Nvidia stupisce ancora. Le ragioni del successo della regina dell’Intelligenza artificiale
a cura della redazione EconomiaMILANO – Nvidia torna a far parlare di sé dopo avere annunciato risultati record e prospettive altrettanto strabilianti, nella serata di mercoledì a mercati chiusi. Pochi numeri dicono più di molte parole: nel trimestre ricavi in aumento del 262% a 26 miliardi di dollari e un utile a 14,88 miliardi, rispetto ai due dello stesso periodo dello scorso anno.
I mercati incoronano la regina dell’Ia
La reazione dei mercati ai risultati, pubblicati quando la finestra di contrattazione regolamentare di Wall Street si era già conclusa, è stata inequivocabile. Calcola la Bloomberg che se il trend degli scambi del post-trading si dovesse confermare oggi, Nvidia potrebbe aggiungere in un solo colpo qualcosa come 140 miliardi di dollari di…
MILANO – Nvidia torna a far parlare di sé dopo avere annunciato risultati record e prospettive altrettanto strabilianti, nella serata di mercoledì a mercati chiusi. Pochi numeri dicono più di molte parole: nel trimestre ricavi in aumento del 262% a 26 miliardi di dollari e un utile a 14,88 miliardi, rispetto ai due dello stesso periodo dello scorso anno.
I mercati incoronano la regina dell’Ia
La reazione dei mercati ai risultati, pubblicati quando la finestra di contrattazione regolamentare di Wall Street si era già conclusa, è stata inequivocabile. Calcola la Bloomberg che se il trend degli scambi del post-trading si dovesse confermare oggi, Nvidia potrebbe aggiungere in un solo colpo qualcosa come 140 miliardi di dollari di capitalizzazione, più dell’intero valore di Intel. Numeri che certificano come la società dei chip “acceleratori di Intelligenza artificiale” – visto che consentono ai data center di sfruttare le potenzialità dell’Ia e di sviluppare chatbot e altri servizi avanzati – sia la prima beneficiaria della rivoluzione Ia.
Dai giochi al futuro
Un ulteriore indizio di un passaggio del testimone. Come spiegavamo in questo articolo, Nvidia si è trovata alla ribalta (con Arm) scardinando quello che per decenni era stato il duopolio Intel-Amd. La sua attività era inizialmente (anni Novanta) concentrata sui chip per videogame. Il suo nome, spiegava la Bloomberg la scorsa estate, era di origine più intricata rispetto ad altre aziende del settore: Qualcomm richiama la "comunicazione di qualità”, Intel la "elettronica integrata"”. Nvidia, invece, deriva da NV, abbreviazione di "next version", combinato con la latina "invidia". Ma non manca il richiamo al video di “vid”.
Se l’inizio era nel gaming, ora, con la necessità di addestrare i modelli di Intelligenza artificiale (e quindi dar loro in pasto quantità enormi di dati), Nvidia ha trovato una miniera d’oro nei datacenter. E’ lì che spopola, slegata dunque dal trend (declinante) della fornitura per i personal computer.
Tutti i Big della tecologia, da Google a Microsoft passando per Meta e Amazon, hanno detto chiaramente che la loro massa di investimenti per sviluppare l’Ia sarà consistente anche nel 2024, dopo i record dell’anno scorso. E ciò non fa che estendere le prateria che Nvidia vuole conquistare. Se si guardano gli ultimi numeri, dai data center Nvidia è stata capace di far crescere il fatturato di ben il 427% da un anno con l’altro, a quota 22,6 miliardi di dollari.
Numeri, ha commentato Josh Gilbert, market analyst eToro, che “sottolineano ancora una volta che la domanda di Ia è costante e non mostra segni di cedimento. Le aziende continuano ad aumentare le spese in conto capitale, in particolare le Big tech, per stare al passo con questa tecnologia rivoluzionaria, e Nvidia è di gran lunga il maggior beneficiario. La prospettiva più interessante per gli investitori è che l'Ia sembra essere appena iniziata”.
