Stellantis su Mirafiori: “Cuore pulsante in Italia”. Per i sindacati sul futuro della fabbrica risposte insufficienti
di Diego LonghinLo stabilimento di Mirafiori rappresenta il “cuore pulsante di Stellantis” in Italia. Parola di Davide Mele, responsabile Corporate Affairs del gruppo automobilistico guidato da Carlos Tavares in occasione del tavolo in corso al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Riunione dove sono presenti, oltre al ministro Adolfo Urso, anche i vertici dell’Anfia, i rappresentanti dei sindacali, nazionali e locali, e degli enti locali, dal governatore del Piemonte, Alberto Cirio, al sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Un fronte che si è presentato compatto al tavolo. Per far fronte alla riduzione della produzione della 500 elettrica e dei modelli Maserati, Gran Cabrio e Gran Turismo, chiedono che a Mirafiori arrivi un nuovo modello e che si punti ad una produzione media annua di 200 mila vetture. Un modo per ridurre la cassa integrazione tra gli operai delle Carrozzerie, dove l’assemblaggio della 500 elettrica si è ridotto a un turno, e per far uscire dai contratti di solidarietà, fino alle fine dell’anno, gli addetti della linea del marchio del Tridente.
Non sembra esser previsto nessuno nuovo modello arrivo, almeno stando alle parole di Mele, che ha aggiunto che i tavoli tecnici che si sono svolti negli ultimi mesi al ministero hanno rappresentato un importante strumento, ribadendo che il gruppo ha condiviso l'obiettivo di un milione di veicoli prodotti in italia, mentre per quanto riguarda il piano commerciale, Stellantis condivide l'idea di dazi Ue rispetto alle auto in arrivo dalla Cina. Per quanto riguarda in particolare Mirafiori, Mele ha sottolineato che nello stabilimento il gruppo ha collocato un prodotto di punta come la Fiat 500, che verrà prodotta, da quest'anno, esclusivamente in italia. “La 500 elettrica dovrebbe raggiungere produzioni a tre cifre”, ha detto, quindi superare le 100 mila unità, potendo arrivare fino a 200 mila, ma a patto che ci siano i nuovi incentivi annunciati dal governo. Sistema che avrebbe permesso già da gennaio di incrementare del 20% la produzione attuale della piccola di casa Fiat. “Su Maserati - ha continuato il manager - si sta lavorando per l'elettrificazione sulla piattaforma Folgore dei nuovi modelli da produrre: oltre alla Gran Cabrio”. La nuova Quattroporte elettrificata è slittata dal 2025 al 2028.
La prossima settimana a Mirafiori entrerà in piena produzione il nuovo reparto delle Meccaniche per la realizzazione dei cambi elettrificati che impiegheranno oltre 500 addetti. A queste attività si aggiungono gli Hub per il riciclo e per le batterie. Per Mele tutte queste attività sono anticicliche, propedeutiche e necessarie al mercato elettrico che si va definendo. Per quanto riguarda i veicoli, ha ribadito, la necessità nella fase di transizione di incentivi. Per quanto riguarda la decisione di allocare in Polonia un'auto elettrica in collaborazione con Leapmotor, la start up cinese con cui Stellantis ha chiuso un’intesa lo scorso autunno che prevede anche una joint venture controllata da Stellantis per la produzione delle piattaforme fuori dalla Cina, Mele ha precisato “che al di là delle notizie uscite sui giornali stellantis non ha ancora deciso nulla”. Parole che però non sembrano nascondere la possibilità che una delle piattaforme possa arrivare a Torino.
Risposte che per il sindacato non sono adeguate alla situazione del polo di Torino: “Con questi numeri – sottolinea Ferdinando Uliano, segretario della Fim-Cisl - la sola 500 elettrica e le attuali Maserati non sono sufficienti a saturare gli impianti e l’occupazione dell’area torinese. la situazione è drammatica”. E ha poi ribadito: “L’idea di un prodotto popolare in collaborazione con Leapmotor, visto che come ha detto Mele ancora non è stato deciso dove allocare, ma anche la produzione della 500 ibrida, oltre che quella full elettric, potrebbero aiutare a centrare l’obiettivo”. Sara Rinaudo della Fismic-Confsal aggiunge: “Ancora stallo e incertezze su Mirafiori, servono al più presto certezze e l’arrivo di un nuovo modello”. Edi Lazzi, segretario generale Fiom-Cgil di Torino, sottolinea che “per l’ennesima volta hanno ribadito gli stessi concetti. Ma il Battery Technology Center, l’Hub di Economia Circolare, la produzione di cambi elettrificati DCT, l'incertezza delle future produzioni delle Maserati 100% elettriche, la sola produzione della 500 Bev, non sono assolutamente sufficienti per garantire l'occupazione e il rilancio di un polo storico della produzione italiana di auto. Chiediamo un rilancio dello stabilimento che passa attraverso la produzione di nuovi modelli, di progetti per gli ingegneri e tecnici, e di assunzioni di giovani”. A Torino il 12 aprile confermato lo sciopero di otto ore di tutto il comparto metalmeccanico: non solo Stellantis, ma tutte le aziende dell’indotto, per fare pressing sul gruppo guidato da Tavares.