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Btp Valore, cosa non ha funzionato e le alternative per i risparmiatori

Dai titoli governativi alle emissioni societarie, fino ai conti deposito. Opportunità e rischi delle altre soluzioni per gli investitori prudenti
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Da una parte le crescenti tensioni geopolitiche, che fanno aumentare la prudenza in capo ai risparmiatori, soprattutto ora che l’inflazione sta rallentando il passo. Dall’altra la tempistica del collocamento ad opera del Tesoro, evidentemente non propriamente azzeccata, dato che solo due mesi fa vi era stata una raccolta da record (18,3 miliardi di euro) e molti portafogli della clientela retail sono già abbondantemente esposti verso i BTp Valore. Sta di fatto che questa volta le sottoscrizioni si sono fermate poco sopra gli 11 miliardi di euro e a questo punto c’è da attendersi una frenata nella strategia governativa che punta ad aumentare la quota di debito pubblico in mano alle famiglie italiane, nel tentativo di limitare la volatilità in caso di nuove turbolenze sui mercati finanziari.

“I sei anni di durata di questo titolo non sono pochi, soprattutto se consideriamo la condizione in cui si trova il debito pubblico italiano”, commenta Roberto Dolza, analista indipendente. “Attual…

Da una parte le crescenti tensioni geopolitiche, che fanno aumentare la prudenza in capo ai risparmiatori, soprattutto ora che l’inflazione sta rallentando il passo. Dall’altra la tempistica del collocamento ad opera del Tesoro, evidentemente non propriamente azzeccata, dato che solo due mesi fa vi era stata una raccolta da record (18,3 miliardi di euro) e molti portafogli della clientela retail sono già abbondantemente esposti verso i BTp Valore. Sta di fatto che questa volta le sottoscrizioni si sono fermate poco sopra gli 11 miliardi di euro e a questo punto c’è da attendersi una frenata nella strategia governativa che punta ad aumentare la quota di debito pubblico in mano alle famiglie italiane, nel tentativo di limitare la volatilità in caso di nuove turbolenze sui mercati finanziari.

“I sei anni di durata di questo titolo non sono pochi, soprattutto se consideriamo la condizione in cui si trova il debito pubblico italiano”, commenta Roberto Dolza, analista indipendente. “Attualmente vi è una situazione di calma apparente, ma non possiamo dimenticare che nel 2008 fallì la quinta banca americana che allora era valutata come estremamente solida o quanto accadde nel 2011 in Italia. Il tutto in un arco di tempo molto ridotto”.

Portafogli saturi di governativi italiani

“Tra le cause dell’insuccesso c’è innanzitutto la vicinanza rispetto all’ultima asta in termini temporali, che per altro aveva registrato un record di sottoscrizioni”, commenta Thomas Avolio, deputy ceo e principal di Redfish Listing Partners. “Una chiave di lettura del risultato è nella possibile saturazione dei portafogli retail verso i governativi italiani. Oltre al supplemento di prudenza dovuto all’inasprimento del rischio geopolitico”, aggiunge.

Le altre emissioni governative

Se la diversificazione è la regola aurea di ogni investimento oculato, il ragionamento vale non solo in relazione alle diverse classi d’investimento, ma anche per caratteristiche e durata delle singole emissioni che fanno capo a uno stesso soggetto. Così, sottolinea Dolza, è opportuno valutare anche le altre emissioni governative, anche quelle a breve termine come i BoT, che offrono intorno al 3,55% lordo (3,1% netto), mentre per i BTp al 2026 si scende di tre decimali. “Attenzione però all’orizzonte temporale: le scadenze superiori ai tre anni non premiano adeguatamente il rischio alla luce delle tante variabili che oggi caratterizzano i mercati e che non si annunciano di rapida soluzione”.

I conti deposito offrono rendimenti competitivi

Per altro, non mancano le alternative di investimento per chi ha una ridotta propensione al rischio. A cominciare dai conti deposito, con le migliori offerte che nelle scadenze a 24 e 36 mesi offrono rendimenti del 4,5% annuo lordo. In questo caso l’aliquota fiscale sui guadagni è del 26% contro il 12,5% dei titoli di Stato, ma il rendimento netto sopra il 3,3% è comunque leggermente superiore al 3,20% netto dell’ultimo BTp Valore (3,05% senza premio fedeltà). Questa soluzione – che agli occhi degli investitori prudenti ha l’indubbio vantaggio di non avere un rendimento soggetto a fluttuazioni - solitamente si attiva a costo zero e può essere di due tipi: libera, il che consente di prelevare e versare denaro, senza alcuna limitazione di tempo e di importo; vincolata, che offre un rendimento maggiore se le somme restano depositate per un periodo di tempo prestabilito. “Proprio questo costituisce un aspetto da considerare con attenzione perché il disinvestimento può risultare penalizzante se sorge il bisogno di disporre del denaro”, sottolinea Dolza, “così come qualora dovessero emergere nell’arco dell’investimento alternative più interessanti”.

Come per i conti correnti, i conti deposito sono tutelati dall’eventuale fallimento della banca fino a 100 mila euro per depositante.

Spazio alle obbligazioni societarie

Avolio segnala anche le opportunità costituite dalle obbligazioni societarie, che possono trovare a loro volta spazio all’interno di un portafoglio ben diversificato. “Attualmente le emissioni high yield (quelle che fanno capo ad aziende ritenute non particolarmente solide dal mercato, e quindi costrette ad alzare il rendimento sopra la media, ndr) europee offrono intorno al 6,8% annuo, con i titoli BB (i meno rischiosi della categoria, ndr) al 5,6%”.

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