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Leonardo Maria Del Vecchio: “Mio padre era scettico sui ristoranti oggi sarebbe contento della mia scelta”

Il figlio del fondatore di Luxottica, parla del suo family office Lmdv Capital, che punta molto sull’hospitality. E si dice speranzoso che arrivi entro l’estate l’accordo sull’eredità
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«Mettere la cura dei dipendenti avanti a tutto è stato uno degli insegnamenti di mio padre che applico ogni giorno». E oggi Leonardo Maria Del Vecchio, a capo del family office Lmdv Capital, usa questo mantra nei suoi business che vanno dall’hospitality all’intelligenza artificiale, dalla sostenibilità al real estate. Si racconta ad Affari&Finanza e rassicura che anche l’accordo sull’eredità di famiglia arriverà prima dell’estate. Infine sottolinea l’importanza dei manager nei grandi gruppi familiari europei e italiani.

Il suo Lmdv Capital sta investendo in ambito hospitality. Non è un settore già molto inflazionato?

«Al contrario: l’esperienza della pandemia ci ha fatto apprezzare il valore della convivialità. Il settore hospitality offre diverse opportunità di sviluppo, soprattutto in contesti in crescita come Milano. La nostra idea è stata quella di dare una visione manageriale al settore. La nostra partecipata Triple Sea Food ha avviato tre brand distinti – Trattoria del C…

«Mettere la cura dei dipendenti avanti a tutto è stato uno degli insegnamenti di mio padre che applico ogni giorno». E oggi Leonardo Maria Del Vecchio, a capo del family office Lmdv Capital, usa questo mantra nei suoi business che vanno dall’hospitality all’intelligenza artificiale, dalla sostenibilità al real estate. Si racconta ad Affari&Finanza e rassicura che anche l’accordo sull’eredità di famiglia arriverà prima dell’estate. Infine sottolinea l’importanza dei manager nei grandi gruppi familiari europei e italiani.

Il suo Lmdv Capital sta investendo in ambito hospitality. Non è un settore già molto inflazionato?

«Al contrario: l’esperienza della pandemia ci ha fatto apprezzare il valore della convivialità. Il settore hospitality offre diverse opportunità di sviluppo, soprattutto in contesti in crescita come Milano. La nostra idea è stata quella di dare una visione manageriale al settore. La nostra partecipata Triple Sea Food ha avviato tre brand distinti – Trattoria del Ciumbia, Vesta e Casa Fiori Chiari – ciascuno con un diverso posizionamento. Offriamo tipologie di cucina diverse, esperienze diverse e scontrini medi differenti, coinvolgendo vari target di clientela. Tutto ciò può aiutare anche l’espansione del gruppo: una volta trovata la location, possiamo capire quale format è più appropriato».

Sono in programma nuove aperture?

«Sì, il primo giugno apriremo un Vesta Portofino all’interno dello stabilimento Le Carillon, che diventerà Le Carillon Dolce&Gabbana, e un Vesta Mare, per il quale abbiamo rilevato il bagno storico Franco Mare. Nel 2025 annunceremo nuovi progetti».

Quali ricavi vi aspettate?

«I risultati e le prospettive di crescita sono così solide che la valutazione di Tsf, effettuata da una delle “Big Four”, le grandi società di consulenza del mondo, è stata recentemente stimata in 45 milioni di euro».

Come si pone sul tema green e della sostenibilità con le sue aziende?

“Lmdv Capital adotta le best practices europee in materia di Esg, monitorando la normativa Sfdr. Crediamo nella tutela ambientale integrando i rischi di sostenibilità nelle decisioni di investimento e promuovendo caratteristiche ambientali e sociali nei nostri prodotti. Il welfare aziendale è un altro ambito che ritengo essenziale. Sono convinto che la qualità del lavoro sia alta solo se lo è la qualità della vita delle persone che si presentano al mattino con il sorriso e che tornano a casa contente, spendendo il giusto tempo con la famiglia e nelle loro passioni. Polizze sanitarie ai nostri dipendenti, asilo pagato ai loro figli, grande attenzione agli orari per garantire equilibrio casa-lavoro: queste sono le nostre azioni di sostenibilità quotidiane. Questo approccio, inoltre, è parte coerente e integrante di una visione più vasta. Lmdv Capital nasce per mettere le persone al centro e non è retorica».

In che modo il comportamento di suo padre e, ora, il ricordo di lui, influenzano le sue scelte?

