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“No ai B&B nei negozi”. Scontro Forza Italia-Lega sul “Salva-casa”

I leader del centrodestra Antonio Tajani (Forza Italia), Giorgia Meloni (Fratelli d'Italia) e Matteo Salvini (Lega) durante la manifestazione del centrodestra Insieme per l'Italia del Lavoro in Piazza del Popolo. Roma (Italia), 4 Luglio 2020 
Il leader degli azzurri Antonio Tajani contesta il cambio di destinazione d’uso per i locali al piano terra: “Disfunzione da correggere”. Ma il Carroccio ribatte: “FI dovrebbe apprezzare una boccata di libertà”
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ROMA - Scottata dall’accelerazione di Matteo Salvini, Forza Italia prova a mettere un piede dentro il decreto “Salva-casa” del leader della Lega. A 48 ore dal voto è Antonio Tajani a tentare l’incursione: “C’è qualche disfunzione che crediamo si debba correggere durante il dibattito parlamentare a tutela dei commercianti”, promette il segretario forzista alla platea amica delle piccole e medie imprese di Confesercenti.

Il riferimento è agli emendamenti che i deputati azzurri depositeranno in commissione Ambiente, alla Camera, per rispondere alle proposte di modifica che il Carroccio ha già preparato. Ad una, in particolare: la possibilità per il proprietario di un locale posto al piano terra di cambiare la destinazione d’uso per ricavarne un’abitazione.

ROMA - Scottata dall’accelerazione di Matteo Salvini, Forza Italia prova a mettere un piede dentro il decreto “Salva-casa” del leader della Lega. A 48 ore dal voto è Antonio Tajani a tentare l’incursione: “C’è qualche disfunzione che crediamo si debba correggere durante il dibattito parlamentare a tutela dei commercianti”, promette il segretario forzista alla platea amica delle piccole e medie imprese di Confesercenti.

Il riferimento è agli emendamenti che i deputati azzurri depositeranno in commissione Ambiente, alla Camera, per rispondere alle proposte di modifica che il Carroccio ha già preparato. Ad una, in particolare: la possibilità per il proprietario di un locale posto al piano terra di cambiare la destinazione d’uso per ricavarne un’abitazione.

La riconversione riguarderà uffici e studi, ma anche i negozi: una possibilità che Tajani rigetta perché, incalza, "magari alla fine si trasformano in b&b». Il timore è perdere un pezzo di consenso a ridosso dell’apertura delle urne, ma le preoccupazioni vanno oltre la possibile disaffezione della categoria. “Salvini va arginato, altrimenti diventa il dominus della casa”, rivela una fonte qualificata di FI.

Voti a rischio, anche in questo caso. Per di più su un tema - la casa - da sempre caro al partito fondato da Silvio Berlusconi. Nasce da queste ragioni la necessità di sfidare i leghisti in Parlamento, quantomeno per provare a lasciare un segno dentro al decreto. Anche perché la proposta di legge sulla rigenerazione urbana, a prima firma del capogruppo Maurizio Gasparri, giace al Senato da mesi.

Ma il Carroccio non intende retrocedere. Passa poco più di un’ora ed è Gianangelo Bof, deputato della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici, a ribattere: “Stupisce che un provvedimento che libera il mercato e taglia burocrazia, come il piano Salva-casa, non venga accolto con entusiasmo da Tajani, che pure dovrebbe apprezzare una boccata di libertà”.

Il contropiede è servito: sfidare FI sulla liberalizzazione. Con una precisazione, che viene messa in evidenza come “prova” della volontà di non trasformare i piani terra in un business turistico per pochi, a danno dei commercianti.

ll perimetro è definito in un appunto che dettaglia il pacchetto degli emendamenti leghisti: "Resta la possibilità per i Comuni di vincolare il cambio di destinazione d’uso al rispetto di “specifiche condizioni” perché - si legge - ovviamente bisogna tenere conto degli effetti che la misura può produrre nei diversi contesti urbani”. Il prossimo atto a Montecitorio, dopo le elezioni. La battaglia sulla casa è iniziata.

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