Economia

Gli incentivi

Sorpresa sull’auto: esauriti in un giorno gli aiuti per l’elettrica

Sorpresa sull’auto: esauriti in un giorno gli aiuti per l’elettrica
Il fondo da 200 milioni per i veicoli a batteria svuotato in sole 9 ore. Anfia: migliorare la programmazione. Il mercato a maggio cala del 6%
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TORINO — In meno di nove ore sono finiti i soldi per incentivare l’acquisto delle auto elettriche. Bruciati più di 200 milioni, sui 710 a disposizione per tutti i tipi di motorizzazione, stando alle prenotazioni che la piattaforma gestita da Invitalia ha ricevuto da ieri mattina alle 10.

Un risultato inaspettato. Di solito sono sempre i soldi destinati a sostenere l’acquisto delle auto a benzina a basse emissioni a terminare nel giro di una manciata di giorni. Con il nuovo sistema studiato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, la situazione si è invertita. Il tipo di incentivo, fino a 13.750 euro se si rottama una vecchia macchina fino a Euro 2 e si ha un Isee sotto i 35 mila euro, sembra aver funzionato. Boom di acquisti di auto elettriche, tra le 25 e le 30 mila, mentre l’uso per le termiche, in proporzione, è stato minimo, 64 milioni su oltre 276, e quello per le plug-in del tutto marginale, 7 milioni su 125 disponibili. Una boccata d’ossigeno per le auto green, comparto fermo in Italia a una quota compresa tra il 3 e il 4%, un terzo rispetto alla media europea. «Con questo piano incentivi sosteniamo le famiglie nell’acquisto di un’auto ecologica rinnovando il parco auto e nel contempo stimolando la produzione nazionale. È un Piano Italia, per la famiglie e per il lavoro italiano», dice il ministro Urso.

Unrae, l’associazione che raggruppa le case produttrici estere, chiede che i fondi vengano reintegrati, anche perché all’appello mancano circa 300 milioni, visto che ieri sulla piattaforma comparivano 710 milioni. Il ministero risponde che il miliardo è per tutto il 2024 e 300 milioni sono stati usati da gennaio a giugno. Ci sono però fondi, più di 250 milioni, avanzati dagli anni precedenti. Il ministero può utilizzarli.

Ora le prenotazioni dovranno essere confermate, nel giro di nove mesi, con la consegna di una vettura, altrimenti il sussidio verrà meno. E c’è chi si interroga su cosa sia successo ieri. In parte si è scaricato un effetto attesa: ordini fermi da cinque mesi e caricati tutti insieme per approfittare dei sussidi più ricchi. Attesa che ha frenato le vendite in Italia. A maggio le immatricolazioni sono state 139.581, il 6.6% in meno del 2023. Resta positivo il bilancio dei primi cinque mesi (+3,45%), anche se il mercato è in calo del 20,3% sullo stesso periodo del 2019. «Un vuoto da colmare ancora considerevole», secondo il Centro Studi Promotor. Stellantis, partecipata da Exor che controlla anche Repubblica, ha immatricolato a maggio 42.334 auto, il 13,9% in meno del 2023 e la quota di mercato è in calo dal 32,9% al 30,3%. Nei primi cinque mesi dell’anno le consegne del gruppo sono state 235.383, in calo dello 0,3%. Secondo Anfia e Motus-E «ci sarà un rimbalzo delle immatricolazioni nei prossimi mesi grazie all’elettrico, ma ci vuole una programmazione maggiore delle risorse».

Per il vicepresidente di Federauto, Plinio Vanini, l’andamento delle prenotazioni degli incentivi è anomalo. I numeri non tornano: «C’è qualche cosa che non ci quadra, stiamo cercando di capire». Il dubbio è che le società di noleggio a medio e lungo termine abbiano fatto incetta di prenotazioni in attesa poi di avere i contratti. Una sorta di accaparramento dei fondi. Se poi non si trasformeranno in noleggi, nel giro di nove mesi, i soldi torneranno indietro. Intanto i fondi per l’elettrico si sono però esauriti. «Stupisce favorevolmente l’interesse per le elettriche dovuta all’entità degli incentivi, ma anche all’accresciuto interesse per questo tipo di auto», dice il presidente del Centro Studi Promotor, Gian Primo Quagliano.

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