✕

Tavares: “Su Stellantis fake news: non andremo via dall’Italia ma l’arrivo dei cinesi è una minaccia”

L'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares (ansa)
L’ad a Mirafiori critica il governo che corteggia i produttori di Pechino: “Noi combatteremo, ma quando si combatte possono esserci vittime”. Replica di Urso: “Siamo noi che dobbiamo essere rassicurati, non viceversa”
3 minuti di lettura

L’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, non risparmia critiche al governo, che vuole portare i produttori cinesi in Italia mettendo a rischio le quote di mercato e gli stabilimenti del produttore italo-francese, e a chi divulga fake news rispetto alle strategie del gruppo. “Mi capita di leggere cose come “Stellantis smantella la Fiat” oppure “Stellantis se ne va dall’Italia”. Voglio essere chiaro. In Italia, dove abbiamo investito 5 miliardi in 5 anni, ci sentiamo a casa. Abbiamo una quota di mercato superiore al 34%. Non abbiamo alcuna intenzione di andarcene, siamo qui per restare e rafforzeremo la nostra presenza”, dice il manager portoghese al taglio del nastro del nuovo reparto all’interno del complesso di Mirafiori dove si produce il nuovo cambio elettrificato eDct per le auto ibride.”Con queste fake news è facile poi dire che noi non siamo interessati a uno sviluppo in Italia e che è meglio chiamare i produttori cinesi”, aggiunge Tavares.

L’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, non risparmia critiche al governo, che vuole portare i produttori cinesi in Italia mettendo a rischio le quote di mercato e gli stabilimenti del produttore italo-francese, e a chi divulga fake news rispetto alle strategie del gruppo. “Mi capita di leggere cose come “Stellantis smantella la Fiat” oppure “Stellantis se ne va dall’Italia”. Voglio essere chiaro. In Italia, dove abbiamo investito 5 miliardi in 5 anni, ci sentiamo a casa. Abbiamo una quota di mercato superiore al 34%. Non abbiamo alcuna intenzione di andarcene, siamo qui per restare e rafforzeremo la nostra presenza”, dice il manager portoghese al taglio del nastro del nuovo reparto all’interno del complesso di Mirafiori dove si produce il nuovo cambio elettrificato eDct per le auto ibride.”Con queste fake news è facile poi dire che noi non siamo interessati a uno sviluppo in Italia e che è meglio chiamare i produttori cinesi”, aggiunge Tavares.

Una politica che avrà conseguenze: "Siamo in grado di tenere testa ai concorrenti cinesi, ma se qualcuno vuole introdurre competitor cinesi sarà responsabile delle decisioni impopolari che dovranno essere prese". Sarebbe un confronto duro per Tavares con effetti anche sul piano sociale: "Con la concorrenza sul mercato in Italia e i competitor aggressivi sui prezzi come i cinesi, ci sarebbe una grande minaccia per Stellantis: noi combatteremmo, perché siamo abituati a combattere e abbiamo persone che lavorano straordinarie. Aumenteremo la produttività, perché i cinesi producono con un vantaggio del 30% sui costi. Ma quando si combatte possono esserci vittime o effetti collaterali. Noi combatteremmo ma non ci si può aspettare che usciremo vincitori senza cicatrici. E io sono pieno di cicatrici, perché sono abituato a combattere".

Nelle due ore di faccia a faccia con il sindacato nessun annuncio di un nuovo modello, né per Mirafiori né per altri stabilimenti, anche se l’ad presentando il nuovo reparto ha detto che “se ci saranno le condizioni potremmo estendere la produzione della Panda a Pomigliano fino al 2030", mentre oggi è al 2027, e che si è dato il via allo sviluppo di una nuova batteria per la 500 elettrica, che si assembla a Torino. Sarà un aggiornamento della vettura, che sarà pronta tra 18 mesi, e renderà la 500 più efficiente e con un’autonomia di chilometri maggiore, tagliando il prezzo delle vetture. Un investimento complessivo da 100 milioni. “Renderemo la 500e più accessibile per la classe media e ne venderemo di più”, dice Tavares.

Sempre in riferimento al governo, pur condividendo l’obiettivo di 1 milione di veicoli al 2030, dice che non “sono ancora arrivati gli incentivi annunciati”. Tutte le altre decisioni sui modelli e sui programmi sono state rinviate a fine 2024, sulla base anche del voto negli usa e in Europa: "Non conosciamo ancora i risultati delle presidenziali americane e delle elezioni europee, ancora non sappiamo dove vanno le cose. Dobbiamo aspettare elezioni che potranno cambiare il corso delle normative in vigore. A fine 2024 prenderemo le nostre decisioni sulla capacità produttiva e sui nuovi modelli", dice l’ad.

Il nuovo sistema di sussidi studiato dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, dopo la firma di Palazzo Chigi, è passato alla verifica della Corte dei Conti che ha massimo un mese per dare il via libera, sempre che non lo rimandi ai ministeri. L’ipotesi è che i nuovi incentivi, fino a 13.750 euro di contributo, possano arrivare a inizio maggio. Il ministro Urso risponde a stretto giro al capo di Stellantis, società che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi: "È l'Italia che ha chiesto all'Europa salvaguardia contro la concorrenza sleale", quindi "è Stellantis che deve rassicurare l'Italia, non l'Italia che deve rassicurare Stellantis. È Stellantis che deve rassicurare sul fatto che l'Italia è un Paese strategico per il suo sviluppo".

Rispetto all'obiettivo di un milione di auto da produrre in Italia, Urso ha specificato che "è un obiettivo che ho posto a Tavares nel mio incontro pubblico con lui l'anno scorso ed è stato da lui subito condiviso, quindi non è più un obiettivo del governo italiano ma l'obiettivo di Stellantis di giungere a una produzione di un milione di veicoli nel più breve tempo possibile nel nostro Paese, prima del 2030".

I sindacati, che confermano lo sciopero di venerdì 12 aprile a Torino con corteo nel centro a cui parteciperanno anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il governatore Alberto Cirio, sottolineano che gli annunci di Tavares sulla Panda e sulla batteria per la 500e sono positivi, “ma per incidere sui volumi di Mirafiori sono insufficienti, serve molto di più per invertire il crollo del 51% delle produzioni del primo trimestre 2024. L'abbiamo detto oggi durante l'incontro con Tavares a Torino, è necessario aggiungere alla 500 elettrica, un modello di largo consumo e anticipare i lanci di Maserati a partire da quello della Quattroporte, solo così si incrementano i volumi", dice il segretario della Fim-Cisl Ferdinando Uliano.

"In primo luogo abbiamo bisogno di assegnazioni produttive aggiuntive non esclusivamente legate al full electric, tecnologia che evidentemente stenta ad affermarsi sul mercato nonostante le imposizioni della politica, e questo è vero a Torino che ha urgente necessità di una nuova vettura, così come a Melfi che su cinque modelli confidiamo ne abbia almeno uno o due ibridi”, sottolinea Gianluca Ficco della segreteria Uilm. Secondo Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil, “non ci sono garanzie su Mirafiori e si è trattato di un incontro interlocutorio, nonostante gli annunci sul nuovo battery pack per la 500 Bev a Miarafiori e il possibile prolungamento della produzione della Panda a Pomigliano fino al 2030".

Leggi i commenti