MILANO - Se la storia recente di Bff Bank, già nota come Banca Farmafactoring, dovesse essere raccontata in un film, potrebbe essere "Anatomia di una caduta", di Borsa. A Piazza Affari, le azioni della banca sono crollate del 10% giovedì e di un altro 26,3% venerdì, passando nel giro di due giorni da 12,22 euro a 8 euro, con una capitalizzazione di mercato scesa a 1,5 miliardi.
Cosa è stato a buttare giù i prezzi? Tutto è cominciato il 9 maggio, con l'annuncio dei conti trimestrali, passati in secondo piano dopo che, all'ultimo punto dello stesso comunicato, la società milanese rivelava che Bankitalia, dopo l'ispezione conclusa a gennaio, ha tra le altre cose deciso di sospendere temporaneamente la distribuzione dei dividendi. Ancora il 24 aprile Bff aveva pagato il saldo della cedola sul 2023, pari in tutto a 0,979 ad azione. Mentre l’assemblea dei soci del 18 dello scorso mese aveva rinnovato il cda e cambiato il presidente: l’ex Unicredit Ranieri de Marchis ha sostituito Salvatore …
MILANO - Se la storia recente di Bff Bank, già nota come Banca Farmafactoring, dovesse essere raccontata in un film, potrebbe essere "Anatomia di una caduta", di Borsa. A Piazza Affari, le azioni della banca sono crollate del 10% giovedì e di un altro 26,3% venerdì, passando nel giro di due giorni da 12,22 euro a 8 euro, con una capitalizzazione di mercato scesa a 1,5 miliardi.
Cosa è stato a buttare giù i prezzi? Tutto è cominciato il 9 maggio, con l'annuncio dei conti trimestrali, passati in secondo piano dopo che, all'ultimo punto dello stesso comunicato, la società milanese rivelava che Bankitalia, dopo l'ispezione conclusa a gennaio, ha tra le altre cose deciso di sospendere temporaneamente la distribuzione dei dividendi. Ancora il 24 aprile Bff aveva pagato il saldo della cedola sul 2023, pari in tutto a 0,979 ad azione. Mentre l’assemblea dei soci del 18 dello scorso mese aveva rinnovato il cda e cambiato il presidente: l’ex Unicredit Ranieri de Marchis ha sostituito Salvatore Messina, un passato a capo della sede milanese di Bankitalia.
Il 29 aprile, secondo la ricostruzione fornita da Bff al mercato il 9 maggio, via Nazionale ha notificato i rilievi a valle dell’ispezione. I più importanti riguardano il principale business della società, ossia l’acquisizione "pro soluto", cioè con accollo del rischio di insolvenza, di crediti commerciali verso le pubbliche amministrazioni, note per i proverbiali ritardi nei pagamenti. Da ricordare che Bff, diventata banca nel 2013, è stata fondata nel 1985 da un gruppo di aziende farmaceutiche proprio per rispondere alle loro esigenze di gestione e incasso dei crediti verso il sistema sanitario.
Semplificando, Bankitalia, in base agli orientamenti dell’autorità europea Eba, chiede che alcuni crediti classificati come “sani” vengano conteggiati tra le più rischiose posizioni scadute, con annesso incremento delle risorse “cuscinetto” da stanziare a bilancio. Da quel che si apprende, è possibile che rientrino tra questi crediti scaduti anche posizioni verso i ministeri, accomunate ai Btp per via del cosiddetto “effetto trascinamento”, essendo il debitore finale sempre lo Stato.
In un nuovo comunicato diffuso venerdì, la società, dopo avere spiegato che il cda ha «confermato la piena fiducia al ceo Massimiliano Belingheri», ha precisato che i crediti scaduti potrebbero così salire di 1,29 miliardi, pari a 1,72 miliardi di attivi ponderati per il rischio. Tali cifre corrispondono «a un capitale assorbito aggiuntivo pari a 207 milioni per raggiungere il target di capitale soglia del 12% per il pagamento dei dividendi». Tradotto significa che, in base alle richieste di Bankitalia, la banca potrà continuare a distribuire cedole ai soci a patto che trovi 207 milioni.
Bff, puntualizzando di disporre anche di «ulteriori leve e opzioni», fa sapere che buona parte di questo denaro già lo ha e che, nella peggiore delle ipotesi, verrebbero a mancare 45 milioni che però conta di ottenere grazie alla generazione di utili da qui a fine anno. Nel primo trimestre, la banca milanese ha registrato profitti netti per 39,3 milioni, dai 48,4 dello stesso periodo del 2023. Bankitalia, a cui Bff risponderà entro luglio, ha poi mosso alcune critiche sulla governance e sulle remunerazioni, con particolare riferimento a Belingheri (che è anche azionista). La società ha comunque precisato di avere «avviato un franco e costruttivo dialogo con la Vigilanza, al fine di addivenire a una pronta risoluzione dei rilievi». Intanto lunedì la parola torna a Piazza Affari.