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Superbonus, un altro mini stop. Rimborsi in dieci anni dal 2024

Giorgetti: “Sul debito una valanga come il Vajont”. Flop sugli extraprofitti delle banche: nessuna ha pagato
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ROMA - Il Superbonus come il Vajont. Quando lascia il Senato dopo un’informativa lampo in commissione Finanze, Giancarlo Giorgetti si aggrappa all’ennesima metafora per dire che “la valanga” della spesa “era già partita” quando lui è arrivato al ministero dell’Economia, ritrovandosi così a dover gestire “i disastri che” la frana “ha prodotto quando è arrivata giù”.

Ma ora che tocca a lui alzare una diga per diluire l’impatto dei bonus edilizi sui conti, la responsabilità diventa piena. Una soluzione c’è: spalmare i crediti su dieci anni, invece che su quattro. L’impatto annuale sul debito sarebbe minore, fino al 2027, per farsi invece più pesante dal 2028 al 2033: l’espediente sposterebbe il problema più in là, sul prossimo governo.

ROMA - Il Superbonus come il Vajont. Quando lascia il Senato dopo un’informativa lampo in commissione Finanze, Giancarlo Giorgetti si aggrappa all’ennesima metafora per dire che “la valanga” della spesa “era già partita” quando lui è arrivato al ministero dell’Economia, ritrovandosi così a dover gestire “i disastri che” la frana “ha prodotto quando è arrivata giù”.

Ma ora che tocca a lui alzare una diga per diluire l’impatto dei bonus edilizi sui conti, la responsabilità diventa piena. Una soluzione c’è: spalmare i crediti su dieci anni, invece che su quattro. L’impatto annuale sul debito sarebbe minore, fino al 2027, per farsi invece più pesante dal 2028 al 2033: l’espediente sposterebbe il problema più in là, sul prossimo governo.

Ma lo schema che il titolare del Tesoro illustra ai senatori è in versione ridotta: le detrazioni fiscali relative agli interventi edilizi saranno obbligatoriamente ripartite in dieci quote annuali, di pari importo, ma solo per le spese sostenute "a partire dal periodo di imposta in corso alla data di entrate in vigore del decreto legge” all’esame di Palazzo Madama.

La nuova ripartizione, quindi, riguarderebbe solo i crediti 2024: circa 4-5 miliardi fino ad ora, con un trend che non crescerà di molto nei prossimi mesi considerando che nel frattempo sono stati cancellati definitivamente la cessione del credito e lo sconto in fattura.

In ogni caso l’ammontare sarà nettamente inferiore a quello che si sarebbe potuto diluire in 10 anni se i crediti presi a riferimento fossero stati quelli del 2023.

Ma intervenire retroattivamente pone al governo questioni di incostituzionalità, proprio quelle che Giorgetti cita per motivare l’impossibilità di bloccare "i diritti acquisiti di chi ha cominciato il lavoro nel 2021 e ha diritto di finirlo nel 2023, presentando le fatture”.

Quando termina le comunicazioni al “buio” in commissione, il ministro non chiarisce il perimetro dello “Spalma-crediti” con i giornalisti che lo incalzano.

E di fronte alla mancanza di informazioni puntuali, le banche e le imprese lanciano l’allarme. "In questa fase complessa è importante dare certezze e rafforzare la fiducia: interventi retroattivi sul Superbonus minerebbero la fiducia di famiglie, imprese e investitori”, scrivono Abi e Ance in una nota congiunta.

La retroattività impatterebbe sui lavori in corso, determinando di fatto un blocco a causa della necessità di rivedere le condizioni contrattuali con i committenti, inclusi i condomini, per rendere gli appalti sostenibili dal punto di vista economico. Il rischio è un proliferare di contenziosi. Per le banche, che si ritroverebbero in mano crediti svalutati, di fatto arriverebbe una sorta di patrimoniale.

Se l’indicazione di Giorgetti diventerà definitiva, con l’emendamento del governo che veicolerà le modifiche al decreto, gli istituti sarebbero salvi, le imprese invece andrebbero in affanno.

Il ministro dell’Economia, tra l’altro, deve anche concedere nuove deroghe al Parlamento utilizzando un fondo ad esaurimento: la cessione del credito sarà ancora possibile per gli interventi relativi alle barriere architettoniche, ma anche per quelli degli enti del Terzo settore, onlus e associazioni di volontariato.

Riflessione in corso per estendere la deroga anche alle zone sismiche fuori dal cratere. Dubbi legati ai pochi soldi a disposizione. Anche la tassa sugli extraprofitti bancari non dà appigli: "Al momento non risultano essere pervenuti versamenti esattamente come previsto dalla relazione tecnica”. Ecco la diga fragile di Giorgetti.

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