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Il governo vieta i pannelli solari nei campi. Gli operatori: “Così si blocca la lotta al cambiamento climatico”

Approvato in CdM il decreto Agricoltura che accontenta le richieste delle associazioni che denunciano «l’invasione del fotovoltaico» sui terreni coltivati. Salvaguardati i progetti in itinere, quelli finanziati con il Pnrr e l’agrifotovoltaico
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ROMA – Il governo decide di vietare l’installazione “a terra” dei pannelli solari nei terreni utilizzati in agricoltura. Ma con una serie di eccezioni. Per esempio, sono salvaguardati tutti i progetti previsti dai fondi del Pnrr e quelli il cui iter autorizzativo è già in corso. Non solo, è consentito ancora “l’agrifotovoltaico”: di fatto, le tecnologie grazie alle quali i pannelli sono realizzati su strutture sollevate da terra, compatibili con le coltivazioni sottostanti ma anche con l’allevamento di animali.

Tutto ciò è contenuto nel testo del dl Agricoltura, approvato ieri dal Consiglio dei ministri e che chiude il contenzioso all’interno del governo tra il ministro Francesco Lollobrigida (che dell’Agricoltura è il titolare) e …

ROMA – Il governo decide di vietare l’installazione “a terra” dei pannelli solari nei terreni utilizzati in agricoltura. Ma con una serie di eccezioni. Per esempio, sono salvaguardati tutti i progetti previsti dai fondi del Pnrr e quelli il cui iter autorizzativo è già in corso. Non solo, è consentito ancora “l’agrifotovoltaico”: di fatto, le tecnologie grazie alle quali i pannelli sono realizzati su strutture sollevate da terra, compatibili con le coltivazioni sottostanti ma anche con l’allevamento di animali.

Tutto ciò è contenuto nel testo del dl Agricoltura, approvato ieri dal Consiglio dei ministri e che chiude il contenzioso all’interno del governo tra il ministro Francesco Lollobrigida (che dell’Agricoltura è il titolare) e il collega Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente ma soprattutto della Sicurezza energetica. Uno scontro - secondo fonti di governo - che è proseguito per oltre due ore anche ieri, fino al compromesso finale. Da un lato Lollobrigida in difesa delle richieste delle associazioni degli agricoltori che avevano reclamato uno stop ai permessi contro “l’invasione dei campi” da parte degli operatori di fotovoltaico.

Dall’altra, Pichetto che al G7 dell’Energia di Torino solo qualche giorno fa si è impegnato a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione Ue per il 2030. E da qualche parte deve prevedere grandi impianti che consentano all’Italia di recuperare il divario nelle rinnovabili con i paesi del nord Europa. I due ministri si sono presentati insieme per dimostrare di andare d’accordo, ma già oggi con l’esame del testo del decreto si capirà chi ha vinto ai punti.

Lollobrigida, a prima vista, si è comunque imposto perché ha portato a casa il provvedimento, sebbene con limitazioni, mentre nei giorni scorsi Pichetto aveva reagito con un comunicato all’iniziativa del collega, facendo intendere che non ne fosse stato informato.

Immediata la protesta degli operatori delle rinnovabili. Per Italia Solare, che raccoglie imprese della filiera del fotovoltaico “si impedisce lo sviluppo di un settore che in altri paesi d'Europa sta garantendo investimenti e crescita che saranno impossibili in Italia. Rimaniamo prigionieri delle fonti fossili che hanno costi instabili e ci espongono alle dinamiche di mercato internazionale, esposizione che è costata al sistema paese oltre 100 miliardi di euro nel periodo primavera 2022 - primavera 2023”.

Tornando al decreto, Lollobrigida con una serie di altri provvedimenti ha portato a casa i consensi della categoria, a pochi giorni dalle Europee. Il Decreto di aiuti all'agricoltura prevede anche un commissario sull'emergenza del granchio blu, con 10 milioni di stanziamento; una task force di 177 militari per abbattere i cinghiali portatori della peste suina, con ulteriori fondi per 20 milioni; oltre 20 milioni per contrastare malattie dei kiwi e della vite; crediti di imposta per le Zes, misure contro le pratiche sleali e sgravi contributivi per i lavoratori agricoli nelle zone alluvionate. Ma soprattutto la «sospensione per 12 mesi dei mutui per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che nel 2023 hanno registrato una riduzione del volume di affari di almeno il 20%».

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