Bruxelles mette sotto inchiesta la società cinese che “controlla” gli scanner degli aeroporti Ue
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Gli allarmi si moltiplicavano da anni. Dagli Stati Uniti all’Europa. Per motivi di sicurezza nazionale (cioè che le informazioni su merci e viaggiatori finiscano nelle mani del governo cinese) e ora per le pratiche commerciali di Pechino definite “sleali”. Dopo il raid della Commissione europea negli uffici di Varsavia e Rotterdam della Nuctech, colosso che produce attrezzature per i controlli in aeroporti, porti, posti di controllo di frontiera e stazioni ferroviarie e che vende i suoi prodotti in tutto il mondo, si riaccendono i riflettori sulla società guidata un tempo dal figlio dell’ex leader cinese Hu Jintao.
I macchinari della Nuctech si trovano negli aeroporti di Pisa, Zurigo, Stoccolma. Nel porto di Rotterdam, il più grande d’Europa, e in quello di Anversa, solo per fare qualche esempio. Due anni fa scanner vennero acquistati dall’aeroporto di Strasburgo (città che ospita una delle sedi del Parlamento Ue). L’azienda cinese produce macchinari a raggi X per controllar…
PECHINO - Gli allarmi si moltiplicavano da anni. Dagli Stati Uniti all’Europa. Per motivi di sicurezza nazionale (cioè che le informazioni su merci e viaggiatori finiscano nelle mani del governo cinese) e ora per le pratiche commerciali di Pechino definite “sleali”. Dopo il raid della Commissione europea negli uffici di Varsavia e Rotterdam della Nuctech, colosso che produce attrezzature per i controlli in aeroporti, porti, posti di controllo di frontiera e stazioni ferroviarie e che vende i suoi prodotti in tutto il mondo, si riaccendono i riflettori sulla società guidata un tempo dal figlio dell’ex leader cinese Hu Jintao.
I macchinari della Nuctech si trovano negli aeroporti di Pisa, Zurigo, Stoccolma. Nel porto di Rotterdam, il più grande d’Europa, e in quello di Anversa, solo per fare qualche esempio. Due anni fa scanner vennero acquistati dall’aeroporto di Strasburgo (città che ospita una delle sedi del Parlamento Ue). L’azienda cinese produce macchinari a raggi X per controllare merci, bagagli e persone che vengono impiegati in 25 Paesi europei. Questo perché negli ultimi dieci anni si è aggiudicata più di 160 gare d'appalto pubbliche in tutto il Vecchio Continente.
Solo che ora Bruxelles vuole vederci chiaro sostenendo che ci sono "indicazioni che l'azienda potrebbe aver ricevuto sovvenzioni estere che potrebbero distorcere il mercato interno”. Raid che fanno parte di un più ampio giro di vite nei confronti delle aziende cinesi che si ritiene beneficino di sussidi da parte di Pechino a scapito dei rivali europei.Quello dei sussidi non è l’unico problema. Da anni i contratti alla Nuctech fanno sollevare più di qualche dubbio sulla sicurezza. Estromessa dal mercato statunitense, ad esempio, proprio per queste ragioni. Ma la complessità e l’opacità della sua struttura proprietaria ha allarmato anche alcuni governi europei: il rischio, sostenevano alcuni funzionari occidentali in un’inchiesta dell’Ap di due anni fa, è che la Cina possa sfruttare le attrezzature della Nuctech per sabotare punti di transito chiave o ottenere illecitamente dati governativi, industriali o personali dagli oggetti che passano attraverso i suoi dispositivi.
Nonostante gli avvertimenti, i governi europei hanno assegnato più di 160 contratti a Nuctech negli ultimi 10 anni. “L’ultimo, il mese scorso, aveva un valore di circa 3,5 milioni di euro per l'acquisto di apparecchiature a raggi X da parte delle autorità nella città polacca di Rzeszów, che è il principale centro di smistamento degli armamenti occidentali forniti all’Ucraina”, scrive il Financial Times.
A provare a districare la matassa su chi operi dentro la società ci ha provato la società olandese Datenna. L’azionista di maggioranza è la Tongfang, che detiene una quota del 71%. Il maggiore azionista della Tongfang, a sua volta, è il braccio di investimento della China National Nuclear Corp, conglomerato statale che sovrintende il programma nucleare civile e militare della Cina, controllato dal Consiglio di Stato, cioè il governo. "Tutti i dati generati dai dispositivi Nuctech appartengono esclusivamente ai nostri clienti”, si è sempre difesa l’azienda.
Fondata nella capitale cinese nel 1997 da alcuni professori dell’università Tsinghua, ha avuto tra i suoi presidenti Hu Haifeng, figlio dell’ex leader Hu Jintao. Con Hu junior al comando, la Nuntech ottenne sul finire dello scorso decennio una sorta di quasi monopolio nel settore: nel 2009 controllava il 90% del mercato interno cinese. Dopo aver venduto i suoi sistemi di sorveglianza nel ‘99 alle dogane cinesi, nel 2001 arriva il primo contratto internazionale siglato con Australia e Emirati Arabi Uniti. Oggi opera in 170 Paesi.