La carica delle “mini case” di Salvini. Mansarde e seminterrati saranno abitabili
di Giuseppe ColomboROMA - La mansarda ricavata nel sottotetto e l’ex lavatoio. Ma anche il seminterrato e il “basso”, uno o due vani a piano terra con accesso diretto sulla strada. Piccoli spazi e soffitti bassi. Ecco la carica delle “mini case” che Matteo Salvini vuole rendere abitabili.
Ragioni legate alle compravendite, perché il mancato possesso del certificato di abitabilità svaluta il valore di questi “micro immobili”. Ma il leader della Lega ha in mente un obiettivo più ambizioso, in linea con la necessità di tutelare e rafforzare il suo ruolo di “mister casa” all’interno dell’esecutivo.
Un tema, la casa, che è assai sensibile per il boom dei mutui e il caro-affitti, ma anche perché è appetibile agli allea…
ROMA - La mansarda ricavata nel sottotetto e l’ex lavatoio. Ma anche il seminterrato e il “basso”, uno o due vani a piano terra con accesso diretto sulla strada. Piccoli spazi e soffitti bassi. Ecco la carica delle “mini case” che Matteo Salvini vuole rendere abitabili.
Ragioni legate alle compravendite, perché il mancato possesso del certificato di abitabilità svaluta il valore di questi “micro immobili”. Ma il leader della Lega ha in mente un obiettivo più ambizioso, in linea con la necessità di tutelare e rafforzare il suo ruolo di “mister casa” all’interno dell’esecutivo.
Un tema, la casa, che è assai sensibile per il boom dei mutui e il caro-affitti, ma anche perché è appetibile agli alleati di governo.
La strategia punta ad allineare lo status delle piccole abitazioni, e in prospettiva la loro costruzione, alle esigenze del mercato. Nel Paese dove i single hanno superato le coppie con figli, la sanatoria sulle “mini case” intercetta una richiesta che è già stratificata. La platea: single, per lo più professionisti, ma anche studenti e anziani. Sono loro per lo più a vivere in una “mini casa” o a cercarne una, da acquistare o in affitto: tagli molto piccoli, che intercettano fasce di reddito ampie perché si va dal piccolo monolocale con il soffitto basso all’interno di un vecchio palazzo del centro città alla soffitta di una decina di metri quadri in periferia.
L’occasione è pronta: la conversione in Parlamento del decreto “Salva-casa”, che proprio ieri è entrato in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Saranno i parlamentari della Lega a sottoscrivere gli emendamenti che modificheranno la soglia minima dei requisiti necessari oggi per il rilascio del “bollino” dell’abitabilità: l’altezza e la superficie. La prima misura è fissata a 2,70 metri (trenta centimetri in meno per corridoi, bagni e ripostigli), mentre la seconda deve essere pari ad almeno 28 metri quadrati, per un monolocale abitato da una persona.
Criteri "vetusti” per il leader del Carroccio, che punta a superare norme datate: risale al 1975, quarantanove anni fa, il decreto ministeriale “Sanità” che contiene le istruzioni sull’altezza minima e i requisiti igienico-sanitari.
"Tanti studenti - spiega Salvini - già oggi vivono in case da venti metri quadri: dal mio punto di vista va superato il regolamento di igiene degli anni Settanta che limita la superficie di abitabilità e l'altezza massima dei soffitti" passando a dato "che sarà fissato dal Parlamento".
Il provvedimento è “anacronistico” anche per i costruttori edili dell’Ance, che sollecitano “una flessibilità per andare incontro alle nuove esigenze abitative”.
Soprattutto, spiegano fonti vicine al ministro, l’intento è superare una logica “estremamente prescrittiva” e distante dall’impostazione che invece prevale in Paesi come Germania e Inghilterra, dove le altezze minime sono assai inferiori e non esiste un limite di superficie minima per l’abitabilità.
I testi degli emendamenti saranno scritti nei prossimi giorni: nel “pacchetto” anche la norma “salva-grattacieli” per Milano.
Nell’attesa il Consiglio nazionale degli ingegneri accoglie la linea di Salvini con toni positivi: “Siamo d’accordo con questa impostazione se l’idea è regolarizzare le mansarde che non sono abitazioni in maniera continua o la camera dello studente con il bagno e l’angolo cottura”. La carica delle “mini case” è pronta.