ROMA – Il governo italiano torna a sollecitare una decisione tempestiva su Ita-Lufthansa. A quasi 6 mesi dalla notifica della possibile fusione tra le compagnie aeree, adesso l’Italia chiede chiarezza all’Europa, chiamata ad autorizzare le nozze.
Il nostro ministero dell’Economia – che vuole vendere il 41% di Ita ai tedeschi – conferma di aver presentato alla Commissione Ue un’ultima serie di impegni (d’intesa con Lufthansa).
Gli impegni tenteranno di rispondere alle obiezioni della Commissione Ue, che tutela la corretta competizione tra tutti i vettori aerei e i diritti dei passeggeri.
L’ultima lista degli impegni contiene anche la richiesta di una decisione tempestiva, che comunque non dovrà scavallare il termine ultimo del 4 luglio.
La sensazione è che il nostro ministero dell’Economia non dia particolare credito alle ultime aperture di Margrethe Vestager.
Gli ultimi 10 anni
Ieri la commissaria Ue responsabile della Concorrenza ha spiegato che i no europei alle fusioni, negli ultimi 10 anni, sono stati una decina su oltre 3000 casi esaminati. Una rarità insomma.
La montagna più alta da scalare, per il dossier Ita, è quella dei collegamenti intercontinentali. Nelle ultime settimane, la Commissione Ue ha chiesto a Lufthansa di relegare Ita nel ruolo di compagnia solo regionale.
In altre parole, Lufthansa dovrebbe prendere il controllo di Ita (forte del 41% del capitale); ma limitare il raggio d’azione della compagnia italiana al nostro Paese e all’Europa, o poco più.
United e Air Canada
A Ita Airways, in particolare, verrebbe negata la possibilità di intrecciare i suoi voli con quelli degli alleati nordamericani di Lufthansa (come United e Air Canada).
Lufthansa considera irricevibile questa richiesta perché Ita – se degradata a compagnia regionale – perderebbe la possibilità di svilupparsi. D’altra parte, tutti i vettori europei di successo integrano la loro attività con partner nordamericani.
Air France e Klm, ad esempio, possono contare su Delta Airlines; British e Iberia su American Airlines.
A pieno titolo
A fronte della richiesta della Commissione Ue, nelle ultimissime ore Lufthansa ha avanzato una controproposta: tenere separata Ita da United e Air Canada (massimi alleati dei tedeschi), ma per un periodo di tempo limitato di 18 mesi.
Scaduto questo termine, Ita verrebbe ammessa nel network del gruppo Lufthansa a pieno titolo, senza eccessivi condizionamenti commerciali.
In questo quadro incerto, i sindacati italiani e tedeschi di Ita e Lufthansa, in una lettera congiunta, chiedono alla commissaria Ue Vestager di "ascoltare le voci dei dipendenti".
La concorrenza sleale
Nella missiva le organizzazioni sindacali sottolineano di "essere disponibili al dialogo in ogni momento" e ribadiscono il loro "piano supporto" all'operazione di aggregazione anche nell'ottica di fronteggiare la "concorrenza sleale" proveniente da fuori l'Europa.
I sindacati ribadiscono la loro disponibilità al dialogo e sottolineano come "un risultato positivo" dell'esame del dossier sia "molto importante" per i posti di lavoro.