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Per la Mfe dei Berlusconi più ricavi e meno debiti. In programma nuovi investimenti nelle fiction e in Europa

(ansa)
Nel primo semestre i ricavi dell’ex Mediaset dovrebbero “tenere il passo” e aumentare del 6%. Occhi puntati su Prosiebensat, che è a un passo dalla vendita di Verivox
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MILANO La Mfe di Pier Silvio Berlusconi aumenta i ricavi, riduce i debiti, studia nuovi investimenti nelle fiction e vuole esportare il modello cross mediale tra tv e internet in Spagna e a tendere anche in Germania.

Un primo trimestre record e un secondo positivo

Dopo un primo trimestre record con ricavi in aumento del 6%, anche il periodo aprile giugno dovrebbe registrare un progresso simile. "Teniamo il passo, il mercato dei primi sei mesi del 2024 è tonico - ha commentato Pier Silvio Berlusconi durante un incontro a Cologno Monzese, per fare il punto in vista della programmazione estiva - Abbiamo chiuso i primi tre mesi molto bene, con un +6% rispetto all'anno precedente nella raccolta pubblicitaria. Parlando di stime, con tutta la prudenza del caso, anche nei primi sei mesi del 2024 ci sarà una crescita dei ricavi pubblicitari del 6%".

Un risultato che supera l’andamento della raccolta in Italia, che invece cresce del 3,6%. “Stiamo facendo meglio del mercato, sia in Italia che in…

MILANO La Mfe di Pier Silvio Berlusconi aumenta i ricavi, riduce i debiti, studia nuovi investimenti nelle fiction e vuole esportare il modello cross mediale tra tv e internet in Spagna e a tendere anche in Germania.

Un primo trimestre record e un secondo positivo

Dopo un primo trimestre record con ricavi in aumento del 6%, anche il periodo aprile giugno dovrebbe registrare un progresso simile. "Teniamo il passo, il mercato dei primi sei mesi del 2024 è tonico - ha commentato Pier Silvio Berlusconi durante un incontro a Cologno Monzese, per fare il punto in vista della programmazione estiva - Abbiamo chiuso i primi tre mesi molto bene, con un +6% rispetto all'anno precedente nella raccolta pubblicitaria. Parlando di stime, con tutta la prudenza del caso, anche nei primi sei mesi del 2024 ci sarà una crescita dei ricavi pubblicitari del 6%".

Un risultato che supera l’andamento della raccolta in Italia, che invece cresce del 3,6%. “Stiamo facendo meglio del mercato, sia in Italia che in Spagna- ha ribadito Berlusconi - siamo ottimisti e positivi anche per l’intero 2024, ma l’estate senza Europei e Olimpiadi e un paragone più difficile per l’ultimo trimestre dell’anno ci costringono a essere cauti perché sarà difficile che il trend dei primi sei mesi si ripeta anche nella seconda metà dell’anno”.

Meno debiti in attesa della partita tedesca

I debiti che dai 902 milioni di fine dicembre, si erano ridotti a 676,9 milioni a fine marzo si ridurranno ancora, portando il gruppo che negli anni della pandemia ha tagliato drasticamente i costi per avere la solidità per tornare a investire, sia sui contenuti a cominciare dalle fiction, sia su nuovi progetti di respiro europeo. "All'assemblea di ProsiebenSat abbiamo registrato una vittoria tattica – commenta l’ad di Mfe – la maggioranza del consiglio di sorveglianza, come è normale ed è giusto che sia, ora è espressione di amministratori indicati dagli azionisti non solo da Mfe, e il management si è impegnato a ridurre i debiti e a vendere gli asset non strategici”.

In proposito, stando a fonti finanziarie che provengono dalla Germania- Prosiebensat sarebbe a un passo da vendere Verivox (portale web per il controllo dei prezzi al consumo), e una volta cedute le attività che esula dalla tv Mfe potrebbe voler lanciare un’Opa sul gruppo di cui oggi ha il 29,7%, che è il massimo consentito dalla legge tedesca. “Ma abbiamo anche altri progetti per continuare a crescere - spiega Berlusconi – tra cui quella di esportare in Spagna il modello cross mediale, che abbiamo lanciato per primi e che ora è molto apprezzato dai nostri competitor ma anche dalla comunità finanziaria, e a tendere mi piacerebbe portarlo anche in Germania”.

In Italia grazie alla commistione tra radio, tv e digitale Mediaset ha attratto più inserzionisti (dai 1.302 del 2019 sono cresciuti a 1.531 nel 2023) e il 60% di questi investe ormai su più di un media del gruppo. Nessuna novità invece sul matrimonio tra le antenne di Rai Way e quelle di Ei Towers, di cui Mfe controlla il 40%. Dopo il Dpcm del governo Meloni, bisognerà attendere l'insediamento dei nuovi vertici Rai a luglio per mettere in moto la fusione che darà vita al colosso tricolore delle torri tv. Mfe – che intende valorizzare buona parte della sua partecipazione a operazione fatta - secondo gli analisti potrebbe incassare oltre 300 milioni di euro.

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