Padoan: “Superiamo sovranismo, riforme non sono rinviabili”
di Eugenio OccorsioL'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
«L’EUROPA è un grande valore ma va riempito di sostanza e non di propaganda. Serve uno scatto d’orgoglio che ne completi il disegno: va riformata la governance con strumenti fin troppo rimandati, la cui carenza rischia di minacciare la tenuta della stessa Unione».
Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, un passato da capo economista dell’Ocse e ministro dell’Economia, ha ampiamente approvato, passaggio dopo passaggio, lo sprone di Fabio Panetta al cambio di passo europeo, con l’Italia come parte integrante e proattiva.
Padoan rifiuta di considerare un problema le pulsioni sovraniste che agitano quest’ultimo scorcio di campagna elettorale, non solo nel nostro Paese, «ma la risposta deve essere n…
«L’EUROPA è un grande valore ma va riempito di sostanza e non di propaganda. Serve uno scatto d’orgoglio che ne completi il disegno: va riformata la governance con strumenti fin troppo rimandati, la cui carenza rischia di minacciare la tenuta della stessa Unione».
Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, un passato da capo economista dell’Ocse e ministro dell’Economia, ha ampiamente approvato, passaggio dopo passaggio, lo sprone di Fabio Panetta al cambio di passo europeo, con l’Italia come parte integrante e proattiva.
Padoan rifiuta di considerare un problema le pulsioni sovraniste che agitano quest’ultimo scorcio di campagna elettorale, non solo nel nostro Paese, «ma la risposta deve essere nel varare subito le misure in Europa che non tollerano più ritardi».
Non ci sono alternative alla costruzione di una casa comune forte e dinamica, a meno che non si voglia finire schiacciati dalla frammentazione globale
Siamo all’ultimo miglio: la Commissione che uscirà dal nuovo Parlamento sarà in grado rilanciare il disegno europeo?
«Non ci sono alternative alla costruzione di una casa comune forte e dinamica, e questo il Governatore l’ha detto a chiare lettere, a meno che non si voglia finire schiacciati dalla frammentazione globale. La tecnologia, la finanza, l’energia, devono essere concentrati in una visione organica dell’Europa: bisogna realizzare l’unione bancaria, il completamento del mercato dei capitali, e anche un nuovo Next Generation Eu, un grande programma di investimenti e riforme per rafforzare quello che sta per chiudersi. Il tutto dovrà essere sostenuto dall’emissione di nuovi titoli europei per avviare la diffusione di un “safe asset” continentale».
Ma la capacità di spesa reggerà gli investimenti necessari?
«Perché l’Europa possa crescere e rafforzarsi è indispensabile il coinvolgimento di capitali privati, ma questo coinvolgimento non sarà possibile in assenza di un vero mercato dei capitali e di una unione bancaria».
Panetta ha usato parole di forte incoraggiamento verso l’Italia, che sta dando segnali a volte insperati di ripresa della crescita e dell’attività economica, in un momento globale molto difficile che purtroppo non è destinato a migliorare in tempi brevi: cosa ne pensa?
«Il Governatore ha parlato in termini molto lusinghieri del nostro Paese, ricordando la caparbietà delle industrie e l’esistenza di un risparmio forte. È proprio questa ricchezza privata che ci sostiene agli occhi dei mercati internazionali».
Sugli immigrati il discorso è europeo. Sarà duro sanare i vuoti lasciati dall’inverno demografico e dal deflusso di giovani verso l’estero
Panetta ha parlato anche di immigrazione, incentivando a prendere misure per regolarla e valorizzarla. È d’accordo?
«Certamente. Anche qui il discorso deve essere europeo. Ho paura però che anche se, come ci auguriamo, si riuscirà a valorizzare questa risorsa in più, sarà comunque durissimo sanare i vuoti di occupazione lasciati dall’inverno demografico e dal continuo deflusso di giovani verso l’estero».
Il Governatore ha speso poche parole sull’euro digitale, mentre ci si aspettava di più dopo le sue battaglie iniziate alla Bce, e si è detto invece preoccupato per la cybersicurezza e per le insidie occulte dell’intelligenza artificiale: condivide quest’atteggiamento?
«La cybersecurity è una priorità, però sulle tecnologie bisogna essere intraprendenti e agire con prudenza quando serve, considerando le grandi opportunità che possono creare per i nostri giovani. Andiamo incontro a una fase di elevata incertezza e chiunque guardi al futuro non può nascondersi i problemi, come d’altronde riconoscono gli stessi artefici dell’intelligenza artificiale, però alla fine il saldo netto per le nostre società e per la crescita, sarà positivo. Bisogna piuttosto restare nel gruppo di testa per non perdere ulteriore terreno».