Sanatoria casa in versione light. Salve le difformità edilizie sotto il 5%
di Giuseppe ColomboROMA - Una sanatoria in versione “light”. Per rassicurare il Quirinale e per portare a casa il risultato a quindici giorni dalle elezioni europee. Paletti e necessità del “perdono edilizio” di Matteo Salvini.
Stamattina il leader della Lega è pronto ad incassare il via libera del Consiglio dei ministri al decreto “Salva-casa”: sul tavolo un testo snello, di appena tre articoli, limato ieri al Mit fino a poche ore prima della riunione del pre Consiglio che l’ha validato.
Il perimetro è ben delimitato: sanare le "lievi difformità edilizie”, si legge in più passaggi della relazione illustrativa che accompagna la bozza del decreto.
Tanto basta al leader della Lega per dare un segnale su uno dei temi-simbolo del centrodestra: la casa. E per …
ROMA - Una sanatoria in versione “light”. Per rassicurare il Quirinale e per portare a casa il risultato a quindici giorni dalle elezioni europee. Paletti e necessità del “perdono edilizio” di Matteo Salvini.
Stamattina il leader della Lega è pronto ad incassare il via libera del Consiglio dei ministri al decreto “Salva-casa”: sul tavolo un testo snello, di appena tre articoli, limato ieri al Mit fino a poche ore prima della riunione del pre Consiglio che l’ha validato.
Il perimetro è ben delimitato: sanare le "lievi difformità edilizie”, si legge in più passaggi della relazione illustrativa che accompagna la bozza del decreto.
Tanto basta al leader della Lega per dare un segnale su uno dei temi-simbolo del centrodestra: la casa. E per provare a segnare un punto a proprio favore, quindi a discapito degli alleati di governo: dunque di Forza Italia, che resterebbe “orfana” della battaglia storica di Silvio Berlusconi, ma anche di Fratelli d’Italia, in difficoltà per il pasticcio sul Redditometro.
Dagli obiettivi al testo. L’argine “anti condono”, al centro delle interlocuzioni con il Colle degli scorsi giorni, è ben visibile. "Preme sottolineare l’importanza di mantenere distinte le predette lievi difformità dalle ipotesi di abuso più gravi”, recita un altro passaggio della relazione.
E infatti le norme escludono dall’applicazione della sanatoria gli interventi sugli immobili costruiti in assenza di titolo edilizio, ma anche "in totale difformità dal permesso di costruire o di Scia straordinaria” così come in caso di “variazioni essenziali rispetto al progetto approvato”.
Ma per non annacquare troppo il provvedimento sono previste modifiche alla cosiddetta “doppia conformità” per sanare gli abusi.
Oggi la sanatoria scatta solo quando l’opera è conforme alla normativa edilizia e urbanistica che era vigente al momento della realizzazione e a quella in vigore quando è stata presentata l’istanza per la regolarizzazione: con il decreto, invece, “la doppia conforme” non si applicherà più.
In questo modo sarà sufficiente solo la conformità alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda e alla disciplina edilizia valida al momento della realizzazione dell’intervento. Ma lo stop alla “doppia conformità” riguarderà solo "le parziali difformità”.
Ecco perché il superamento non potrà consentire di sanare interventi edilizi che all’epoca della realizzazione sono stati eseguiti in deroga alle regole edilizie e che non sono conformi agli attuali vincoli urbanistici. Si fanno più “morbide”, sempre rispetto ai testi iniziali, anche le percentuali delle tolleranze costruttive per i lavori dentro casa (altezze, distacchi, distanze e cubature che riguardano, per esempio, i tramezzi e i soppalchi).
Lo scostamento tra il progetto e la realizzazione dell’opera non è considerato una violazione fino al 3% per le abitazioni con una superficie tra 300 e 500 metri quadri (al 4% tra 100 e 300 mq e al 5% sotto i 100).
In edilizia libera, quindi liberE da permessi e autorizzazioni, le tende da sole con strutture fisse. Ecco la sanatoria “light”.
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