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Btp Valore, lunedì al via il nuovo collocamento. Ecco i tassi minimi: si parte al 3,35%, poi 3,9%

Il nuovo titolo dedicato ai piccoli risparmiatori ha durata di sei anni e premio fedeltà allo 0,8%. A chi può convenire e i possibili rischi
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Un rendimento un po’ più generoso dei Btp tradizionali e sostanzialmente in linea con la scorsa emissione di marzo. È questo il commento a caldo sul nuovo Btp Valore, dopo che il Tesoro ha comunicato i due tassi cedolari minimi annui pagati trimestralmente, pari a 3,35% per i primi tre anni e 3,9% per i successivi tre. “Considerando anche il premio di fedeltà dello 0,8% (una tantum, ndr) per chi acquisterà il titolo in collocamento e lo terrà fino alla scadenza, fissata per il 14 maggio 2030, si arriva a un tasso interno di rendimento annuo del 3,78%”, commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte. “Per fare un raffronto, il Btp tradizionale con scadenza triennale rende intorno al 3,35%, mentre quello a sei anni quasi il 3,5%. In sostanza, la nuova emissione è leggermente più generosa dei titoli già sul mercato”. Il che lascia immaginare una buona risposta dei risparmiatori, anche se non sarà facile superare i 18,3 miliardi sottoscritti con l’emissione di marzo scor…

Un rendimento un po’ più generoso dei Btp tradizionali e sostanzialmente in linea con la scorsa emissione di marzo. È questo il commento a caldo sul nuovo Btp Valore, dopo che il Tesoro ha comunicato i due tassi cedolari minimi annui pagati trimestralmente, pari a 3,35% per i primi tre anni e 3,9% per i successivi tre. “Considerando anche il premio di fedeltà dello 0,8% (una tantum, ndr) per chi acquisterà il titolo in collocamento e lo terrà fino alla scadenza, fissata per il 14 maggio 2030, si arriva a un tasso interno di rendimento annuo del 3,78%”, commenta Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte. “Per fare un raffronto, il Btp tradizionale con scadenza triennale rende intorno al 3,35%, mentre quello a sei anni quasi il 3,5%. In sostanza, la nuova emissione è leggermente più generosa dei titoli già sul mercato”. Il che lascia immaginare una buona risposta dei risparmiatori, anche se non sarà facile superare i 18,3 miliardi sottoscritti con l’emissione di marzo scorso.

Quest’ultima è caratterizzata da un rendimento del 3,25% per il primo triennio e del 4,0% per quello successivo, con un premio fedeltà dello 0,7%, ossia inferiore allo 0,8% del nuovo Btp Valore. Dunque, le differenze sono marginali ma il premio rispetto al tasso del btp a 6 anni tradizionale potrebbe spingere le sottoscrizioni, mentre si avvicina il primo taglio dei tassi da parte della Bce.

Le caratteristiche dell’emissione

L’emissione, che dura sei anni, partirà lunedì per concludersi venerdì alle 13, a meno che il Tesoro non decida per la chiusura anticipata (opzione prevista anche in passato, ma mai esercitata).

Il taglio minimo acquistabile è di mille euro, a dimostrare che il target di riferimento è dato dalla clientela retail. Sono previste cedole trimestrali, mentre la maggior parte delle obbligazioni offre entrate annuali o – al massimo semestrali.

Come per gli altri titoli di Stato, viene applicata la tassazione agevolata al 12,5% sui guadagni contro il 26% dell’aliquota ordinaria, che si applica ad esempio alle obbligazioni societarie e alle azioni. Da segnalare anche l’assenza di commissioni e l’esenzione dalle imposte di successione. Può essere acquistato allo sportello o tramite il proprio broker online, indicando come Isin (il codice identificativo) IT0005594491.

Infine è prevista l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50 mila euro, indicatore che offre la possibilità di accedere a una serie di prestazioni sociali.

La spinta dal taglio dei tassi

Il BTp Valore può essere considerato una soluzione d’investimento adeguata per i piccoli risparmiatori con un orizzonte temporale di medio-lungo termine, interessati a un flusso cedolare sicuro.

A giugno è atteso il primo taglio dei tassi da parte della Bce e l’allentamento monetario in genere spinge in alto i rendimenti dei titoli obbligazionari già in portafoglio (e in parallelo comporta una riduzione di quanto garantito dalle nuove emissioni). Anche se già negli ultimi mesi vi è stata una tendenza in tal senso, dato che il mercato tende generalmente a muoversi sulle aspettative, anticipando le notizie.

I possibili rischi

Lo scenario cambierebbe sensibilmente nel caso in cui l’istituto di Francoforte dovesse rimandare il primo taglio, magari a fronte di un’accelerazione dell’inflazione. In quel caso, infatti, il debito pubblico italiano – che resta tra i più alti al mondo – potrebbe tornare sotto pressione. “Come per tutte le obbligazioni, le variazioni di tasso possono comportare oscillazioni di prezzo significative e, nonostante la garanzia del rimborso a scadenza del capitale investito, non si possono escludere a priori periodi di performance negative”, avvertono da Moneyfarm. Ricordando che durante la crisi dell’Eurozona nel 2011 e subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, la performance di un indice generico che replica una posizione in Btp ha perso più del 15%.

Questo rischio vale per chi valuta di dismettere l’investimento (magari per la necessità di disporre di quel denaro), non per chi lo mantiene fino a scadenza, continuando a incassare le cedole, fino alla restituzione del capitale dopo sei anni.

Come per tutti gli investimenti, in definitiva, è fondamentale valutare se investire o meno in questa emissione alla luce del proprio profilo di rischio, degli obiettivi e dell’orizzonte temporale, nonché di ciò che si ha già in portafoglio. Ricordando che la diversificazione per asset class, geografie e scadenze è la regola aurea di ogni pianificazione finanziaria.

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