TikTok è il nuovo Linkedin della Generazione Z
di Irene Maria ScaliseROMA – C’è il super tecnologico che posta il video del (triste) momento del licenziamento. L’aspirante giornalista che in 30 secondi racconta la sua carriera. La grafica che condivide i suoi disegni più belli. Per la Generazione Z i video pubblicati su TikTok sono il nuovo Linkedin. Molto più efficaci ed empatici per trovare un nuovo lavoro. E i numeri – racconta l’Economist – fanno riflettere: i video con l'hashtag CareerTok, hanno avuto oltre 2 miliardi di visualizzazioni. Come mai tanto successo? CareerTok comunica ai creatori e agli spettatori un senso di solidarietà. Ma soprattutto, lo strepitoso successo e i miliardi di visualizzazioni danno una discreta forza alla comunità. A pubblicarli è un gruppo eterogeneo di insoddisfatti professionali: ex amministratori delegati, trentenni che raccontano gli errori di inizio carriera, giovanissimi in cerca di occasioni professionali. I più appartengono alla Generazione Z. Considerando che proprio la Generazione Z, nata tra il 1997 e il 20…
ROMA – C’è il super tecnologico che posta il video del (triste) momento del licenziamento. L’aspirante giornalista che in 30 secondi racconta la sua carriera. La grafica che condivide i suoi disegni più belli. Per la Generazione Z i video pubblicati su TikTok sono il nuovo Linkedin. Molto più efficaci ed empatici per trovare un nuovo lavoro. E i numeri – racconta l’Economist – fanno riflettere: i video con l'hashtag CareerTok, hanno avuto oltre 2 miliardi di visualizzazioni. Come mai tanto successo? CareerTok comunica ai creatori e agli spettatori un senso di solidarietà. Ma soprattutto, lo strepitoso successo e i miliardi di visualizzazioni danno una discreta forza alla comunità. A pubblicarli è un gruppo eterogeneo di insoddisfatti professionali: ex amministratori delegati, trentenni che raccontano gli errori di inizio carriera, giovanissimi in cerca di occasioni professionali. I più appartengono alla Generazione Z. Considerando che proprio la Generazione Z, nata tra il 1997 e il 2012, costituirà il 27% della forza lavoro nei paesi Ocse entro il 2025, i capi del personale farebbero bene a consultarli prima di fare assunzioni.
La trasparenza sul lavoro
La principale caratteristica di TikTok? I contenuti relativi alla carriera dei video dimostrano come la Gen-Z desidera trasparenza sul posto di lavoro. Tanto che il Financial Times parla di fenomeno Quit-Tok. Più esattamente i filmati, pubblicati con titoli come "lascia il mio lavoro con me" o l'hashtag #layoffseason, fanno parte dell’ondata di video "Quit-Tok" che mirano a rendere più pubblica possibile quella che in altri tempi sarebbe stata una chat privata. "Mi piace il fatto che le persone raccontino i loro licenziamenti senza vergognarsi di raccontare che subiscono dei trattamenti terribili", spiega all’Economist Chris Williams, ex responsabile delle risorse umane presso Microsoft.
Incoraggiare le aziende a fare meglio
La creatrice di contenuti Lauren Spearman ha iniziato a pubblicare video su TikTok per documentare le difficoltà che stava incontrando nella ricerca di lavoro ed ora ne ha fatto una professione: "Nel mio ufficio c'era una mancanza di trasparenza salariale, mi venivano assegnati compiti irragionevoli, non ricevevo alcun feedback – spiega - in alcuni casi, si trattava di un completo ghosting”. Tiene a precisare l’autric: I miei video sono progettati principalmente per incoraggiare le aziende a fare meglio verso i dipendenti, non per creare problemi ai capi”. Il successo è assicurato: probabilmente un riflesso della potenza di TikTok, ma anche un segno delle aspettative dei lavoratori.