✕

Pagare il Tfs subito ai dipendenti pubblici costa 3,8 miliardi. No della Ragioneria

Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo 

Ascolta l'audio

I sindacati di polizia chiedono un incontro all’Inps: “Gli eroi di oggi sono i poveri di domani”. Platea coinvolta di 150 mila lavoratori all’anno
2 minuti di lettura

ROMA — Una soluzione per erogare prima la liquidazione ai dipendenti pubblici, entro tre mesi come avviene nel privato anziché anni, esiste. Ma costa 3,8 miliardi. Troppo per la Ragioneria di Stato che ha dato parere negativo alla proposta di legge del M5S, a prima firma Colucci, in discussione alla commissione Lavoro della Camera.

La proposta, priva per ora di coperture, ha colto però un interesse politico trasversale. Al punto che il presidente della commissione Walter Rizzetto (FdI) l’ha presa come testo base per il confronto. Anche perché il malcontento dilaga tra i comparti pubblici. A cominciare dalla Polizia di Stato: «Gli eroi di oggi sono i poveri di domani», dice Pietro Colapietro, segretario generale Silp Cgil.

Il malcontento della Polizia

«Registro …

ROMA — Una soluzione per erogare prima la liquidazione ai dipendenti pubblici, entro tre mesi come avviene nel privato anziché anni, esiste. Ma costa 3,8 miliardi. Troppo per la Ragioneria di Stato che ha dato parere negativo alla proposta di legge del M5S, a prima firma Colucci, in discussione alla commissione Lavoro della Camera.

La proposta, priva per ora di coperture, ha colto però un interesse politico trasversale. Al punto che il presidente della commissione Walter Rizzetto (FdI) l’ha presa come testo base per il confronto. Anche perché il malcontento dilaga tra i comparti pubblici. A cominciare dalla Polizia di Stato: «Gli eroi di oggi sono i poveri di domani», dice Pietro Colapietro, segretario generale Silp Cgil.

Il malcontento della Polizia

«Registro una forte disattenzione del governo nei nostri confronti», spiega Colapietro. «In qualsiasi altro contesto, la sola idea di anticipare con un prestito oneroso quanto ti spetta come Tfs, Trattamento di fine servizio, sarebbe chiamata estorsione. Com’è possibile che per avere i tuoi soldi devi pagare?».

Colapietro fa riferimento alle due strade esistenti per non aspettare 2-3 anni per incassare la liquidazione: un’anticipazione via banca o tramite il Fondo credito gestito da Inps. In entrambi i casi si applica un tasso di interesse: 4-5% per il canale bancario (e un limite a 45 mila euro), l’1,5% per quello interno che però al momento è bloccato perché i soldi del Fondo, 300 milioni, sono già esauriti.

«Non è l’unico problema», prosegue Colapietro. «A Roma un poliziotto aspetta 4-5 mesi per vedere il primo assegno di pensione. Si dà per scontato che possa campare d’aria o di risparmi, senza pensione e senza Tfs. Ma non è così. Senza parlare degli straordinari eccedenti il monte ore, obbligatori, ma che ormai vengono pagati dopo due anni. Insomma, altro che attenzione della politica. La categoria così è vulnerabile».

Anche per questo il comparto ha chiesto di incontrare il neo presidente dell’Inps Gabriele Fava che però guida un Istituto per definizione attuatore di leggi. Poco può fare, se la politica non decide di intervenire e inevitabilmente metterci dei soldi.

La proposta di legge del M5S

La proposta di legge di Alfonso Colucci, deputato M5S, va in questa direzione. Ma costa e la Ragioneria ha frenato tutto. La relazione tecnica dell’Inps mostra l’impatto sul decennio. Tanti soldi. E anche se passasse, risolverebbe solo un pezzo del problema.

Perché porterebbe da 12 a 3 mesi il limite di tempo per erogare il Tfs ai dipendenti che escono per la vecchiaia o limiti di servizio, decesso, inabilità. Per tutti gli altri, ovvero le pensioni anticipate molto diffuse nel comparto pubblico, il limite rimarrebbe a 24 mesi. Che poi nella pratica si dilatano.

C’è però la sentenza 130 della Corte Costituzionale del 23 giugno 2023 che invita il legislatore a sciogliere il nodo. Perché viene leso il diritto costituzionale a una giusta retribuzione, di cui il Tfs rappresenta una componente non erogata in modo tempestivo.

La platea potenziale interessata è di circa 150 mila dipendenti pubblici all’anno.

«Stiamo studiando possibili coperture», dice Colucci. «Un anticipo pagato da Poste o Cdp con i soli interessi coperti dallo Stato. Oppure erogato dalle banche con gli interessi coperti dalla tassa sugli extraprofitti». In questo modo, «il costo sarebbe finanziarizzato».

Difficile da realizzare, visto che alla fine le banche non hanno pagato la tassa. E non gradiscono neanche spalmare in 10 anni le rate del Superbonus.

Leggi i commenti