Superbonus, la maggioranza prepara il “salva-debito” per Giorgetti. Ma in cambio vuole proroghe per condomini e onlus
di Giuseppe ColomboROMA – Messo all’angolo dalla maggioranza che al Parlamento europeo ha rigettato il Patto di stabilità, Giancarlo Giorgetti prova a riabilitare le nuove regole fiscali. E così ieri, alla Camera, il ministro dell’Economia si è ritrovato a dover spiegare perché a dicembre ha detto sì al nuovo Patto: “È sicuramente un compromesso, non è la proposta che il sottoscritto aveva portato avanti», ma è comunque «un passo in avanti rispetto alle regole di bilancio che sarebbero tornate in vigore nel 2025”.
Nell’emiciclo di Montecitorio che ha dato il via libera al Def, il titolare del Tesoro si è dovuto difendere anche dalle accuse delle opposizioni che gli hanno imputato un Documento di economia e finanza “monco”, senza il quadro programmatico. “Io d…
ROMA – Messo all’angolo dalla maggioranza che al Parlamento europeo ha rigettato il Patto di stabilità, Giancarlo Giorgetti prova a riabilitare le nuove regole fiscali. E così ieri, alla Camera, il ministro dell’Economia si è ritrovato a dover spiegare perché a dicembre ha detto sì al nuovo Patto: “È sicuramente un compromesso, non è la proposta che il sottoscritto aveva portato avanti», ma è comunque «un passo in avanti rispetto alle regole di bilancio che sarebbero tornate in vigore nel 2025”.
Nell’emiciclo di Montecitorio che ha dato il via libera al Def, il titolare del Tesoro si è dovuto difendere anche dalle accuse delle opposizioni che gli hanno imputato un Documento di economia e finanza “monco”, senza il quadro programmatico. “Io dico che è semplicemente realistico, non sfugge che l’attesa è meglio dell’incertezza”, ha ribattuto per sostenere che la scelta di inserire solo il quadro tendenziale è fisiologica, in attesa di conoscere dall’Ue la declinazione delle nuove regole di bilancio.
Per adesso gli obiettivi sono solamente titoli: lavoro, natalità, sostegno ai redditi bassi. Misure che - ha rimarcato - guardano a una crescita "che passa per sacrificio, investimento e lavoro” e non dal “modello Lsd, cioè lassismo, debito e sussidi”.
Un auspicio perché le scorie di questo modello vanno ancora smaltite, recita l’avvertimento del ministro che ancora una volta ha messo nel mirino il Superbonus. La nuova definizione è “il mostro che ha distrutto le condizioni della finanza pubblica in questi anni e nei prossimi a venire”.
Il governo ha stretto ancora i rubinetti della spesa per i bonus edilizi, ma per Fitch non basta: il rapporto debito/Pil schizzerà al 142,7% nel 2027, ben al di sopra del 139,6% indicato dal ministero dell’Economia nel Def. "Lo spazio di manovra ridotto - annota l’agenzia di rating - potrebbe complicare le misure di politica fiscale ed economica e inasprire le tensioni all’interno della maggioranza”.
Anche la Banca d’Italia “sprona” Giorgetti a fare di più: "Se neppure le nuove restrizioni dovessero frenare l’accumularsi dei crediti, l’unica via che rimarrebbe da percorrere - avverte via Nazionale - sarebbe l’eliminazione del Superbonus prima della sua naturale scadenza alla fine del prossimo anno”.
Ma al Senato è già partito l’arrembaggio di Forza Italia per allargare le maglie del decreto che ferma lo sconto in fattura e la cessione del credito. Tra i 355 emendamenti depositati in commissione Finanze spuntano le deroghe chieste dagli azzurri per gli immobili delle onlus e delle zone terremotate (Emilia, Ischia, Molise e Sicilia), ma anche per i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche.
Tra le richieste anche una proroga selettiva per i condomini. La leva per convincere Giorgetti è pronta: in cambio del sì è già pronto l’emendamento “salva debito”, con le detrazioni spalmate in 10 anni, invece degli attuali quattro.
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