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Venezia, volare costerà meno. I giudici: via tassa comunale. Il caso del nuovo stadio

IL MARCO POLO 
La sentenza del Consiglio di Stato annulla l’aumento dell’addizionale per 2,5 euro a biglietto aereo. Vittoria della Sace, che gestisce lo scalo, e di cinque compagnie low cost. Un impatto fino al 7% sui viaggi a basso prezzo
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ROMA – Volare da Venezia, dall’aeroporto Marco Polo, costerà meno. I giudici del Consiglio di Stato annullano la delibera del Comune che imponeva alle compagnie aeree di aumentare ogni singolo biglietto di 2,5 euro.

L’addizionale da 2,5 euro è scattata dal primo aprile 2023 e sarebbe servita a riequilibrare - “in modo strutturale” – i conti del Comune di Venezia.

Secondo le stime del Comune, un’addizionale da 2,5 euro – applicata a una media di 5,6 milioni di passeggeri annui – avrebbe prodotto un gettito di 14 milioni. L’addizionale sarebbe rimasta a 2,5 euro fino al 2031, per poi diminuire.

Ryanair in testa

Il ricorso ai giudici amministrativi del Consiglio di Stato è stato presentato dalla Save, la società che gestisce lo scalo, e sostenuto da 5 vettori low cost (Air Malta, easyJet, Ryanair, Volotea, Wizzair).

Davanti ai giudici la Save ha lamentato che l’addizionale comunale di Venezia era diventata la più costosa d’Italia, perché pari ormai a 9 euro complessivi: i 2,5 euro adess…

ROMA – Volare da Venezia, dall’aeroporto Marco Polo, costerà meno. I giudici del Consiglio di Stato annullano la delibera del Comune che imponeva alle compagnie aeree di aumentare ogni singolo biglietto di 2,5 euro.

L’addizionale da 2,5 euro è scattata dal primo aprile 2023 e sarebbe servita a riequilibrare - “in modo strutturale” – i conti del Comune di Venezia.

Secondo le stime del Comune, un’addizionale da 2,5 euro – applicata a una media di 5,6 milioni di passeggeri annui – avrebbe prodotto un gettito di 14 milioni. L’addizionale sarebbe rimasta a 2,5 euro fino al 2031, per poi diminuire.

Ryanair in testa

Il ricorso ai giudici amministrativi del Consiglio di Stato è stato presentato dalla Save, la società che gestisce lo scalo, e sostenuto da 5 vettori low cost (Air Malta, easyJet, Ryanair, Volotea, Wizzair).

Davanti ai giudici la Save ha lamentato che l’addizionale comunale di Venezia era diventata la più costosa d’Italia, perché pari ormai a 9 euro complessivi: i 2,5 euro adesso cancellati e i 6,5 che erano già in vigore.

Save ha anche spiegato che il Comune di Venezia, legge alla mano, avrebbe potuto sostenere i suoi conti con altre 14 misure. Invece ha puntato sull’addizionale per i biglietti aerei, senza motivare a sufficienza la scelta. Obiezione che il Consiglio di Stato condivide.

La leva dell’Irpef

Più giusto sarebbe stato aumentare l’addizionale comunale all’Irpef. Il ritocco dell’Irpef avrebbe avuto senso perché fa ricadere il risanamento dei conti sui residenti di Venezia (più che sui passeggeri dello scalo, spesso turisti).

Chiamare in causa i soli residenti (con l’Irpef) sarebbe stato corretto anche perché il Comune ha acceso debito aggiuntivo per realizzare un’opera (il nuovo stadio) che sarà al servizio della cittadinanza veneziana.

A pagare l’addizionale – aggiungono i giudici – sono stati i turisti e i cittadini di Venezia; ma anche persone di altre città del Veneto che non vanno certo chiamate a sostenere il bilancio della città lagunare.

Dopo il Covid

E il Consiglio di Stato condivide anche un argomento stavolta delle compagnie low cost, investite da un aumento dell’addizionale comunale (di 2,5 euro) mentre uscivano dalla più grave turbolenza della loro storia, il Coronavirus.

I giudici del Consiglio di Stato peraltro considerano “eccessiva” la crescita dell’addizionale perché in grado di aumentare – “tra i 4 e il 7 percento” – il biglietto medio di un viaggio con una low cost.

Le procedure errate

La Save – capofila nel ricorso – è soddisfatta perché il Consiglio di Stato accerta gli errori del Comune di Venezia sia in alcune procedure formali sia nelle motivazioni sull’aumento dell’addizionale.

Secondo Save, l’addizionale colpiva “lo sviluppo del terzo scalo intercontinentale nazionale e quello della vasta area servita, considerato il contributo dell’aeroporto in termini di mobilità, occupazione, crescita economica”.

Alfonso Celotto, presidente di Aeroporti 2030, aggiunge che “ gli aeroporti sono un asset strategico per l’economia dei territori e per l’intero Paese e la sentenza lo conferma”.

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