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Ritardo sull’IA e meno iPhone venduti, ora a Apple tocca inseguire

Tim Cook, capo azienda di Apple, in questi giorni è in Vietnam, sempre più base produttiva decisiva per la Mela (afp)

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Superata da Microsoft per capitalizzazione, la Mela perde anche il primato negli smartphone, riconquistato da Samsung. E qualcuno inizia a chiedersi: ha superato il picco di innovazione?
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Apple è in crisi? Due sorpassi non fanno una prova, ma rendono la domanda legittima. Il primo risale a gennaio, quando la Mela è stata superata da Microsoft al vertice della classifica delle società a maggiore capitalizzazione, penalizzata dalla percezione di ritardo nella corsa all’oro dell’Intelligenza artificiale. Il secondo sorpasso invece è stato ufficializzato ieri e riguarda gli smartphone, da anni sua prima fonte di ricavi: nel primo trimestre dell’anno la rivale Samsung ha recuperato la leadership nelle vendite globali, mentre la quota degli iPhone – che avevano conquistato il primato alla fine del 2023 – è scesa del 10%. Nubi sul presente si aggiungono all’incertezza sul futuro: argomenti per chi – anche tra i fedelissimi della Mela – teme il “peak Apple”, cioè che al dodicesimo anno della gestione di Tim Cook la società simbolo della Silicon Valley abbia superato il suo apice innovativo. E finanziario.

Apple è in crisi? Due sorpassi non fanno una prova, ma rendono la domanda legittima. Il primo risale a gennaio, quando la Mela è stata superata da Microsoft al vertice della classifica delle società a maggiore capitalizzazione, penalizzata dalla percezione di ritardo nella corsa all’oro dell’Intelligenza artificiale. Il secondo sorpasso invece è stato ufficializzato ieri e riguarda gli smartphone, da anni sua prima fonte di ricavi: nel primo trimestre dell’anno la rivale Samsung ha recuperato la leadership nelle vendite globali, mentre la quota degli iPhone – che avevano conquistato il primato alla fine del 2023 – è scesa del 10%. Nubi sul presente si aggiungono all’incertezza sul futuro: argomenti per chi – anche tra i fedelissimi della Mela – teme il “peak Apple”, cioè che al dodicesimo anno della gestione di Tim Cook la società simbolo della Silicon Valley abbia superato il suo apice innovativo. E finanziario.

Parlare di declino è prematuro, per un campione che capitalizza 2 mila e 700 miliardi di dollari (!) e che nell’ultimo trimestre ha fatto segnare 120 miliardi di vendite (!!) e 34 di utile (!!!). Ma è vero che l’ultimo dato sulle spedizioni di iPhone (-9,6%) qualche allarme lo fa scattare. Sia perché il mercato degli smartphone è in risalita, dopo un paio di anni difficili. Sia perché gli acquirenti si spostano verso modelli più costosi, un effetto lavatrice (“cambio solo quando si rompe”) che in teoria dovrebbe beneficiare le fuoriserie della Mela.

Non c’è solo l’arcinoto rallentamento del mercato cinese insomma, con i suoi consumatori depressi. Ci sono concorrenti che rosicchiano quote del segmento alto, il più lucrativo: Samsung con i nuovi modelli, la rediviva Huawei che ha trovato alternative ai boicottaggi americani, la riemergente Xiaomi. Mentre una percezione diffusa è che le ultime generazioni di iPhone non abbiano aggiunto granché alle precedenti. Il nuovo device di casa, il visore Vision Pro, non è certo prodotto di massa: costa 3.500 dollari.

E qui veniamo al futuro, più o meno prossimo: quello che gli smartphone nutriti di IA sapranno fare. Finora l’impressione è che, rispetto a Microsoft o a Google, Apple non abbia una chiara strategia su come svilupparla e integrarla. È vero ritardo o solo gioco a carte coperte? Qualcosa di più si capirà a giugno, nella tradizionale conferenza-evento per gli sviluppatori, quando la società presenterà il nuovo sistema operativo con una Siri potenziata.

A tutto questo va aggiunta la complessa ristrutturazione delle catene produttive, con cui la Mela cerca di ridurre la dipendenza dalla Cina spostando capacità in India e Sudest asiatico. E il faro dei regolatori, in Europa e negli Usa, che vogliono capire se il giardino recintato (e dorato) dell’Apple Store danneggi la concorrenza. Nei prossimi mesi si capirà se la Mela è ancora quella da inseguire, o se ora insegue.

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