Pisauro: “Il Superbonus peserà almeno un punto di debito all’anno. Ma la politica non cerchi alibi”
di Valentina ConteROMA – «Il Superbonus al 110% è stata una misura insensata, troppo generosa, priva di controlli. Ma dare la responsabilità ai tecnici sta diventando un alibi per la politica». Giuseppe Pisauro, economista ed ex presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, dice che lo sconto edilizio «peserà per almeno un punto di debito all’anno nei prossimi anni».
Professore, cosa significa?
«Significa che il governo ha spazi di manovra ridottissimi. In base al nuovo Patto di stabilità dovrebbe diminuire, non aumentare, il debito di almeno un punto all’anno. Con questo fardello, significa che deve scendere di due punti».
Il Def congelato, con il quadro tendenziale, come lo giudica?
«Una grave violazione dell’ordinamento italiano. Mai accaduto prima che un governo nel pieno delle funzioni non presentasse gli obiettivi della sua politica di bilancio per il triennio».
Ci sono spazi per coprire in deficit la prossima manovra?
«Non li vedo. Anzi, l’Europa si appresta ad aprire una procedura per disav…
ROMA – «Il Superbonus al 110% è stata una misura insensata, troppo generosa, priva di controlli. Ma dare la responsabilità ai tecnici sta diventando un alibi per la politica». Giuseppe Pisauro, economista ed ex presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, dice che lo sconto edilizio «peserà per almeno un punto di debito all’anno nei prossimi anni».
Professore, cosa significa?
«Significa che il governo ha spazi di manovra ridottissimi. In base al nuovo Patto di stabilità dovrebbe diminuire, non aumentare, il debito di almeno un punto all’anno. Con questo fardello, significa che deve scendere di due punti».
Il Def congelato, con il quadro tendenziale, come lo giudica?
«Una grave violazione dell’ordinamento italiano. Mai accaduto prima che un governo nel pieno delle funzioni non presentasse gli obiettivi della sua politica di bilancio per il triennio».
Ci sono spazi per coprire in deficit la prossima manovra?
«Non li vedo. Anzi, l’Europa si appresta ad aprire una procedura per disavanzo eccessivo contro l’Italia ed altri Paesi. Richiederà una correzione di mezzo punto del saldo strutturale, al netto degli interessi. Se il quadro è quello del Def, la correzione c’è già».
Rischiano di saltare i bonus.
«Lo stesso governo nel Def, in una tabellina un po’ nascosta, dice che servono 20 miliardi per confermare le politiche in vigore. Le più importanti sono il taglio del cuneo e dell’Irpef. Ma c’è anche il bonus mamme e il canone Rai».
Come finanziarli?
«Tagliando la spesa o alzando le tasse. O, terza via, prendendo sul serio l’evasione. Rendendola meno conveniente, limitando i regimi fiscali speciali, come la flat tax. Non mi pare si faccia».
Lei per primo avvertì del pericolo Superbonus.
«Non so se per primo, ma ho detto in Parlamento nell’ autunno 2021, come presidente Upb, che il 110% era insensato. Bastava proiettare quanto speso sino a quel momento sull’intero patrimonio edilizio per arrivare a 2 mila miliardi».
Com’è stato possibile sbagliare le previsioni?
«Potevano essere fatte meglio, senza dubbio. Ma la responsabilità è politica, non tecnica. Il 90% dei parlamentari ha votato quelle misure con tre governi diversi. Basta guardare la stretta di un anno fa, quando si pensava di aver bloccato tutto. Invece no. Non è un problema di previsioni, quindi».
Possibili correzioni di rotta?
«Eliminare detrazioni e cessione del credito, sostituite da una spesa diretta e selettiva, meno generosa e mai più gratis. Escludere le seconde case. Prevedere aiuti a incapienti e per tipo di immobili, ma richiedere sempre la cessione dei risparmi per un certo numero di anni. E monitorare sul campo, come si fa in Francia, l’efficientamento energetico raggiunto. Il risparmio in bolletta si può misurare. Nessuno però lo ha fatto. Per un programma che vale oltre 200 miliardi, più del Pnrr».