La casa è sempre più “mini”. Salvini allarga le maglie della sanatoria
di Giuseppe Colombo , Raffaele RicciardiROMA - Il “perdono edilizio” di Matteo Salvini si fa più generoso. A quattro giorni dal voto, il leader della Lega allarga le maglie del decreto “Salva casa”. Gioca d’anticipo rispetto alla tabella di marcia della conversione del provvedimento in Parlamento. Per passare all’incasso l’8 e il 9 giugno, lasciando indietro gli alleati di governo su un tema simbolo per il centrodestra: la casa.
Ecco allora l’anticipazione degli emendamenti che i deputati del Carroccio depositeranno in commissione Ambiente, alla Camera, alla ripresa dei lavori. È l’Italia delle “mini case” quella che emerge dalle norme che rivedono i requisiti minimi per l’abitabilità, dall’altezza dei soffitti alla superficie.
Nel Paese dove i single hanno …
ROMA - Il “perdono edilizio” di Matteo Salvini si fa più generoso. A quattro giorni dal voto, il leader della Lega allarga le maglie del decreto “Salva casa”. Gioca d’anticipo rispetto alla tabella di marcia della conversione del provvedimento in Parlamento. Per passare all’incasso l’8 e il 9 giugno, lasciando indietro gli alleati di governo su un tema simbolo per il centrodestra: la casa.
Ecco allora l’anticipazione degli emendamenti che i deputati del Carroccio depositeranno in commissione Ambiente, alla Camera, alla ripresa dei lavori. È l’Italia delle “mini case” quella che emerge dalle norme che rivedono i requisiti minimi per l’abitabilità, dall’altezza dei soffitti alla superficie.
Nel Paese dove i single hanno superato le coppie con figli, le nuove disposizioni guardano a studenti, lavoratori senza famiglia e giovani coppie alle prese con il “caro affitti” e con i mutui proibitivi per l’acquisto di un’abitazione. Fino a rendere abitabili anche gli uffici e i negozi al piano terra.
L’occhio si fa più benevolo quando guarda ai lavori dentro casa che non rispettano il progetto. Ecco il primo tempo del piano salviniano. Il secondo è un’autodelega per il Piano casa Italia. E per “passare dal Mit al Mite”, aggiungendo la “e” di edilizia al nome del suo ministero.
Soffitti più bassi e meno metri quadri a persona
Il lavatoio trasformato in una “mini” abitazione, la mansarda ricavata nel sottotetto, ma anche la cameretta con bagno e cucina. Già oggi sono “mini-case”, ma l’abitabilità è riconosciuta solo se la superficie di questi spazi è pari ad almeno 28 metri quadrati (per una persona) o 38 (per due). Ora un emendamento della Lega al decreto “Salva casa” rivede i requisiti: da 28 metri quadri si passa a 20, sempre se il monolocale è abitato da una persona, mentre si scende da 38 a 28 se sono in due a viverci.
Cambia anche la soglia minima per l’altezza dei soffitti: oggi è fissata a 2,70 metri (trenta centimetri in meno per corridoi, bagni e ripostigli). Con la nuova norma scende a 2,40 metri, includendo le cucine e i soggiorni che hanno “condizioni di aerazione e luminosità tali da garantire l’abitabilità”.
Stanze più larghe oltre il 5% dopo i lavori
La stanza che si è fatta un po’ più grande, quando dal progetto si è passati ai lavori. Ma anche il tramezzo spostato di qualche metro, in autonomia, senza inviare la segnalazione all’Agenzia delle Entrate. Sono le tolleranze costruttive: piccole difformità che non sono considerate abusi edilizi. Diventeranno più generose. Anche di più rispetto all’allargamento già inserito all’interno del decreto: la tolleranza del 2%, infatti, è stata portata al 3% per le abitazioni con una superficie tra 300 e 500 metri quadri. Al 4%, invece, per quelle tra 100 e 300 metri. Fino al 5% sotto i 100 metri quadri.
La sanatoria si fa permanente perché si estende a tutti gli immobili che saranno realizzati in futuro, mentre il decreto limita l’applicazione delle nuove tolleranze agli interventi realizzati entro il 24 maggio.
Basta pagare: così negozi e uffici a piano terra diventano case
I locali che si trovano al piano terra potranno cambiare la destinazione d’uso e diventare case. Basterà pagare, quindi, per convertire negozi, studi e uffici in abitazioni. Per il Carroccio è anche un modo per evitare lo spopolamento dei centri storici che "hanno l’esigenza di valorizzare il tessuto urbano e individuare misure che incentivino l’insediamento di nuovi nuclei familiari o realtà artigianali e commerciali”.
Non cambieranno, invece, le regole per i Comuni: i sindaci potranno sempre vincolare il cambio della destinazione d’uso al rispetto di “specifiche condizioni”. Il rischio, spiegano dalla Lega, è che cambi illimitati, senza il rispetto di requisiti minimi, possano alimentare situazioni di degrado o “una perdita del valore identitario”.
Per l’agibilità basta il primo bollino di Comune o Asl
Il certificato di agibilità con un solo bollino. Cambia così la verifica dei lavori da parte della Pubblica amministrazione: l’immobile non potrà essere dichiarato non conforme se chi ha eseguito i lavori ha ottenuto già un certificato di agibilità/abitabilità da un tecnico del Comune o della Asl che ha effettuato un sopralluogo senza rilevare difformità.
Nel pacchetto degli emendamenti anche una serie di semplificazioni sugli interventi realizzati prima del 1977 (legge Bucalossi): per le varianti realizzate in sede di realizzazione degli immobili prima del ‘77 saranno previste “forme semplificate di regolarizzazione delle parziali difformità presenti”. Limiti al potere sostitutivo delle Regioni che possono annullare il rilascio del titolo edilizio dei Comuni anche dopo dieci anni.