Milano — Haier, colosso cinese e leader mondiale degli elettrodomestici, investe su Candy e lo fa lanciando un nuovo logo, nuovi prodotti a maggior contenuto tecnologico e stabilendo il suo quartier generale in Europa nelle sedi di Vimercate e Brugherio, vicino a Milano, nella vecchia sede del marchio fondato nel 1945. Neil Tunstall, ceo delle attività in Inghilterra e Irlanda, è stato appena nominato pure amministratore delegato di Haier Europe. Ha grandi progetti per l’Italia e per Candy.
Avete presentato a Eurocucina il nuovo logo la nuova linea Candy. Qual è la strategia di Haier per il marchio italiano?
«Per prima cosa mi preme puntualizzare che Haier crede tantissimo in Candy, tant’è che torna a investire in ricerca e sviluppo e comunicazione, e fa dell’Italia il cuore della strategia in Europa, sia per quanto riguarda il design sia per quanto riguarda il centro di Brugherio per l’internet delle cose. Dopo aver investito 350 milioni in conto capitale e mezzo miliardo in comunicazione dall’acquisizione, è in programma un nuovo e importante piano di investimenti».
Ci può anticipare qualcosa?
«Sul nuovo headquarter di Brugherio stiamo investendo 140 milioni. Sarà all’avanguardia, la fabbrica dell’innovazione e dei brevetti del futuro. In comunicazione più di quanto abbiamo fatto finora per raccontare prodotti, funzionalità e l’ecosistema di servizi e applicazioni. Candy è già il primo marchio di elettrodomestici in Italia, con una quota di mercato dell’11,6% a fine 2023, e la primissima scelta degli italiani per le lavatrici: per essere leader devi avere la migliore tecnologia nel lavaggio, la possibilità di collegarsi alla rete per ridurre consumi di elettricità e lo spreco d’acqua, ma anche essere silenziosa, perché se per risparmiare in bolletta la lavatrice viene azionata di notte, non si deve sentire. Confermeremo la leadership e prenderemo nuove quote di mercato».
Quale crescita prevedete?
«Questo è un settore che vive un momento difficile in termini di volumi, noi contiamo di aumentare le quote di mercato offrendo prodotti distintivi, con un alto contenuto tecnologico, capaci di rendere più facile la vita dei nostri clienti. Il consumatore è da sempre al centro della strategia di Haier, siamo sicuri che nelle case del futuro ci saranno solo elettrodomestici intelligenti. Non vedo perché un consumatore dovrebbe comprare una lavatrice dumb (stupida ndr) quando ne può avere una collegata alla rete, che conosce i costi dell’energia e può fargli risparmiare fino a quattro quinti dei consumi in bolletta. Investiamo in sostenibilità dei materiali, nei processi produttivi e negli imballaggi, ma siamo convinti che la differenza sull’impronta di carbonio la faranno dei consumi più consapevoli e orientati al risparmio energetico. Già oggi abbiamo 7 milioni di clienti che utilizzano elettrodomestici connessi che possono orientare usi sostenibili, siamo convinti che questo numero sia destinato ad aumentare».
Gli investimenti in tecnologia e sostenibilità saranno accompagnati da investimenti nelle persone?
«Assolutamente sì, negli ultimi 5 anni in Europa abbiamo anche raddoppiato i dipendenti, ma ora che i siti produttivi sono stati costruiti e a regime, tra cui gli ultimi in Romania, Polonia e Turchia, assumeremo ingegneri e designer, e la sede di Milano serve anche ad attrarre i migliori talenti di zona, che arrivano dalle università vicine, e in settori dove l’Italia è all’avanguardia».
Qual è il posizionamento dei vari marchi in Italia e in Europa?
«Haier è il marchio di alta gamma nel comparto del free standing, e ha un catalogo di eccellenza in alcune categoria tra cui i piani cottura e le cantinette per il vino, Candy è leader in Italia e al secondo posto in Europa, nel segmento di qualità al giusto prezzo, con un fortissima presenza nelle lavatrici grazie allo stabilimento di Brugherio, Hoover invece è marchio di riferimento in Inghilterra nei grandi elettrodomestici e nel resto d’Europa con i piccoli elettrodomestici. Ogni marchio ha una sua riconoscibilità e specificità distintive».