Condono edilizio, Salvini vuole il decreto entro aprile. L’affondo di Landini: “Marchetta elettorale”
di Giuseppe ColomboROMA - Chiudere la partita in una ventina di giorni, entro la fine di aprile. Con un decreto, per fare in fretta. Eccola la doppia mossa che Matteo Salvini ha in mente per blindare la paternità della “pace edilizia”, il primo atto di una strategia più ampia che punta a fare della casa, lo storico cavallo di battaglia del centrodestra, una leva per recuperare consensi in vista delle elezioni europee di inizio giugno.
Gli alleati di governo si oppongono al metodo del vicepremier leghista, timorosi di apparire laterali. Al partito di Giorgia Meloni e a Forza Italia non dispiace affatto il perdono sulle “lievi difformità edilizie” che nei piani di Salvini potrebbe arrivare a concedere una tolleranza costruttiva generosa, tra il 2% e…
ROMA - Chiudere la partita in una ventina di giorni, entro la fine di aprile. Con un decreto, per fare in fretta. Eccola la doppia mossa che Matteo Salvini ha in mente per blindare la paternità della “pace edilizia”, il primo atto di una strategia più ampia che punta a fare della casa, lo storico cavallo di battaglia del centrodestra, una leva per recuperare consensi in vista delle elezioni europee di inizio giugno.
Gli alleati di governo si oppongono al metodo del vicepremier leghista, timorosi di apparire laterali. Al partito di Giorgia Meloni e a Forza Italia non dispiace affatto il perdono sulle “lievi difformità edilizie” che nei piani di Salvini potrebbe arrivare a concedere una tolleranza costruttiva generosa, tra il 2% e l’8%, ad altezze, superfici, distacchi e cubature di milioni di abitazioni.
Ma la fuga in avanti del Carroccio, quella no, non è andata giù alla premier e al leader di FI Antonio Tajani: le deroghe si contano in voti e sulle preferenze la corsa dei tre partiti della maggioranza è solitaria.
Nelle ultime ore il leader della Lega ha assunto solo apparentemente una postura distensiva: "Troveremo una sintesi”, ha detto ieri a margine di un evento a Torino. Sa che un confronto con il resto della maggioranza è inevitabile. Il fronte più caldo è quello con i forzisti, che non a caso continuano a rilanciare la loro proposta sulla rigenerazione urbana all’esame del Senato.
È di nuovo Lega contro Forza Italia, antipasto della contesa intestina alle europee su cui gli azzurri puntano per rosicchiare ministeri alla controparte, se riusciranno a scavalcarla alle urne. Salvini ha fiutato il pericolo, per questo l’apertura al confronto sul “condono edilizio” è limitata.
Sconfessa il veicolo del disegno di legge: "No, bisogna far veloce”. Il ddl è più lento rispetto al decreto che gli serve invece per far partire subito le “piccole” regolarizzazioni.
Deve però accelerare perché gli alleati contano di rallentarlo ancora contestandogli l’assenza di un testo. Che invece, almeno sotto forma di bozza, c’è. Cinque pagine, che Repubblica ha potuto consultare, scritte dai tecnici del Dipartimento per le politiche abitative del Mit.
L’intestazione si candida a diventare il titolo del decreto: “Misure urgenti in materia di lievi difformità edilizie”. Ma bisogna passare dai principi alle norme, anche per assumere decisioni definitive su questioni che allo stato attuale risultano controverse. A iniziare dalla tolleranza costruttiva per gli immobili “collocati in zone sismiche” o “sottoposti a tutela ambientale, paesaggistica o storico-culturale”.
La Cgil lancia l’affondo contro Salvini: “Siamo di fronte alla solita marchetta elettorale: mi sono rotto le scatole, chi paga le tasse non può essere considerato uno stupido”, chiosa il segretario generale Maurizio Landini.
Il segretario del Carroccio contesta le critiche: “Appena il testo sarà definito verrà presentato a tutti e sarà un guadagno per tutti". Intanto tenta di ripulire il vocabolario del suo Piano casa dalla parola condono: “Non si tratta di condonare abusi esterni”, né l’intervento “riguarda le zone sismiche, archeologiche o le ville abusive sulle spiagge”, piuttosto l’obiettivo è “aiutare milioni di famiglie che non riescono a comprare o a vendere casa loro”.
Gli ultimi giorni di aprile sono stati già cerchiati in rosso: il decreto sul tavolo del Consiglio dei ministri, poi alle Camere per la conversione in legge. La “legge Salvini”, in tempo per il voto europeo.