Food delivery in profondo rosso: da Glovo a Deliveroo perdite miliardarie per il cibo a domicilio
a cura della redazione EconomiaMILANO – Comodo per i consumatori, problematico e controverso per i lavoratori, non un grande affare per gli azionisti. Il business del food delivery fino ad ora sembra avere soddisfatto soltanto le aspettative e i bisogni dei suoi clienti, che con pochi tocchi sullo smartphone si assicurano un pasto a domicilio risparmiandosi il tempo da spendere ai fornelli.
Ma per chi in queste aziende ha investito il proprio denaro l’affare fino ad ora non si vede. Come ha messo in evidenza il Financial Times, da quando si sono quotati, i colossi del food delivery – DoorDash, JustEat, Delivery Hero (Glovo) e Deliveroo – hanno accumulato perdite operative cumulate per 20,3 miliardi di dollari.
La flessione in Borsa
Anche l’andamento dei loro titoli riflette la mutata dinamica degli affari. Dopo anni di forte crescita legati alla pandemia, quando il consumo dei cibi a domicilio è cresciuto a dismisura, con le azioni delle società che hanno toccato i massimi, ora invece tutte le società viaggiano …
MILANO – Comodo per i consumatori, problematico e controverso per i lavoratori, non un grande affare per gli azionisti. Il business del food delivery fino ad ora sembra avere soddisfatto soltanto le aspettative e i bisogni dei suoi clienti, che con pochi tocchi sullo smartphone si assicurano un pasto a domicilio risparmiandosi il tempo da spendere ai fornelli.
Ma per chi in queste aziende ha investito il proprio denaro l’affare fino ad ora non si vede. Come ha messo in evidenza il Financial Times, da quando si sono quotati, i colossi del food delivery – DoorDash, JustEat, Delivery Hero (Glovo) e Deliveroo – hanno accumulato perdite operative cumulate per 20,3 miliardi di dollari.
La flessione in Borsa
Anche l’andamento dei loro titoli riflette la mutata dinamica degli affari. Dopo anni di forte crescita legati alla pandemia, quando il consumo dei cibi a domicilio è cresciuto a dismisura, con le azioni delle società che hanno toccato i massimi, ora invece tutte le società viaggiano su livelli lontanissimi dai massimi di qualche anno fa.
Gli investitori però, sottolinea il Ft, non sarebbero orientati a continuare a sostenere il business alla cieca. “La volontà degli investitori di finanziare le perdite è cambiata”, evidenzia l’analista di Ubs Jo Barnet-Lamb, citato dal quotidiano londinese, aggiungendo che ora vogliono che questo business “si dimostri sostenibile e in crescita”.
Ai numeri raccolti da Ft mancano i dati di Uber Eats, visto che Uber – pur quotata – non diffonde i dati scorporati della sua attività di food delivery. Tuttavia la società ha raggiunto lo scorso anno il suo primo utile della storia a livello operativo.
Il settore resta comunque ampiamente sotto pressione. Da un lato una competizione molto serrata dal lato dei prezzi, con le aziende costrette a ridurre le commissioni per guadagnare terreno sui concorrenti, dall’altra la crescente vigilanza dei Paesi sulle condizioni di lavoro dei rider e sul controverso rapporto con l’algoritmo che ne regola l’attività.
Non mancano comunque i segnali di ottimismo. In aprile Just Eat, Deliveroo e Delivery Hero hanno spiegato tutte di puntare quest’anno un free cash flow positivo, traguardo già raggiunto dalla loro rivale DoorDash.