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Superbonus, Giorgetti: “Spalma-crediti in 10 anni obbligatorio”. La mossa del governo per sgravare i conti

(ansa)

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Il ministro dell’Economia al Senato: “Stop alle deroghe parlamentari, decide il governo”. E ribatte a Bankitalia: “Il suggerimento sullo stop anticipato era da proporre prima”
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ROMA - Spalmare i crediti del Superbonus su dieci anni, invece che su quattro, “non sarà un’opzione, ma un obbligo”. Ecco la formula dell’operazione salva-debito che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sdogana a Palazzo Madama, dopo una comunicazione al buio ai senatori della commissione Finanze chiamati ad approvare l’ennesimo decreto che prova a contenere la spesa per i bonus edilizi.

Arriva quindi il via libera del Tesoro allo “Spalma-crediti”: i crediti dovranno essere spalmati appunto su dieci anni. E così il governo Meloni alleggerirà il carico del Superbonus sulle casse pubbliche: ne beneficerà il debito, fino al 2027.

Il problema viene spostato in avanti, dal 2028 in poi. E quindi caricato su…

ROMA - Spalmare i crediti del Superbonus su dieci anni, invece che su quattro, “non sarà un’opzione, ma un obbligo”. Ecco la formula dell’operazione salva-debito che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sdogana a Palazzo Madama, dopo una comunicazione al buio ai senatori della commissione Finanze chiamati ad approvare l’ennesimo decreto che prova a contenere la spesa per i bonus edilizi.

Arriva quindi il via libera del Tesoro allo “Spalma-crediti”: i crediti dovranno essere spalmati appunto su dieci anni. E così il governo Meloni alleggerirà il carico del Superbonus sulle casse pubbliche: ne beneficerà il debito, fino al 2027.

Il problema viene spostato in avanti, dal 2028 in poi. E quindi caricato sul prossimo inquilino di Palazzo Chigi. Come ha messo in evidenza l’Ufficio parlamentare di bilancio, infatti, con lo “Spalma-crediti” l’impatto sul debito “si estenderebbe dal periodo 2024-27 al decennio 2024-2033, con conseguente riduzione dell’effetto annuo aggiuntivo del periodo iniziale”. Al contrario, il peso annuale sul debito si farebbe più consistente dal 2028 al 2033.

La risposta a Bankitalia: “Stop era da proporre prima”

Ma intanto la spesa per il Superbonus lievita. Come ricostruito da Repubblica, 66 dei 117,2 miliardi ammessi a detrazione fino al 31 marzo sono imputabili alla gestione Meloni. La Banca d’Italia ha suggerito al governo di fermare il Superbonus prima della scadenza fissata al 31 dicembre 2025. Giorgetti, a margine della comunicazione in commissione, alza il sopracciglio: l’indicazione “sarebbe stata gradita nel 2023, nel 2022 o nel 2021", invece "arriva nel 2024, quando il governo sta esattamente procedendo a fare questo".

Nel frattempo la maggioranza preme per allargare le maglie del decreto che cancella definitivamente la cessione del credito e lo sconto in fattura. Il ministro è perentorio: “Gli emendamenti parlamentari di ampliamento delle deroghe, come avvenuto in passato, non saranno presi in considerazione: il governo si assume la responsabilità di presentare un suo emendamento".

"Come il Vajont, la valanga era già partita”

A chi gli chiede se l’incremento della spesa non sia imputabile alla sua gestione, Giorgetti ribatte: “Grazie agli antichi romani che hanno insegnato al mondo il diritto ci sono i diritti acquisiti, la Costituzione: c'è un principio che uno che ha cominciato il lavoro nel 2021 ha diritto di finirlo nel 2023 e presentare le fatture, cosa abbastanza banale che dovrebbe essere di facile intelligibilità per chiunque”.

Le norme per stringere la spesa non hanno funzionato? “Come il Vajont, quando noi siamo intervenuti a porre una diga a questa cosa la valanga era già partita", ha risposto il ministro.

Banche e imprese in allarme

L’Abi e l’Ance suonano l’allarme sul rischio che lo “Spalma-crediti” possa essere retroattivo, tirando in ballo i crediti per le spese relative al 2023. “In questa fase complessa – scrivono le due associazioni in una nota congiunta - è importante dare certezze e rafforzare la fiducia: interventi retroattivi sul Superbonus minerebbero la fiducia di famiglie, imprese e investitori".

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