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Tramezzi, porte e finestre. Ecco tutte le irregolarità che si potranno sanare

Tolleranza dal 2% all’8% su altezze cubature e superfici. Sarebbe coinvolto il 76% degli edifici
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ROMA - Salvo il muro di un bilocale che è diventato più lungo di otto metri rispetto alla misura riportata nel progetto. E salva anche la finestra di un’abitazione più grande, fino a 300 metri quadri, che si è allargata di un metro quando dalle carte si è passati ai lavori. Il perdono edilizio è servito: non saranno considerate violazioni, ma correzioni legittime. Validate dal “decreto Salvini” che prende forma nel documento messo a punto al Mit. Ma il perimetro della “pace edilizia” è molto più ampio.

Il silenzio-assenso

Nel testo spunta anche la sostituzione del principio del silenzio-rigetto con quello del silenzio-assenso per il permesso a costruire in sanatoria. I termini si estendono, da 60 a 120 giorni, ma a cambiare è la …

ROMA - Salvo il muro di un bilocale che è diventato più lungo di otto metri rispetto alla misura riportata nel progetto. E salva anche la finestra di un’abitazione più grande, fino a 300 metri quadri, che si è allargata di un metro quando dalle carte si è passati ai lavori. Il perdono edilizio è servito: non saranno considerate violazioni, ma correzioni legittime. Validate dal “decreto Salvini” che prende forma nel documento messo a punto al Mit. Ma il perimetro della “pace edilizia” è molto più ampio.

Il silenzio-assenso

Nel testo spunta anche la sostituzione del principio del silenzio-rigetto con quello del silenzio-assenso per il permesso a costruire in sanatoria. I termini si estendono, da 60 a 120 giorni, ma a cambiare è la natura del silenzio, che “agevola” le autorizzazioni.

Le tolleranze costruttive

Muri interni ed esterni, porte, finestre, ma anche gli errori progettuali corretti durante i lavori. Sono alcuni esempi delle fattispecie che rientreranno nella cosiddetta disciplina sulle tolleranze costruttive. Fino a una percentuale che varia dal 2% all’8%, inversamente proporzionale alla grandezza dell’abitazione (al 2% sopra i 500 metri quadri e all’8% entro i 100), tutto quello che sfora, rispetto al titolo abitativo, in termini di altezza, distacchi, cubatura, superficie e “ogni altro parametro edilizio” non sarà ritenuto un abuso.

I tre livelli di irregolarità

La prima categoria di interventi che saranno sanati riguarda le difformità di natura formale. Sono quelle “legate alle incertezze interpretative della disciplina vigente rispetto alla dimostrazione dello stato legittimo dell’immobile”. Un esempio: le differenze tra quanto riportato nel progetto di costruzione e lo stato effettivo dell’immobile al termine dei lavori.

A essere “perdonate” saranno anche le difformità edilizie “interne”: riguardano una singola abitazione che ha subito “interventi spesso stratificati nel tempo” senza un’autorizzazione formale o una segnalazione. Oggi è di fatto difficile comprovare lo stato legittimo dello stesso immobile. In questo caso si parla di una porta aperta dove prima c’era solo un muro, un tramezzo spostato.

Infine ci sono le difformità che potevano essere sanate quando l’intervento è stato realizzato, ma non oggi a causa della cosiddetta disciplina della “doppia conforme” che richiede la conformità alla disciplina edilizia vigente sia al momento di realizzazione dell’intervento che alla richiesta del titolo abitativo.

Lo stato legittimo

Aumentano le opzioni per accertare lo stato legittimo dell’immobile. Potrà essere comprovato anche con un permesso a costruire in sanatoria o con il pagamento delle sanzioni previste per la regolarizzazione della ristrutturazione edilizia "in assenza o in totale difformità dal permesso di costruire”.

Le zone sismiche

Le tolleranze costruttive saranno possibili anche per gli immobili collocati nelle zone sismiche o sottoposti a tutela ambientale, paesaggistica e storico-culturale. Le deroghe saranno concesse “a condizione che siano acquisiti gli atti di assenso dell’autorità competente”.

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