Il meglio deve venire
E in effetti il mercato, si sa, non specula sul passato ma sul futuro. E quel che convince analisti e investitori della bontà di scommettere su Nvidia è la prospettiva rosea di ulteriore crescita. Se dietro il nome di GPU Hopper c’è la spiegazione del recente boom nei data center, come rimarcato dalla cfo Colette Kress, la ricetta del futuro porta il nome del chip Blackwell. Le consegne sono attese a partire da questo trimestre. E l'amministratore delegato della società, Jensen Huang, ha assicurato magnifiche sorti grazie al lancio della nuova linea di chip.
Blackwell garantirà “numerose” entrate cavalcando l'esplosione della domanda di potenza di calcolo alla base dell'intelligenza artificiale generativa. Huang – annota il Financial Times – ha in particolare rimarcato che Blackwell contribuirà a una nuova fase di crescita per l'azienda, aggiungendo che Nvidia continuerà a lanciare nuovi chip più potenti allo stesso ritmo.
La società così descrive Blackwell: “Un'architettura costruita su 208 miliardi di transistor che utilizzano un processo TSMC 4NP specifico per garantire la continua leadership di NVIDIA nel computing accelerato, mentre le sue GPU dispongono dei chip più potenti mai costruiti”. Velocità ed efficienza energetica sono i due cardini del progetto. Ma già si guarda oltre. “Dopo Blackwell, c'è un altro chip – ha dichiarato Huang – Il nostro ritmo è di un anno". La corsa all’Intelligenza artificiale non ammette rilassamenti.
La corsa delle azioni
Il grafico di Borsa del titolo Nvidia dice chiaramente di che fenomeno stiamo parlando. Dall’inizio del 2023, la sua capitalizzazione è cresciuta di oltre sei volte fino a 2.300 miliardi di dollari. Più del Pil italiano. La holding di Google, Alphabet, e Amazon sono ormai alle sue spalle come società di maggior valore negli Stati Uniti (Nvidia è terza, dietro Microsoft e Apple). Solo da inizio anno alla chiusura di mercoledì, il bilancio del titolo era di un +92%.
A spingere ulteriormente in alto ci sono, appunto, le previsioni: il fatturato del secondo trimestre sarà di circa 28 miliardi di dollari, ha dichiarato mercoledì l'azienda, superando i 26,8 miliardi di dollari previsti dagli analisti. “Questo è l'inizio di una nuova rivoluzione industriale", ha dichiarato Huang in un'intervista citato dalla Bloomberg in cui riprende uno dei suoi temi preferiti. "È davvero emozionante".
Una emozione che intanto proietta le azioni per la prima volta sopra 1000 euro ciascuna, portando l’azienda di Santa Clara (in California) ad annunciare uno split in ragione di 10 per ciascun titolo detenuto (oltre ad annunciare un incremento del dividendo trimestrale del 150% a 10 cent). David Pascucci, analista di XTB, ha spiegato la ratio dell’operazione: il frazionamento delle azione “porterà a vedere prossimamente le quotazioni di Nvidia da base 1000 a 100, in pratica vedremo il prezzo di Nvidia diviso per 10. Questo consentirà una maggiore appetibilità del titolo e una maggiore liquidità sullo stesso in fase di asta a negoziazione continua”.
Continua la scommessa su Big tech
Se Nvidia è la regina, il momento resta costruttivo per tutta la corte dell’Ia come hanno dimostrato i recenti record del Nasdaq. In un report di Ubs si annota, infatti, come Microsoft e i suoi partner nel settore Pc abbiano appena annunciato nuovi computer portatili su tecnologia Arm che puntano tutto sull’Ia, “aprendo così la strada ad assistenti vocali intelligenti, traduzioni simultanee, funzioni di intelligenza artificiale generativa direttamente sui dispositivi dei consumatori”. E ancora: “Apple ha annunciato un nuovo chip con funzionalità AI per la sua linea di iPad, mentre Intel ha dichiarato che lancerà nuovi processori per laptop e desktop abilitati all'Ai rispettivamente nel terzo e nel quarto trimestre”. Insomma, senza soffermarsi su questo o quel titolo, dalla banca svizzera rimangono “positivi sul trend dell'Ia” e si continua a scommettere su Big tech: “Prevediamo una crescita degli utili tecnologici globali del 20% e del 16% rispettivamente quest'anno e il prossimo”.