Superbonus, la maggioranza vuole allentare la stretta. Pressing di Forza Italia per lo sconto in fattura
di Giuseppe ColomboROMA - Al Senato parte l’arrembaggio della maggioranza al decreto che stringe i rubinetti del Superbonus. Manca ancora una settimana alla scadenza per la presentazione degli emendamenti in commissione Finanze, ma il senatore di Forza Italia Claudio Lotito ha già preparato il suo “lodo”: controlli extra, in capo ai Comuni, per scovare eventuali truffe sui lavori già conclusi e recuperare così risorse utili per ripristinare la cessione del credito e lo sconto in fattura in favore di chi non è riuscito ad accedere a questi due canali prima della serrata del governo.
Ma il ministero dell’Economia ha già alzato un muro preventivo: qualsiasi tipologia di proroga non sarà mai autorizzata, è il messaggio che trapela da via XX settembre. Dove invec…
ROMA - Al Senato parte l’arrembaggio della maggioranza al decreto che stringe i rubinetti del Superbonus. Manca ancora una settimana alla scadenza per la presentazione degli emendamenti in commissione Finanze, ma il senatore di Forza Italia Claudio Lotito ha già preparato il suo “lodo”: controlli extra, in capo ai Comuni, per scovare eventuali truffe sui lavori già conclusi e recuperare così risorse utili per ripristinare la cessione del credito e lo sconto in fattura in favore di chi non è riuscito ad accedere a questi due canali prima della serrata del governo.
Ma il ministero dell’Economia ha già alzato un muro preventivo: qualsiasi tipologia di proroga non sarà mai autorizzata, è il messaggio che trapela da via XX settembre. Dove invece si guarda con “cauta apertura”, ma in ogni caso a valle di un monitoraggio, all’ipotesi di allargare il perimetro delle deroghe per le zone terremotate, che il decreto concede solo all’Abruzzo, colpito dal sisma del 2009 e al Centro Italia (2016).
Maggioranza e opposizione chiedono che lo sconto in fattura possa valere ancora anche per la ricostruzione in Emilia, Molise ed Ischia, oltre che nella zona dell’Etna, in Sicilia. Ieri è stato il commissario straordinario Guido Castelli a fornire una prima ricognizione dei costi: servono circa 80 milioni.
Il fronte comune in Parlamento punta ad estendere la deroga anche gli immobili delle onlus e del Terzo settore, su tutto il territorio nazionale: l’importo della richiesta è pari a 120 milioni.
La decisione spetta al Mef: anche in questo caso, come per le zone terremotate, non c’è chiusura, ma la prudenza è maggiore. Soprattutto il Tesoro vuole evitare che si ripeta quello che è accaduto a cavallo tra il 2023 e il 2024: le deroghe concesse ai partiti hanno fatto esplodere la spesa per i bonus edilizi. Un cortocircuito svelato appena due giorni fa, proprio al Senato, dal direttore del Dipartimento Finanze del Mef Giovanni Spalletta. Ma i senatori di Forza Italia e FdI hanno ignorato l’allarme. Vogliono riaprire i rubinetti, altro che stretta.
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