Conti pubblici, tutti i dolori della Francia: “Possiamo diventare i peggiori in Europa”
dalla nostra corrispondente Anais Ginori (Parigi)PARIGI - Un deficit che va fuori rotta, la paura di un declassamento delle agenzie di rating, lo scontro politico che si accende sulla necessità di un’urgente manovra correttiva.
No, non è l’Italia. Anche Emmanuel Macron è alle prese con l’allarme conti pubblici. La Francia deve approvare il programma di stabilità da inviare a Bruxelles e il percorso di riduzione del deficit è una sfida: il rapporto deficit/Pil sale infatti dal 4,4% inizialmente previsto al 5,1%.
Già a febbraio, con un’improvvisa sferzata di risanamento, il ministro dell'Economia Bruno Le Maire aveva varato un decreto per 10 miliardi di euro di risparmi sul bilancio dello Stato. Ora il governo da la caccia ad altri 10 miliardi se vuole mantenere il nuovo obiettivo del 5,1% deficit/Pil inserito nel programma di stabilità.
PARIGI - Un deficit che va fuori rotta, la paura di un declassamento delle agenzie di rating, lo scontro politico che si accende sulla necessità di un’urgente manovra correttiva.
No, non è l’Italia. Anche Emmanuel Macron è alle prese con l’allarme conti pubblici. La Francia deve approvare il programma di stabilità da inviare a Bruxelles e il percorso di riduzione del deficit è una sfida: il rapporto deficit/Pil sale infatti dal 4,4% inizialmente previsto al 5,1%.
Già a febbraio, con un’improvvisa sferzata di risanamento, il ministro dell'Economia Bruno Le Maire aveva varato un decreto per 10 miliardi di euro di risparmi sul bilancio dello Stato. Ora il governo da la caccia ad altri 10 miliardi se vuole mantenere il nuovo obiettivo del 5,1% deficit/Pil inserito nel programma di stabilità.
La tassazione delle rendite
Il governo continua a rifiutarsi di aumentare le tasse, anche se la scorsa settimana il premier Gabriel Attal ha lanciato una "task force" parlamentare per presentare proposte di tassazione delle "rendite". Il tempo è poco, con la pressione delle agenzie di rating che comincia a farsi sentire. Il 26 aprile è attesa Fitch e qualche giorno dopo Moody's.
Un declassamento della nota sulla Francia - che aleggia ormai da mesi - sarebbe un colpo al governo nel mezzo della campagna per le elezioni europee. E’ già diventato il tema politico del momento, con le opposizioni che minacciano di presentare una mozione di sfiducia contro il governo e questa volta la destra dei Républicains minaccia di votarla.
Sullo sfondo c'è anche la sfida per l'elezione presidenziale del 2027, su cui Le Maire avrebbe delle ambizioni che però potrebbe svanire se la Francia si trovasse in una tempesta dei mercati finanziari. Anche se finora Parigi continua a godere della fiducia degli investitori per finanziarsi, l'incubo dello spread aleggia Oltralpe.
Sotto la Germania
“In termini di spread dovremmo essere dello 0,5% sotto l'Italia e non dello 0,5% sotto la Germania” osserva Alain Minc, parlando con Repubblica. Il consigliere ombra di tanti Presidenti, vicino anche a Macron, non nasconde preoccupazione. “Finora c'è stato una sorta di miracolo francese” spiega a proposito della fiducia dei mercati, nonostante gli oltre 3mila miliardi di debito pubblico.
“Ma ora - aggiunge - arriva il momento della verità. Se Macron non vuole aumentare le tasse, avrà un problema”. Minc - pur famoso per l'indole liberale - propone di lasciare invariate le imposte per le imprese, in modo da non intaccare crescita e investimenti stranieri, e di prelevare invece un punto in più di Iva come già fece a suo tempo Angela Merkel.
Un rimedio altamente impopolare, in particolare in una fase in cui l’inflazione pesa ancora. Al momento dall'esecutivo punta invece su tagli alla spesa pubblica con tagli che potrebbero toccare sanità, enti locali, dipendenti pubblici. Un errore, secondo Minc.
L’aumento dell’Iva
“La rabbia suscitata da un aumento dell'Iva sarebbe molto inferiore alla somma del malcontento dei tagli al bilancio". L'Italia che spesso è sotto i riflettori di Bruxelles ha comunque un avanzo primario di bilancio, al contrario della Francia. “Rischiamo di diventare i peggiori dell’eurozona” sottolinea Minc anche se non vede la Francia travolta da una crisi finanziaria come quella vissuta dall'Italia durante il governo Berlusconi.
“Ma la situazione è grave” insiste Minc che conosce bene le retrovie dei poteri economici. "I mercati finanziari funzionano sempre così: c’è calma piatta finché non succede qualcosa”.