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Banche, utili record: 6,3 miliardi nei primi 3 mesi 2024. Cisl: basta filiali chiuse. Mutui, giù il tasso

(ansa)
Rapporto della Fisac Cgil sui conti: tutti gli indicatori del sistema sono positivi, nessun indizio di deterioramento del credito. L’appello perché gli istituti creino una “buona occupazione” e aiutino famiglie e imprese sul territorio
2 minuti di lettura

ROMA – Il sistema bancario continua a macinare record. Numeri in crescita anche nel primo trimestre dell'anno dove i primi sette gruppi bancari del Paese (IntesaSanpaolo, Unicredit, Bpm, Mps, Bper, Popolare di Sondrio e Credem) registrano utili per 6,3 miliardi (per un +25,6% sui primi tre mesi del 2023).

Un rapporto dell'Ufficio Studi & Ricerche della Fisac Cgil – che rivela il risultato –ricorda anche che i primi sette gruppi bancari hanno chiuso l'anno passato con un utile netto di 22,2 miliardi di euro (in aumento del 77,4% rispetto al 2022). Cifra che dovrebbe essere migliorata a fine 2024.

Il margine di interesse – la differenza tra interessi attivi e passivi, altro indicatore dello stato di salute del settore – sale ancora di quasi il 7% nei primi tre mesi dell'anno.

ROMA – Il sistema bancario continua a macinare record. Numeri in crescita anche nel primo trimestre dell'anno dove i primi sette gruppi bancari del Paese (IntesaSanpaolo, Unicredit, Bpm, Mps, Bper, Popolare di Sondrio e Credem) registrano utili per 6,3 miliardi (per un +25,6% sui primi tre mesi del 2023).

Un rapporto dell'Ufficio Studi & Ricerche della Fisac Cgil – che rivela il risultato –ricorda anche che i primi sette gruppi bancari hanno chiuso l'anno passato con un utile netto di 22,2 miliardi di euro (in aumento del 77,4% rispetto al 2022). Cifra che dovrebbe essere migliorata a fine 2024.

Il margine di interesse – la differenza tra interessi attivi e passivi, altro indicatore dello stato di salute del settore – sale ancora di quasi il 7% nei primi tre mesi dell'anno.

I prodotti assicurativi

La dinamica delle commissioni, per quasi tutti i gruppi, ha accelerato (+5,3%) e spesso deriva dalla vendita di prodotti assicurativi ma anche dall'amministrazione dei titoli.

L’andamento delle due componenti più significative dell'attività bancaria ha spinto ulteriormente verso l'alto i ricavi totali (17,8 miliardi di euro per un +9,8%).

I costi del personale, che hanno registrato un aumento del +2,5% derivato anche dal rinnovo del contratto Abi, si mantengono mediamente più elevati rispetto allo stesso periodo del 2023 seppur in maniera contenuta, così come le spese amministrative.

Le competenze umane

Le banche continuano a chiudere filiali e limitano il ricambio tra dipendenti che escono e nuovi assunti, che entrano in banca. Una scelta che – se tutela gli utili –può causare un impoverimento in termini di competenze umane e tecnologie.

Sul fronte delle assunzioni, dunque, le banche potrebbero fare di più. Anche perché il temuto deterioramento del credito, conseguenza dei tassi elevati e del rallentamento dell'economia, non si sta avverando.

Le stesse rettifiche del primo trimestre, che registrano i crediti deteriorati inesigibili, si sono praticamente dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2023 (-41%).

Una buona occupazione

Questi numeri da record, commenta la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, "devono indurre il sistema bancario a investire sull'occupazione e sul radicamento nel territorio".

"Digitalizzazione, impatto delle nuove tecnologie, governo dell'intelligenza artificiale, sono solo alcune dinamiche che impatteranno il sistema del credito. Dovranno trovare una risposta nel lavoro: servono sia una nuova e buona occupazione, sia la prossimità a sostegno dei cittadini e delle imprese".

A proposito di vicinanza delle banche alle persone, batte un colpo la First Cisl. Il sindacato denuncia che aumentano i Comuni italiani senza filiali bancarie sul loro territorio.

La desertificazione

Come sottolinea l'Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl, nei primi tre mesi dell'anno altri 7 Comuni hanno perso la loro ultima filiale.

I sette “si vanno ad aggiungere ai 3.282 abbandonati negli scorsi anni, pari al 41,5% del totale, con una forte accelerazione a partire dal 2015”.

Un quarto del territorio nazionale, con una superficie complessiva pari a quella di Lombardia, Veneto e Piemonte, è rimasto privo di sportelli.

Aumenta anche il numero delle persone che ha perso o rischia di perdere l'accesso ai servizi bancari: oltre 10 milioni e 400mila italiani vivono in Comuni totalmente "desertificati" (4 milioni e 392mila, + 0,4% rispetto alla fine del 2023) e in via di desertificazione, quelli con un solo sportello (6 milioni e 60mila, +0,5%).

Compro casa

In questo scenario, infine, aprile segna una lieve flessione del tasso medio sulle nuove operazioni di acquisto casa. Il tasso è diminuito al 3,67%, rispetto al 3,79% di marzo 2024 e rispetto al 4,42% di dicembre 2023. Lo rileva l'Abi nel Rapporto mensile.

Invece Il tasso sui soli depositi in conto corrente è salito allo 0,59% (0,57% nel mese precedente), tenendo presente che il conto corrente "permette di utilizzare una moltitudine di servizi e non ha la funzione di investimento", conclude l'Abi.

Infine il tasso medio praticato dalle banche italiane sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) è al 3,63%. A marzo 2024 tale tasso era in Italia superiore a quello medio dell'area dell'euro (Italia 3,67%, area dell'euro 3,50%).

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