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La ministra Roccella contestata al Festival dell’Economia di Trento: “Via Pro Vita dai consultori, vai a casa”

Sit-in fuori dalla sede della provincia, dove la ministra per la Famiglia interviene a un panel sulla natalità. “I nostri corpi non sono la vostra propaganda”
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TRENTO - “Via Pro Vita dai consultori, Roccella vai a casa”. E ancora: “Ma quale Stato, ma quale Dio, sul mio corpo decido io”. Slogan e urla di protesta davanti alla sede della provincia di Trento, dove la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella sta intervenendo al panel “Riarmo demografico alla Macron oppure scelte consapevoli per le donne?” nell’ambito del Festival dell’Economia.

Ad animare il sit in è un gruppo di una trentina di donne che aderiscono al movimento “Non una di meno”, oltre che al Collettivo transfemminista queer Trento, Arcigay Trentino e Collettivo studentesco. “Siamo qui a contestare la ministra Roccella e le sue politiche scellerate sulle donne e la famiglia: non abbiamo bisogno di legge per autodeterminare la nostra identità”, spiega una delle promotrici della protesta.

TRENTO - “Via Pro Vita dai consultori, Roccella vai a casa”. E ancora: “Ma quale Stato, ma quale Dio, sul mio corpo decido io”. Slogan e urla di protesta davanti alla sede della provincia di Trento, dove la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella sta intervenendo al panel “Riarmo demografico alla Macron oppure scelte consapevoli per le donne?” nell’ambito del Festival dell’Economia.

Ad animare il sit in è un gruppo di una trentina di donne che aderiscono al movimento “Non una di meno”, oltre che al Collettivo transfemminista queer Trento, Arcigay Trentino e Collettivo studentesco. “Siamo qui a contestare la ministra Roccella e le sue politiche scellerate sulle donne e la famiglia: non abbiamo bisogno di legge per autodeterminare la nostra identità”, spiega una delle promotrici della protesta.

"I nostri corpi non sono la vostra propaganda”, si legge sullo striscione che scandisce i cori indirizzati contro la ministra. La contestazione maggiore è sull’emendamento del governo al decreto Pnrr, poi diventato legge, che autorizza l’ingresso dell’associazione Pro Vita nei consultori. “È dalla legge quadro del 1975 che i consultori sono sempre stati sotto il numero legale per abitante: ora, con questo governo, stanno diventando un luogo di attacco alle donne”.

La ministra: “Ostilità verso la maternità

Mentre all’esterno del palazzo monta la protesta, la ministra ribatte: “Evidentemente c'è un'ostilità che va oltre la contestazione al governo, un'ostilità verso il mondo della maternità”.

Durante l’intervento, Roccella rivendica il lavoro dell’esecutivo: "Vogliamo l'implementazione dei Centri della famiglia: il prossimo passo immediato, anche senza aspettare la Finanziaria, è promuovere i Centri per la famiglia dando anche compiti specifici che non avevano, perché creati senza lasciando la decisione alle Regioni”.

La ministra ha spiegato che intende “moltiplicare” i centri, “che oggi sono tra i cinquecento e i seicento, concentrati in alcune Regioni, mentre in altre non ci sono per niente: vogliamo investire almeno trenta milioni e altri fondi che devono passare dall'intesa Stato-Regioni".

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