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Pezzotto, guerra informatica. Nel mirino della Lega Calcio il gigante del cloud Usa

LO STADIO MARADONA 
Bersaglio è la società Cloudflare: “Fornisce agli spacciatori di partite la sala di spaccio”. Il giallo dei siti legali oscurati: 2000 mail di protesta. Il provider sotto accusa nega ogni addebito: lo scudo di AgCom sarebbe “incostituzionale”
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ROMA — In queste settimane, la lotta al “pezzotto” cambia faccia, puntando a sorpresa verso gli Usa. Finora la Lega Calcio, organizzatrice della Serie A, ha messo nel mirino i cani sciolti che accendono le pay-tv illegali nelle cantine di mezza Italia. Quindi, i criminali che tirano le fila di questo affare miliardario, anche nell’Est europeo.

Stavolta, con un ricorso al Tribunale di Milano del 3 aprile, la Lega Calcio chiama in causa una società informatica statunitense che - si legge nel ricorso – avrebbe fornito «servizi ai pirati» (le emittenti truffaldine) e anche «ai loro clienti» (i cosiddetti tifosi).

Si chiama Cloudflare e permetterebbe di aggirare lo scudo anti-pezzotto che il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) ha schierato dal 2 febbraio. Scudo che blocca i siti illeciti entro 30 minuti da inizio gara.

IL RICORSO DELLA LEGA CALCIO 

Accuse di parte

In un quadro già complesso, si…

ROMA — In queste settimane, la lotta al “pezzotto” cambia faccia, puntando a sorpresa verso gli Usa. Finora la Lega Calcio, organizzatrice della Serie A, ha messo nel mirino i cani sciolti che accendono le pay-tv illegali nelle cantine di mezza Italia. Quindi, i criminali che tirano le fila di questo affare miliardario, anche nell’Est europeo.

Stavolta, con un ricorso al Tribunale di Milano del 3 aprile, la Lega Calcio chiama in causa una società informatica statunitense che - si legge nel ricorso – avrebbe fornito «servizi ai pirati» (le emittenti truffaldine) e anche «ai loro clienti» (i cosiddetti tifosi).

Si chiama Cloudflare e permetterebbe di aggirare lo scudo anti-pezzotto che il Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) ha schierato dal 2 febbraio. Scudo che blocca i siti illeciti entro 30 minuti da inizio gara.

IL RICORSO DELLA LEGA CALCIO 

Accuse di parte

In un quadro già complesso, si inserisce il giallo dei siti legali e senza colpe che lo scudo avrebbe oscurato. Quelle della Lega Calcio – precisiamo - sono accuse di parte. Sarà il Tribunale di Milano a decidere se indagare, sollecitato da nuove eventuali denunce.

Secondo la Lega Calcio, i pirati stanno attuando una precisa strategia. Cercano di eludere lo scudo del Garante italiano; e intanto diffondono in Rete le istruzioni che permettono al “tifoso” di vedere le gare senza rischi, in forma anonima.

Entrambe le mosse dei pirati sarebbero possibili anche grazie ai servizi che – «brillantemente», ironizza il ricorso - questa società tecnologica Usa offre. E sul punto i legali della Lega Calcio la toccano piano. Scrivono che Cloudflare «fornisce agli spacciatori» di partite (i pirati) «il locale di spaccio e le vie d’uscita», per farla franca.

La Vpn gratuita

Il ricorso della Lega cita uno specifico servizio che l’azienda sotto accusa (non la sola al mondo, in verità) sta proponendo: la Vpn gratuita. La Lega ricorda che l’utilizzo della Vpn «sposta il collegamento tra i pirati e i propri clienti da una rete pubblica a una privata, in un circolo segreto dove è possibile operare al di fuori dei controlli delle Autorità».

Ora, attenzione: gli abbonati alle pay-tv illegali sarebbero comunque individuabili, a patto che l’azienda fornitrice della Vpn condividesse con le «forze dell’ordine i log di connessione». Cosa che l’azienda statunitense rifiuterebbe.

Al Tribunale di Milano, la Lega Calcio fornisce un documento ufficiale di Cloudflare, disponibile in Internet. Nel documento, l’azienda spiega di non aver «mai installato software delle forze dell’ordine o apparecchiature» sulla sua rete; e di non aver «fornito ad alcuna forza dell’ordine un feed dei contenuti dei propri clienti».

Le porte di accesso

Lo scudo anti-pirati del Garante italiano sbarra anche due porte di accesso ai siti illegali: si chiamano, in gergo tecnico, IP e FQDN. Di nuovo, la Lega Calcio accusa l’azienda Usa di mettere a disposizione dei “tifosi” lo strumento capace di bypassare il blocco.

Permette al “tifoso” di gestire in autonomia una funzione anti-lucchetto del proprio abbonamento a Internet (il DNS). Il ricorso della Lega Calcio cita, poi, un ulteriore servizio, che gli smanettoni chiamano CDN. Tutte le tv via Internet se ne servono. La tecnologia manda la partita a dei server di distribuzione più vicini alla casa del tifoso, in modo da garantirgli una visione nitida e continua.

Ora, la Lega Calcio sostiene che Cloudflare potrebbe facilmente negare il servizio alle pay-tv illegali, ma non lo fa. Infine, Cloudflare fornirebbe alle pay-tv pirata il DNS autoritativo.

Il paracadute

Quando il Garante italiano blocca una porta di accesso e di visione della pay-tv truffaldina (ancora il FQDN), questo paracadute apre subito delle porte di riserva. Migliaia, addirittura milioni.

Cloudflare - che ha sede a San Francisco - da sempre respinge ogni accusa e soprattutto le richieste delle autorità italiane, perché «illecite o incostituzionali». Cloudflare lamenta poi di subire, per mano dello scudo italiano anti-pezzotto, l’oscuramento di siti perfettamente legali.

Nel ricorso della Lega Calcio si legge che, il 24 febbraio 2024, due indirizzi del Garante sono stati raggiunti da «circa 1200 mail» di protesta. Fonti AgCom riferiscono che le mail sarebbero state ben 2000, alcune da mittenti ordinari, altre da mittenti con Pec legalmente valida.

L’ondata, poi il silenzio

Si può dunque ipotizzare che decine e decine di siti senza macchia siano stati affondati e abbiano protestato? AgCom spiega che l’ondata di mail - tutte con lo stesso identico testo - non ha avuto alcun seguito: curiosamente nessuno dei siti si è fatto vivo nei giorni a seguire.

Perché allora i legali della Lega Calcio citano l’evento del 24 febbraio? I legali indicano in Cloudflare il regista delle proteste via mail. In questa rivalsa, l’azienda avrebbe offerto assistenza ai siti «presumibilmente legali» oscurati. E con questa assistenza, Cloudflare perderebbe la «neutralità che un provider deve avere».

Lo spot di Vieri testimonial contro il "pezzotto"

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