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Da oggi in vigore la direttiva Case Green, Assistal: “Per tagliare davvero partiamo dagli edifici pubblici”

Intervista a Roberto Rossi, presidente dell’organizzazione che riunisce le aziende di impiantistica e di gestione dei servizi di efficienza energetica che fanno capo a Confindustria
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ROMA – Entra in vigore oggi la direttiva sulle case green.

Cosa prevede la direttiva

Contestata (e non votata alla fine) dal governo italiano, la nuova normativa prevede che dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere costruiti a emissioni zero; per gli edifici pubblici l’obbligo scatta dal 2028. Ci sono alcune esenzioni: edifici storici, luoghi di culto, appartamenti sotto i 50 metri quadri o seconde case.

La traiettoria di taglio del consumo energetico, che i Paesi dovranno declinare al loro interno rinnovando in particolare il patrimonio meno efficiente, impone sugli edifici residenziali un -16%, sul livello del 2020, entro il 2030 e poi un -20/22% entro il 2035. L’obiettivo ultimo è che entro il 2050 il patrimonio edilizio dei 27 dell’Unione Europea dovrà essere a emissioni zero. Il 16% degli edifici pubblici o non residenziali con le peggiori prestazioni andrà efficientato entro il 2030, per salire al 26% nel 2033.

Tra le altre misure, dal 2040 scatterà il diviet…

ROMA – Entra in vigore oggi la direttiva sulle case green.

Cosa prevede la direttiva

Contestata (e non votata alla fine) dal governo italiano, la nuova normativa prevede che dal 2030 tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere costruiti a emissioni zero; per gli edifici pubblici l’obbligo scatta dal 2028. Ci sono alcune esenzioni: edifici storici, luoghi di culto, appartamenti sotto i 50 metri quadri o seconde case.

La traiettoria di taglio del consumo energetico, che i Paesi dovranno declinare al loro interno rinnovando in particolare il patrimonio meno efficiente, impone sugli edifici residenziali un -16%, sul livello del 2020, entro il 2030 e poi un -20/22% entro il 2035. L’obiettivo ultimo è che entro il 2050 il patrimonio edilizio dei 27 dell’Unione Europea dovrà essere a emissioni zero. Il 16% degli edifici pubblici o non residenziali con le peggiori prestazioni andrà efficientato entro il 2030, per salire al 26% nel 2033.

Tra le altre misure, dal 2040 scatterà il divieto di utilizzare le caldaie alimentate da combustibili fossili, ed entro il 2025 i sussidi per le caldaie autonome.

Assistal: “Edifici vecchi, sfida importante”

Una corsa all’efficientamento energetico che mette al centro le imprese che, da qui al 2050, dovranno occuparsi di rinnovare gli impianti nelle case degli italiani: «Gli obiettivi posti dalla direttiva costituiscono una sfida importante in un Paese con un patrimonio edilizio vetusto come il nostro, con oltre il 60% degli edifici in classe G o F – afferma Roberto Rossi, presidente di Assistal, l’associazione che fa capo a Confindustria e riunisce le aziende che si occupano della costruzione di impianti, dell’efficientamento energetico e del facility management – ma con una giusta incentivazione, senza ricorrere a misure come quella del 110%, che per la collettività ha un costo molto alto, possiamo farcela».

Però il governo, per far quadrare il bilancio, sta depotenziando i bonus edilizi proprio adesso, e, in prospettiva, per i prossimi anni. Come faranno gli italiani con maggiori difficoltà economiche?

«A differenza di interventi edilizi importanti, come il cappotto termico, il rinnovo dell’impiantistica ha costi abbastanza contenuti. Servirà un po’ di creatività finanziaria, magari tenendo conto della geografia italiana: ci sono zone più esposte al freddo e zone in cui per limitare le emissioni basta consumare meno, usare gli impianti un po’ meno. La partita si gioca su due fronti: da un lato, lavorare su un mix energetico che bilanci fonti rinnovabili e fonti tradizionali, con una graduale ma decisa diminuzione dell'uso dei combustibili fossili, e dall’altro concentrare l’attenzione sugli interventi di efficientamento energetico degli impianti ed energy management. Questo richiederà investimenti significativi in infrastrutture e tecnologie, sorretti da una forte volontà politica».

Per aumentare l’uso delle fonti rinnovabili possono aiutare le comunità energetiche, che adesso finalmente potranno avere un maggiore sviluppo grazie al Pnrr?

«Il recente decreto sulle comunità energetiche è un passo nella giusta direzione. Lo aspettavamo da tanto. Le comunità energetiche possono rivoluzionare il modo in cui produciamo e consumiamo energia, soprattutto nelle aree remote e nei piccoli distretti industriali. Promuovono l'autosufficienza energetica e possono ridurre i costi per le piccole imprese e le fabbriche artigiane».

Anche in questo caso il ruolo dell’impiantistica sarà importante. Che impatto avrà sul vostro settore?

«Stimiamo che entro il 2027 potrebbero nascere tra 15.000 e 20.000 comunità energetiche in Italia, per una capacità energetica rinnovabile di 7 GW, e grazie anche al sostegno di 2,2 miliardi di euro di fondi Pnrr già stanziati. Prevediamo per le nostre imprese la creazione di 10.500 nuovi posti di lavoro e opportunità di sviluppo in tutta Italia».

Ce la faremo con i tempi, abbastanza stringenti, della direttiva, a ridurre le emissioni?

«Nella direttiva non si parla solo degli interventi sul residenziale, ma anche degli edifici pubblici, e io insisterei proprio su questi, perché sono i maggiori consumatori di energia, e i maggiori responsabili delle emissioni perché hanno impianti molto energivori, spesso vecchi, e con un grado di inefficienza molto elevata. È importante considerare che l'efficientamento degli edifici pubblici, 14.000 in totale, tra cui 2.600 strutture complesse (ospedali, università, centri di ricerca, complessi edilizi, aree portuali…), può generare risparmi significativi e migliorare l'efficienza complessiva del sistema con interventi mirati attuabili già nel breve termine».

Ma anche gli interventi per gli edifici pubblici richiedono ingenti risorse, che i conti pubblici faranno fatica a sostenere.

«Si potrebbe ricorrere a forme di partenariato pubblico/privato, una formula che è stata vincente per il rinnovo dell’illuminazione pubblica».

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