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Confindustria, Orsini nuovo presidente: “Defiscalizzazioni per gli ‘anziani’ che rimangono in azienda. Una pazzia parlare oggi di Jobs Act”

Emanuele Orsini è il nuovo presidente di Confindustria (ansa)

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Prima conferenza stampa del nuovo presidente, eletto oggi con una maggioranza del 99,5%: “Dopo la campagna elettorale un po’ accesa ci siamo ricompattati. Il governo acceleri su industria 5.0” No anche alla proposta Cisl della legge sulla partecipazione
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ROMA – «Dialogo, identità, unità»: sono le linee d’azione indicate dal nuovo presidente di Confindustria Emanuele Orsini, eletto stamane con il 99,5% dei voti. «Sono molto contento che il voto di oggi, con il 99,5% dei consensi, ha dimostrato che il nostro sistema è riuscito a ricompattarsi. Questo è fondamentale», ha esordito Orsini, aggiungendo che va superata la dicotomia tra imprese grandi e piccole e che «bisogna fare in modo che anche l’ultimo associato si senta parte del sistema».

Il lavoro: delega all’orientamento dei giovani

In un mercato del lavoro che soffre i gravi problemi demografici dell’Italia servono «defiscalizzazioni per trattenere al lavoro gli anziani, anche perché formino i giovani, che così arrivano sapendo già cosa devono fare», suggerisce Orsini, che ha sottolineato come le nuove deleghe di Confindustria includano anche quella all’orientamento dei giovani. Importante anche una politica per fare arrivare un maggior numero di immigrati, e garantire loro anche u…

ROMA – «Dialogo, identità, unità»: sono le linee d’azione indicate dal nuovo presidente di Confindustria Emanuele Orsini, eletto stamane con il 99,5% dei voti. «Sono molto contento che il voto di oggi, con il 99,5% dei consensi, ha dimostrato che il nostro sistema è riuscito a ricompattarsi. Questo è fondamentale», ha esordito Orsini, aggiungendo che va superata la dicotomia tra imprese grandi e piccole e che «bisogna fare in modo che anche l’ultimo associato si senta parte del sistema».

Il lavoro: delega all’orientamento dei giovani

In un mercato del lavoro che soffre i gravi problemi demografici dell’Italia servono «defiscalizzazioni per trattenere al lavoro gli anziani, anche perché formino i giovani, che così arrivano sapendo già cosa devono fare», suggerisce Orsini, che ha sottolineato come le nuove deleghe di Confindustria includano anche quella all’orientamento dei giovani. Importante anche una politica per fare arrivare un maggior numero di immigrati, e garantire loro anche una casa ad affitti calmierati.

Sull’allarme per i salari poveri, Orsini ha sottolineato come «la produttività in Italia non cresce da 30 anni», e ha aggiunto che «parlare oggi di riduzione del cuneo fiscale credo sia un atto di responsabilità. E' una scelta di quelle che sosterremo».

Jobs Act? Una pazzia

Sulla proposta referendaria della Cgil per l’abolizione del Jobs Act, Orsini ha commentato che «in un momento in cui i giovani possono scegliere tra le imprese dove lavorare, parlare di Jobs Act è una pazzia». Ma è un no bipartisan: il nuovo presidente di Confindustria si è detto contrario anche alla proposta sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende, promossa dalla Cisl.

Energia: serve un mercato unico Ue

Orsini ha sottolineato come il costo dell’energia in Italia è insostenibile per le imprese: «Se in Spagna costa 14 euro a megawattora, e da noi quattro volte tanto, diventa un tema di competitività». Proprio per questo, servirebbe «un mercato unico europeo dell’energia». Ma Confindustria si schiera anche con decisione per il nucleare «perché non possiamo farcela solo con le rinnovabili».

Superbonus: no a leggi retroattive

Orsini ha ribadito come lo stop al Superbonus, sul quale non c’era opposizione da parte di Confindustria, non può essere improvviso e non può essere soprattutto retroattivo: «Bisogna garantire la certezza del diritto, altrimenti gli imprenditori non si potranno più fidare del governo». La via da seguire sarebbe stata quella di mettersi intorno a un tavolo per trovare un modo per fermare il Superbonus senza danneggiare le imprese già esposte, ha aggiunto.

Investimenti: subito industria 5.0

«Devono ripartire gli investimenti», afferma Orsini, ricordando che «sta finendo Industria 4.0, stiamo aspettando Industria 5.0 dal dicembre 2023, servono i decreti attuativi». Il nuovo presidente di Confindustria ha anche posto l’accento sulle infrastrutture per la logistica, anche per lo sviluppo del Mezzogiorno perché «non possiamo pensare di dividere il Paese in questo momento, dobbiamo promuovere lo sviluppo anche al Sud». In particolare, rispondendo a una domanda, Orsini si è detto sostanzialmente favorevole alla costruzione del ponte sullo Stretto: «Qualsiasi tipo di infrastruttura è positiva, però bisogna arrivarci. Sono d'accordo con l'infrastruttura ponte sullo Stretto, ma è anche importante avere delle infrastrutture per arrivare sullo Stretto. Lavoriamo su quello che si può fare come aumentare la velocità del trasporto. Il Mezzogiorno ha bisogno di potenziare le sue infrastrutture. Se dobbiamo sostenere il Sud che cresce dobbiamo anche sostenere i costi di chi investe».

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