✕

Spending, Fitto apre ai Comuni. Salvini vuole cambiare il decreto

(ansa)

Ascolta l'audio

Il ministro del Pnrr: “Spesa sociale intatta. Le norme del Mef non sono scritte sulla pietra”
2 minuti di lettura

ROMA - Uno apre, si spende per “un confronto”, arriva a dire che “le norme del Mef non sono scritte sulla pietra”. L’altro tiene il punto, convinto che aprire un canale sarebbe un azzardo perché verrebbe meno il senso di quei “sacrifici” che sono necessari per tenere i conti pubblici in piedi. Il primo, il titolare del Pnrr Raffaele Fitto, contro il secondo, il collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “gemelli” diversi nel governo spaccato sulla spending review calata sui Comuni nei giorni “caldi” che precedono le elezioni europee e amministrative.

E poi c’è chi i tagli non li vuole neppure sentire nominare. Dice, Matteo Salvini, che "è giusto che i sindaci siano sempre preoccupati, ma non ci saranno tagli”. Tradotto: il decreto della discordia va riscritto.

ROMA - Uno apre, si spende per “un confronto”, arriva a dire che “le norme del Mef non sono scritte sulla pietra”. L’altro tiene il punto, convinto che aprire un canale sarebbe un azzardo perché verrebbe meno il senso di quei “sacrifici” che sono necessari per tenere i conti pubblici in piedi. Il primo, il titolare del Pnrr Raffaele Fitto, contro il secondo, il collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “gemelli” diversi nel governo spaccato sulla spending review calata sui Comuni nei giorni “caldi” che precedono le elezioni europee e amministrative.

E poi c’è chi i tagli non li vuole neppure sentire nominare. Dice, Matteo Salvini, che "è giusto che i sindaci siano sempre preoccupati, ma non ci saranno tagli”. Tradotto: il decreto della discordia va riscritto.

Il governo “uno e trino” si muove in maniera scomposta. Quando al mattino i giornali danno forma al pensiero del titolare del Tesoro e alle accuse del Pd, a Palazzo Chigi diventa chiaro che qualcosa bisogna fare.

La diga che Fratelli d’Italia, il partito della premier, ha provato a tirare su il giorno prima, negando i tagli, non ha funzionato. Giorgia Meloni si muove insieme al fidatissimo ministro a cui ha affidato il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Dalla prefettura di Roma prova a spostare l’attenzione sul monitoraggio del Piano che è stato rafforzato con l’istituzione di una cabina di coordinamento in ogni ufficio territoriale del governo, su base provinciale.

Messaggio in diffusione nazionale ai sindaci e ai prefetti collegati in video: “Oggi - è l’incitamento - entriamo nella fase 2 del Pnrr, la più importante, quella della concreta attuazione delle riforme e della messa a terra di tutti gli investimenti strategici”. Ma i rappresentanti degli enti locali vogliono capire se c’è spazio per riscrivere lo schema dei tagli.

Fitto non prende impegni, ma assicura che un confronto ci sarà. È a questa “apertura” che i Comuni si aggrappano per provare quantomeno ad affacciare la proposta alternativa al decreto a cui stanno lavorando diversi sindaci di tutti i colori politici, da Nord a Sud, sotto la regia dell’Anci.

L’obiettivo è superare le norme che muovono le forbici sulla spesa corrente necessaria ad alimentare i servizi delle opere Pnrr: asili, biblioteche, centri per anziani e disabili, oltre che per l’accoglienza di soggetti fragili. I danni che provocherebbe il decreto sono stati già messi nero su bianco: il Sud pagherebbe il conto maggiore. Insieme a tutti i piccoli Comuni, senza distinzione territoriale: sono loro ad avere in gestione il maggior numero dei progetti Pnrr.

Ma la protesta dei sindaci non piace al governo che teme contraccolpi alle urne. Per questo la premier affida sempre a Fitto la scrittura e la firma di un lungo comunicato in cui il ministro sottolinea che "non ci sarà nessun taglio alla spesa sociale” perché la “missione 12 dei bilanci” per le politiche sociali e familiari è esclusa. Non però la spesa corrente che è alla base del funzionamento di queste politiche.

L’obiettivo è contenere l’assalto dei dem: "Una domanda - scrive Fitto - vorrei rivolgere al segretario del Partito democratico e ai numerosi esponenti delle opposizioni che hanno attaccato il governo sui presunti tagli ai fondi per gli asili nido finanziati dal Pnrr: si scuseranno e diranno che hanno sbagliato?”. Ma intanto di fronte allo specchio della spending review, il governo resta “uno e trino”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti