è attesa a giorni. Ambienti interni all’Agi danno per certo che il deputato leghista Antonio Angelucci chiuderà a breve la due diligence sullo stato di salute dell’agenzia di stampa che vuole acquisire da Eni.

Un passaggio decisivo per dimostrare che sta facendo sul serio: validate le carte, analizzando rischi e opportunità, sarà pronto a negoziare le condizioni per allargare il suo “impero” mediatico che oggi include Libero, Il Tempo e Il Giornale.

Ma cosa farà la controparte? Ieri la società partecipata dal ministero dell’Economia ha ribadito che "è attualmente in fase di valutazione una manifestazione di interesse avanzata spontaneamente da soggetto terz…

ROMA - La mossa per dimostrare che vuole fare in fretta è attesa a giorni. Ambienti interni all’Agi danno per certo che il deputato leghista Antonio Angelucci chiuderà a breve la due diligence sullo stato di salute dell’agenzia di stampa che vuole acquisire da Eni.

Un passaggio decisivo per dimostrare che sta facendo sul serio: validate le carte, analizzando rischi e opportunità, sarà pronto a negoziare le condizioni per allargare il suo “impero” mediatico che oggi include Libero, Il Tempo e Il Giornale.

Ma cosa farà la controparte? Ieri la società partecipata dal ministero dell’Economia ha ribadito che "è attualmente in fase di valutazione una manifestazione di interesse avanzata spontaneamente da soggetto terzo”. Ma ha anche aggiunto che l’interlocuzione è “preliminare e non esclusiva”. Soprattutto che è “pronta a valutare qualsiasi altra manifestazione di interesse che dovesse essere proposta da altri soggetti in questo momento”.

L’obiettivo è procedere in modo trasparente dopo le critiche per un’operazione "poco chiara” che le opposizioni hanno rivolto al titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti.

Una sorta di ultima chiamata che ha già un’appendice: le porte sono aperte a tutti, ma se nessun altro busserà, e presto, allora si procederà con l’unica offerta sul tavolo. Se giudicata vantaggiosa, la strada per Angelucci sarà spianata.

L’accelerazione preoccupa i giornalisti e i poligrafici dell’agenzia che hanno deciso un cambio di passo nella protesta: oggi, dalle 11 alle 13, saranno per la prima volta in piazza, di fronte al Pantheon, "per ribadire la loro contrarietà alla cessione della seconda agenzia di stampa al polo editoriale riconducibile al Gruppo Angelucci, imprenditore del settore sanitario e parlamentare della Lega”.

E sarà un’altra giornata senza le notizie dell’Agi: un nuovo sciopero, il quinto da quando sono partite le voci di vendita. La contestazione può contare su un altro pacchetto di quattro giornate di astensione dal lavoro, già approvato dall’assemblea di redazione. Con i giornalisti dell’agenzia si schierano il comitato di redazione di RaiNews24 e l’esecutivo Usigrai che esprimono "solidarietà e vicinanza ai colleghi”.

Si muove anche il Pd. La delegazione degli eurodeputati dem ha inviato una lettera alla vicepresidente della Commissione europea per i valori e la trasparenza Vera Jourova. “Più che un’acquisizione editoriale, sembra trattarsi di una chiara operazione politica che porterà ad una preoccupante concentrazione dei media sotto il controllo politico”, hanno scritto in merito alle mire di Angelucci, chiedendo alla stessa Commissione di chiarire "quali azioni intende intraprendere in caso di mancato rispetto dell’indipendenza editoriale dell’agenzia alla luce del regolamento che istituisce la legge europea sulla libertà dei media”.

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