Patto di stabilità al via, solo l’Italia non lo vota: “Governo sconfessato”
dalla nostra inviata Rosaria AmatoI l nuovo patto di stabilità è stato approvato dall’Europarlamento con 367 voti a favore, 161 contrari e 69 astenuti, ma se a decidere fosse stata solo l’Italia non sarebbe mai passato. Un astensionismo bipartisan ha accomunato gli eurodeputati italiani, formando una strana maggioranza, da Fratelli d’Italia alla Lega e Forza Italia fino al Pd.
Sorprende la decisione dei tre partiti di governo, considerato che l’Italia aveva approvato a dicembre scorso l’accordo sulle nuove regole di bilancio, considerandolo anzi un passo avanti rispetto alla precedente disciplina, molto rigida.«Abbiamo unito la politica italiana », ha commentato ironico il commissario all’Economia Paolo Gentiloni. Che in un breve intervento a margine ha difeso con convinzione il nuovo patto: «Le nuove regole migliorano quelle attuali. Naturalmente sappiamo che si tratta di un compromesso, che la questione da sempre è una delle più complicate e controverse a livello europeo, ma aver raggiunto quest’accordo e poterlo va…
I l nuovo patto di stabilità è stato approvato dall’Europarlamento con 367 voti a favore, 161 contrari e 69 astenuti, ma se a decidere fosse stata solo l’Italia non sarebbe mai passato. Un astensionismo bipartisan ha accomunato gli eurodeputati italiani, formando una strana maggioranza, da Fratelli d’Italia alla Lega e Forza Italia fino al Pd.
Sorprende la decisione dei tre partiti di governo, considerato che l’Italia aveva approvato a dicembre scorso l’accordo sulle nuove regole di bilancio, considerandolo anzi un passo avanti rispetto alla precedente disciplina, molto rigida.«Abbiamo unito la politica italiana », ha commentato ironico il commissario all’Economia Paolo Gentiloni. Che in un breve intervento a margine ha difeso con convinzione il nuovo patto: «Le nuove regole migliorano quelle attuali. Naturalmente sappiamo che si tratta di un compromesso, che la questione da sempre è una delle più complicate e controverse a livello europeo, ma aver raggiunto quest’accordo e poterlo varare con un voto a larghissima maggioranza del Parlamento Europeo è molto positivo».
A favore del nuovo Patto di stabilità, ha spiegato Gentiloni (esponente Pd, vale la pena ricordarlo), «in primo luogo una maggiore gradualità nei percorsi di aggiustamento di bilancio, in secondo luogo l’impegno per ciascun Paese a disegnare il proprio percorso di investimenti e prudenza fiscale nei prossimi anni. E in terzo luogo, grazie anche al contributo del Parlamento europeo, uno spazio maggiore per investimenti, in particolare per quelli legati alla difesa e al cofinanziamento di fondi europei». Un risultato positivo anche per l’Italia: «Abbiamo di fronte una doppia sfida: da un lato politiche di bilancio prudenti, con un debito e un deficit così alti, ma al tempo stesso la sfida di continuare con investimenti pubblici che sostengano la crescita e la nostra economia».
Ma evidentemente queste ragioni non hanno convinto gli italiani a Strasburgo, né a destra né a sinistra. A favore solo tre voti targati Italia: Herbert Dorfmann e Lara Comi del Ppe, Marco Zullo di Renew, al quale si può aggiungere Sandro Gozi che però è stato eletto, sempre per Renew, in Francia. Otto i contrari, compatto il Movimento Cinque Stelle: «Con queste nuove regole l’Europa imporrà tagli di 12/13 miliardi l’anno all’Italia.— ha dichiarato la capodelegazione Tiziana Beghin — Questo significa meno soldi per sanità, scuola, trasporti, investimenti». Le forze di governo «hanno sfiduciato Giorgetti», attacca il leader del Movimento Giuseppe Conte che assegna «il premio facce di bronzo a Meloni e soci».
Al M5S si sono aggiunti i voti contrari dell’ex Pd Andrea Cozzolino, di Fabio Massimo Castaldo di Azione (Renew) e di Ignazio Corrao (Verdi).Diverse, ovviamente, le ragioni dell’astensione. Gli eurodeputati del Pd, «in dissenso rispetto alla posizione di altre delegazioni dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo», ha ammesso il capodelegazione Brando Benifei, ritengono «che il testo uscito dal negoziato con il Consiglio sia eccessivamente peggiorativo non soltanto rispetto alla proposta originaria del Commissario Gentiloni che abbiamo sostenuto, ma anche alla posizione del Parlamento Europeo, specialmente se guardiamo agli interessi dell’Italia».