Il governo schiera l’arbitro nella lite tra Tim e Starlink
di Sara Bennewitz , Aldo FontanarosaROMA - Il governo Meloni mette in campo un pool di ingegneri e tecnici per risolvere la lite in corso tra la Tim e Starlink, società di Elon Musk che vende abbonamenti all’Internet via satellite. E l’entrata in scena di questi ingegneri è una cattiva notizia per Tim e una prima vittoria per Musk.
Gli ingegneri e i tecnici fanno capo alla Fondazione Bordoni. È una istituzione indipendente che supporta i nostri ministeri soprattutto nel settore delle telecomunicazioni e della tv. Questo pool di esperti farà delle simulazioni e scriverà una dettagliata relazione sul caso (entro il 24 maggio). Una relazione dall’esito annunciato.
Dimostrerà che è possibile, sul piano tecnico, coordinare le frequenze di Starlink e le storiche frequenze della Tim in Italia. Il coordinamento delle frequenze - che Tim rifiuta - servirà a evitare interferenze tra le attività di Starlink e Tim, e dunque disservizi per gli utenti finali, lungo uno specifico “corridoio” dell’etere.
La potenza delle antenne
È la b…
ROMA - Il governo Meloni mette in campo un pool di ingegneri e tecnici per risolvere la lite in corso tra la Tim e Starlink, società di Elon Musk che vende abbonamenti all’Internet via satellite. E l’entrata in scena di questi ingegneri è una cattiva notizia per Tim e una prima vittoria per Musk.
Gli ingegneri e i tecnici fanno capo alla Fondazione Bordoni. È una istituzione indipendente che supporta i nostri ministeri soprattutto nel settore delle telecomunicazioni e della tv. Questo pool di esperti farà delle simulazioni e scriverà una dettagliata relazione sul caso (entro il 24 maggio). Una relazione dall’esito annunciato.
Dimostrerà che è possibile, sul piano tecnico, coordinare le frequenze di Starlink e le storiche frequenze della Tim in Italia. Il coordinamento delle frequenze - che Tim rifiuta - servirà a evitare interferenze tra le attività di Starlink e Tim, e dunque disservizi per gli utenti finali, lungo uno specifico “corridoio” dell’etere.
La potenza delle antenne
È la banda a 28 gigahertz (ribattezzata “ka”). Per arrivare a questa conclusione quasi scontata, gli ingegneri della Fondazione Bordoni chiederanno alla Tim tutte le informazioni su antenne e frequenze che impiega.
Ecco prendere forma, dunque, la cattiva notizia per Tim. La società dell’ad Pietro Labriola non potrà più giocare la partita a carte coperte. Dovrà condividere con la Fondazione Bordoni - già entro il 24 aprile - i dati sui suoi impianti, i più sensibili: come le coordinate; l’altezza, l’angolazione e l’inclinazione delle antenne, oltre alla loro potenza di emissione.
A quel punto la relazione dei tecnici spiegherà come realizzare il coordinamento delle frequenze che ora Tim considera impraticabile.
Foggia, Marsala e Milano
Starlink ha creato tre sofisticate stazioni di terra a Foggia, Marsala e Milano. Stazioni che dialogano con i satelliti di Starlink. Queste comunicazioni - ecco il problema - possono interferire con gli impianti di Tim piantati nel raggio di 10 chilometri dalle tre stazioni di terra di Starlink.
E Tim ha già ammesso che un’interferenza è alle viste (nel canale 2 della banda a 28 gigahertz). Di qui, la necessità del coordinamento tra frequenze che Starlink ha già ottenuto con due altri operatori (Eolo ed OpenFiber); ma non ancora con Tim.
Ora, la relazione della Fondazione Bordoni non è vincolante. Tim, dunque, può confermare il suo no al coordinamento delle frequenze. Il dossier peraltro è nelle mani di una dirigente di Tim preparata e di personalità: è Alma Fazzolari (incidentalmente sorella del sottosegretario Giovanbattista, fedelissimo della Meloni).
Le regole del Garante
Il ministro Urso, però, trasformerà la relazione della Fondazione Bordoni in un potente strumento di pressione contro Tim. Non solo. Urso farà pesare anche le norme che ha scritto il Garante della Comunicazioni (l’AgCom).
Il Garante ha fatto una concessione a 4 operatori. Sono Eolo, OpenFiber, la stessa Tim e una società meno nota (Connesi). Questi 4 operatori possono prolungare l’uso di preziose frequenze, necessarie anche a vendere abbonamenti all’Internet senza fili (Fwa).
Ma la proroga all’uso - fino al 2026 con opzione al 2029 - è riconosciuta a una condizione: i 4 operatori - Tim inclusa - devono coordinare le frequenze con società satellitari come Starlink.
In chiave più politica, aiuta Starlink anche lo smaccato sostegno di Matteo Salvini, che ieri ha ricevuto una delegazione della società di Musk.
L’appoggio alla lista
Su tutt’altro fronte, Tim incassa l’appoggio di Glass Lewis alla sua lista (dopo quello di Iss). Questo, in vista dell’assemblea per il rinnovo del Cda, il 23 aprile. A differenza di Iss, Glass Lewis suggerisce di votare per la lista dei sindaci che Vivendi promuove.
Infine Tim medita di presentare un esposto in Consob contro la lista rivale del fondo Merlyn. La mossa prende spunto dalle dichiarazioni del candidato presidente Umberto Paolucci, sabato a Repubblica.