✕

Crt non ascolta il governo. Poggi presidente dopo Palenzona: “Aiuteremo gli ispettori del Mef”

Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino Anna Maria Poggi. Torino 07 giugno 2024 ANSA/TINO ROMANO 

Ascolta l'audio

La decisione del Consiglio per voltare pagina, 13 favorevoli su 15 votanti. La giurista e vicerettore dell’Università di Torino e la prima donna nella storia dell’ente a ricevere l’incarico
1 minuti di lettura

Anna Maria Poggi è la nuova presidente di Fondazione Crt. Prima donna in Italia a guidare un ente di questo peso. Succede a Fabrizio Palenzona, dimissionario un mese e mezzo fa, periodo in cui il forziere da oltre 3 miliardi di patrimonio ha vissuto molte turbolenze. Dalla denuncia dei leader uscenti di un “patto occulto” tra amministratori della fazione avversa alle inchieste aperte dalle procure di Torino e Roma; fino all’invio di due ispettori del Tesoro. A nominare la giurista torinese, nell’ultimo dei 15 giorni concessi dal Tesoro trascorso il mese concesso dallo statuto Crt, è stato il Consiglio di indirizzo, l’organo allargato. Anche se dei 21 componenti solo 13 (su 15 presenti) l’hanno votata, date le dimissioni di Gianluca Gaidano, il non voto di tre indagati e tre assenti per lavoro. Dal Tesoro, e nel governo, qualcuno aveva consigliato a Crt di attendere ancora, dando tempo agli ispettori di leggere i documenti prelevati, e valutarne la gravità. Tuttavia, lo stesso Tesoro, …

Anna Maria Poggi è la nuova presidente di Fondazione Crt. Prima donna in Italia a guidare un ente di questo peso. Succede a Fabrizio Palenzona, dimissionario un mese e mezzo fa, periodo in cui il forziere da oltre 3 miliardi di patrimonio ha vissuto molte turbolenze. Dalla denuncia dei leader uscenti di un “patto occulto” tra amministratori della fazione avversa alle inchieste aperte dalle procure di Torino e Roma; fino all’invio di due ispettori del Tesoro. A nominare la giurista torinese, nell’ultimo dei 15 giorni concessi dal Tesoro trascorso il mese concesso dallo statuto Crt, è stato il Consiglio di indirizzo, l’organo allargato. Anche se dei 21 componenti solo 13 (su 15 presenti) l’hanno votata, date le dimissioni di Gianluca Gaidano, il non voto di tre indagati e tre assenti per lavoro. Dal Tesoro, e nel governo, qualcuno aveva consigliato a Crt di attendere ancora, dando tempo agli ispettori di leggere i documenti prelevati, e valutarne la gravità. Tuttavia, lo stesso Tesoro, nel parere inviato dal dg Marcello Sala al vicepresidente vicario Maurizio Irrera giorni fa, aveva ribadito la pienezza dei poteri del Cdi – anche nella versione azzoppata, con sei membri indagati per il “patto occulto”.

Non ci opponiamo al Tesoro

Poggi, in una conferenza stampa, ha affermato che la decisione di procedere è per «agevolare le successive interlocuzioni con Mef e ispettori». «Questo passaggio non è di contrapposizione al Mef, la Fondazione ha voluto dire fortifichiamo le relazioni col Mef attraverso una presidenza voluta dal Cdi. Qualunque altra lettura non ha conferma. Da lunedì sono a completa e totale disposizione degli ispettori».

Uno dei punti critici, in cui il patto occulto ha dato prova di sé, sono le nomine in partecipate fatte dal cda dopo che Palenzona aveva lasciato in polemica l’ultima riunione. «Sono decisioni del cda, non posso certo revocarle io – ha detto Poggi, giurista -. Quindi chi è stato nominato resta lì, a meno che non si dimetta». Ma ha aggiunto: «Noi vorremmo dare segnali inequivocabili all’esterno». Anche perché il commissariamento non è scongiurato: «Si vedrà quando sarà finita l’ispezione – ha detto Poggi -. Ci possono essere più figure commissariali. Dipende dal tipo di violazioni che gli ispettori dovessero riscontrare»

Leggi i commenti