Cina, il piano del governo per rianimare l’immobiliare: le autorità locali potranno comprare le case non finite o invendute
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Un piano “storico” lo definisce Pechino. Misure molto ambiziose ma saranno sostenibili? Grandi punti interrogativi sulle nuove decisioni prese dalla leadership comunista per rianimare un settore immobiliare in profonda crisi.
Trecento miliardi di yuan (38 miliardi di euro) di finanziamenti stanziati dalla Banca centrale, norme sui mutui alleggerite, governi locali (molti dei quali con passivi al bilancio a vari zeri) invitati ad acquistare alcuni degli appartamenti che risultano ancora invenduti o che non sono stati completati (per colpa dei costruttori nel frattempo finiti in default o falliti).
L'acconto minimo per chi acquista una prima casa è stato abbassato dal 20 al 15%, dal 30 al 25% per le seconde c…
PECHINO - Un piano “storico” lo definisce Pechino. Misure molto ambiziose ma saranno sostenibili? Grandi punti interrogativi sulle nuove decisioni prese dalla leadership comunista per rianimare un settore immobiliare in profonda crisi.
Trecento miliardi di yuan (38 miliardi di euro) di finanziamenti stanziati dalla Banca centrale, norme sui mutui alleggerite, governi locali (molti dei quali con passivi al bilancio a vari zeri) invitati ad acquistare alcuni degli appartamenti che risultano ancora invenduti o che non sono stati completati (per colpa dei costruttori nel frattempo finiti in default o falliti).
L'acconto minimo per chi acquista una prima casa è stato abbassato dal 20 al 15%, dal 30 al 25% per le seconde case: i tassi più bassi da quando i mutui vennero introdotti nel 1992. I governi locali, indebitati complessivamente per l’equivalente di 9mila miliardi di dollari, potranno riacquistare i terreni venduti ai vari costruttori e poi chiedere alle imprese statali di acquistare "alcune" case a prezzi “ragionevoli”, spiega il Ministero dell’Edilizia abitativa. “Nelle città con un elevato numero di alloggi commerciali, il governo potrebbe dover prendere in considerazione l'acquisto di alcuni di essi a prezzi ragionevoli per utilizzarli come alloggi a prezzi accessibili”, ha dichiarato il vicepremier He Lifeng. La Banca centrale ha presentato in merito un fondo di prestito da 300 miliardi di yuan per sostenere tali acquisti da parte delle imprese statali locali. La Pboc ha dichiarato di aspettarsi che questa mossa porti le banche ad erogare ulteriori 500 miliardi di yuan di credito al sistema.
"Cifra che “non è sufficiente per smaltire lo stock di immobili invenduti in Cina, ma contribuirà a stabilizzare i prezzi in molte città”, sostengono gli analisti di Trivium. A marzo, secondo l'Ufficio nazionale di statistica, il totale delle case invendute equivaleva a 748 milioni di metri quadrati. “La speranza è che gli acquirenti tornino sul mercato una volta che i prezzi degli immobili si saranno stabilizzati, incoraggiati anche da prestiti più convenienti e da acconti più bassi”, continuano gli analisti. “Queste misure drastiche dimostrano che il governo centrale non è più disposto a tollerare il crollo del mercato immobiliare”.
Il settore immobiliare e delle costruzioni rappresenta più di un quarto del Pil cinese, ma dopo la stretta sul credito avviata nel 2020 per evitare un loro ulteriore indebitamento molti colossi del real estate (Evergrande, Country Garden, solo per fare due esempi) sono finiti sull’orlo del fallimento. Il calo dei prezzi delle abitazioni continua a calare il che scoraggia i cinesi dall’investire nel mattone. O chi un appartamento lo già l’ha comprato - pagando in anticipo - non ha ancora visto le chiavi di casa per potervi entrare visto che i costruttori nel frattempo hanno rimesso in cantiere le ruspe per problemi finanziari.
Le autorità cinesi in questi anni hanno messo sul piatto varie misure di sostegno, senza troppi risultati. Quella presentata ora è sicuramente una delle più sostanziali.