Piantedosi isola Giorgetti: “I tagli ai Comuni sono solo una bozza”
di Giuseppe ColomboROMA - La mano tesa ai Comuni è quella di Matteo Piantedosi. Nel governo dei tagli, il ministro dell’Interno si fa “colomba”. Promette “approfondimenti sulle esigenze degli enti locali”. Assicura “massima attenzione”. E così si smarca dal collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che non intende retrocedere sulla spending review decisa con l’ultima legge di bilancio.
Lo scollamento prende forma durante il question time alla Camera, quando la capogruppo dem Chiara Braga chiede a Piantedosi di “cancellare il criterio insensato che taglia la spesa corrente dei Comuni”. È uno dei due bacini (l’altro è il Pnrr) da cui attinge il decreto interministeriale per raccogliere 1,2 miliardi in cinque anni, dal 2024 al 2028. Il conto lo pagano i sindaci, ma anche le province e le Città metropolitane.
ROMA - La mano tesa ai Comuni è quella di Matteo Piantedosi. Nel governo dei tagli, il ministro dell’Interno si fa “colomba”. Promette “approfondimenti sulle esigenze degli enti locali”. Assicura “massima attenzione”. E così si smarca dal collega dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che non intende retrocedere sulla spending review decisa con l’ultima legge di bilancio.
Lo scollamento prende forma durante il question time alla Camera, quando la capogruppo dem Chiara Braga chiede a Piantedosi di “cancellare il criterio insensato che taglia la spesa corrente dei Comuni”. È uno dei due bacini (l’altro è il Pnrr) da cui attinge il decreto interministeriale per raccogliere 1,2 miliardi in cinque anni, dal 2024 al 2028. Il conto lo pagano i sindaci, ma anche le province e le Città metropolitane.
Il ministro prende la parola per ribattere. Ha davanti un testo scritto qualche ora prima: tono tecnico per spiegare che "il decreto ministeriale di determinazione degli importi, attualmente in fase di elaborazione, dovrà essere sottoposto alla previa intesa in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali”. Un passaggio obbligato, prima della pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta ufficiale.
Ma quando il microfono si accende, le parole cambiano. Il tono si fa più “politico”, soprattutto empatico: “In vista della Conferenza Stato-città saranno approfondite attentamente le esigenze degli enti locali, in uno spirito di piena e leale collaborazione, nell’interesse generale". Ecco la mano tesa. Che riappare quando il titolare dell’Interno sottolinea che “vi è, al momento, soltanto un mero schema di decreto”. Come a dire: è una bozza, il confronto è aperto.
Di più. Il provvedimento, aggiunge, "è stato sottoposto alle valutazioni tecniche del sistema delle autonomie locali”. Il testo in mano ai Comuni, più precisamente ai tecnici degli enti locali. Quindi condivisione, anche sull’assetto delle norme. E per suggellare “la forte attenzione ed il costante impegno” nei confronti dei sindaci, Piantedosi ricorda la sua partecipazione alla riunione, che si è svolta lunedì, per l’avvio dei lavori delle cabine di coordinamento Pnrr nelle prefetture.
Piantedosi “colomba”, Giorgetti “falco”. Il titolare del Tesoro non intende rimettere mano allo schema del decreto. Non forzerà la mano a nove giorni dalle elezioni, anche perché il decreto deve comunque passare dalla Conferenza Stato-città. Ma alla traccia del dialogo di Piantedosi risponde con tono fermo: “È da tre mesi che interloquiamo con i Comuni”, l’annotazione raccolta da chi gli ha parlato nelle scorse ore.
Ricorda, il ministro, che la spending review è stata decisa a dicembre, non ieri. E soprattutto difende un principio: "Chi ha avuto il regalo del Pnrr deve concedere qualcosa in più rispetto agli altri”.
Già, il Pnrr. Dai tagli "sono esclusi gli interventi per l’infanzia, i minori e gli asili nido, per la disabilità, per gli anziani e per i soggetti a rischio”, assicura Piantedosi. Ma le forbici del governo tagliano la spesa corrente che serve a far funzionare questi servizi. “Colomba” o “falco”, nulla cambia.
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