«Anzitutto mi ha insegnato a mettere la cura delle persone che lavorano avanti a tutto. In me è vivo il ricordo di come i dipendenti Luxottica lo guardavano con amore quando mi portava in fabbrica. Vedere questo amore condiviso tra lui e i suoi dipendenti mi ha fatto capire l’importanza di una relazione di stima e lealtà che scorra nei due sensi. Mio padre, poi, mi ha insegnato l’importanza del timing e della velocità nelle decisioni. Se c’è un’opportunità va analizzata e colta al volo. Lui temeva che il mio investimento nella ristorazione togliesse tempo al mio impegno in Luxottica. Oggi, penso sarebbe contento di vedere quello che ho costruito; e mi dispiace che non abbia fatto in tempo a gustare una pasta alle vongole – il suo piatto preferito – cucinata in uno dei miei ristoranti».

Che ruoli ha all’interno di Luxottica e quanto del suo tempo è dedicato all’azienda?

«Sono chief strategy officer a EssilorLuxottica e presidente di Rayban. Direi che l’80% del tempo sono concentrato su Luxottica e il 20% sul family office dove c’è, al 100%, il ceo Marco Talarico».

Il tema dell’Intelligenza artificiale: come entra nel vostro lavoro?

«Vogliamo investire eticamente nell’AI. Per questo, Lmdv Capital ha scelto due dei dieci migliori fondi di investimento in AI negli Stati Uniti, dopo un’attenta analisi. Puntiamo a selezionare progetti innovativi che migliorino l’AI. Ad esempio, nella ristorazione, l’AI potrà semplificare la gestione amministrativa, liberando tempo per i dipendenti da dedicare ai clienti. La nostra strategia di investimento si concentra su chi sviluppa infrastrutture fondamentali come hardware innovativo o modelli di apprendimento su larga scala, piuttosto che su chi offre servizi di consulenza o soluzioni preconfezionate. Riteniamo che i vantaggi competitivi duraturi siano mantenuti da chi sviluppa la tecnologia alla base. Infine, manteniamo un fermo impegno per uno sviluppo etico dell’AI».

Sta investendo nell’immobiliare; per ora solo a Milano o punta ad altre città, magari all’estero?

«Per ora, vogliamo concentrarci su quello che conosciamo bene: Milano e alcuni Trophy Asset selezionati il cui valore siamo sicuri possa crescere nel tempo».

In questi giorni si parla del caso Benetton. Nella sua esperienza quale rapporto si instaura tra manager e aziende familiari?

«Del caso in questione so soltanto quello che ho potuto leggere dai giornali. Più in generale, se osserviamo i grandi campioni europei, troviamo diverse e importanti aziende a gestione familiari come L’Oréal o Lvmh, in cui è fondamentale la collaborazione con i grandi manager. Anche EssilorLuxottica, pur avendo una fortissima componente familiare con Delfin, è gestita da un manager come Francesco Milleri che ha il mio pieno supporto e dal quale imparo ogni giorno».

Sulla questione eredità nella vostra famiglia era stata annunciata una soluzione entro fine aprile. Come procede?

«Abbiamo tutti capito che dovevamo perseguire il bene delle società in cui Delfin ha una partecipazione e, soprattutto e ancora prima, rispettare la volontà di nostro padre».

Ce la farete prima dell’estate?

«Speriamo di sì».

Lei si dedica anche alla beneficenza. In che modo?

«La Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia ETS, che ho l’onore di presiedere, offre controlli oculistici e occhiali da vista, entrambi gratuiti, alle persone svantaggiate. Da fine 2022 è in corso un’iniziativa importante – Le Giornate della Vista – grazie alla quale oltre 10 mila persone hanno potuto accedere a controlli, ausili e screening di prevenzione visivi. Il pensiero guida che ci anima è questo: salute e inclusione sociale sono intimamente connesse; ogni intervento che aiuta a vedere meglio, aiuta anche a vivere meglio. Per questo la Fondazione collabora con un’ampia e ricca rete di Associazioni del Terzo Settore in tutta Italia, tra le quali spicca la Comunità di Sant’Egidio. Con la Comunità, per esempio, abbiamo aperto un ambulatorio permanente all’ospedale San Gallicano di Roma, dove offriamo controlli gratuiti e occhiali da vista ai fragili. Se c’è bisogno, possiamo garantire un ulteriore livello di assistenza specialistica che comprende anche l’intervento».

Suo padre era interista, le può interessare l’acquisto della squadra?

«Fu mio padre stesso a mettermi in guardia dal comprare squadre di calcio. Perciò no, grazie, non sono interessato all’acquisto nonostante ritenga che il calcio sia un orizzonte di grande interesse per creare partnership di valore».

Con Lmdv Capital è entrato negli sport estremi. Ci racconta questa nuova avventura?

«È un progetto entusiasmante. La E1 Series è il primo campionato di motoscafi da corsa interamente elettrici e, assieme al mitico Will Smith, partecipiamo con il nostro team Westbrook. La E1 Series nasce dall’esperienza della Formula 1 elettrica e ha creato un tipo di motoscafo inedito . Ogni team ha un pilota donna e un pilota uomo, che gareggiano sullo stesso piano».

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