Giorgetti: “L’Ue non vuole la fusione tra Ita e Lufthansa”
ROMA — «Ogni singolo italiano, di destra o sinistra, ha perfettamente compreso che il governo ha fatto la cosa giusta su Ita e Lufthansa», lavorando alle loro nozze. «Dispiace molto che l’Europa, e soltanto lei, non l’abbia ancora capito, ad oggi».
Le parole di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, autorizzano a pensare che la Commissione Ue boccerà la fusione tra la nostra compagnia (Ita) e i tedeschi, dopo sei mesi di dure trattative.
Il no della Commissione - garante della corretta concorrenza tra le imprese e dei consumatori - arriverebbe già la prossima settimana, a urne chiuse.
Lo strumento del ricorso
Nelle ultime ore della campagna elettorale, Matteo Salvini dà assolutamente credito a questo scenario: «Ho appena parlato con Giorgetti - dice il ministro dei Trasporti da Milano - Se fosse vero che Bruxelles sta aspettando il giorno dopo le elezioni per bocciare l’accordo tra Ita e Lufthansa, se davvero l’Europa vuole mettere a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia…
ROMA — «Ogni singolo italiano, di destra o sinistra, ha perfettamente compreso che il governo ha fatto la cosa giusta su Ita e Lufthansa», lavorando alle loro nozze. «Dispiace molto che l’Europa, e soltanto lei, non l’abbia ancora capito, ad oggi».
Le parole di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, autorizzano a pensare che la Commissione Ue boccerà la fusione tra la nostra compagnia (Ita) e i tedeschi, dopo sei mesi di dure trattative.
Il no della Commissione - garante della corretta concorrenza tra le imprese e dei consumatori - arriverebbe già la prossima settimana, a urne chiuse.
Lo strumento del ricorso
Nelle ultime ore della campagna elettorale, Matteo Salvini dà assolutamente credito a questo scenario: «Ho appena parlato con Giorgetti - dice il ministro dei Trasporti da Milano - Se fosse vero che Bruxelles sta aspettando il giorno dopo le elezioni per bocciare l’accordo tra Ita e Lufthansa, se davvero l’Europa vuole mettere a rischio migliaia di posti di lavoro in Italia pur di fare un piacere ai francesi, tutto questo sarebbe gravissimo».
Addirittura Salvini minaccia di usare «qualsiasi tipo di provvedimento» contro l’Europa, pur sapendo in cuor suo che strumenti di rivalsa veri e veloci non esistono. Al no possibile dell’Ue, l’Italia potrebbe reagire solo con un ricorso al Tribunale di primo grado dell’Unione e alla Corte di Giustizia, dove le sentenze prendono forma in mesi ed anni.
Lo sanno bene i manager di Lufthansa che hanno discusso anche di un eventuale ricorso, nel caso arrivasse il diniego alla fusione. È stato, il loro, un puro esercizio di stile.
"Gang di bulli”
In pochi minuti, l’allarme di Salvini viene rilanciato dal tam tam coordinato dei parlamentari leghisti. Il deputato Candiani definisce i funzionari della Commissione, che decidono su Ita, una «gang di bulli» succubi degli interessi di Air France (tra i massimi competitori di Lufthansa).
Mentre il collega Toccalini denuncia l’«ingerenza gravissima» di una burocrazia estranea - quella di Bruxelles - nelle vicende sovrane di un’azienda come Ita e del nostro Paese.
A tarda sera, l’operazione leghista è riuscita. La vicenda della nostra compagnia di bandiera - erede della disastrata Alitalia - è entrata nella coda della campagna elettorale, con i leghisti impegnati a soffiare sul sentimento anti-europeista di una parte del Paese.
La narrazione positiva
Il soffio è talmente forte, però, da spazzare via mesi e mesi di lavoro di Ita Airways. Da fine 2023, i manager di Ita raccontano di un vettore giovane e dinamico, in grado di attraversare ogni turbolenza grazie ai potenti flussi di cassa. E orgoglioso di chiudere il bilancio 2023 con un rosso limitato a soli 5 milioni di euro.
La loro narrazione positiva - incentrata sull’immagine di una “compagnia che non è certo da salvare” (copyright del presidente di Ita, Turicchi) - si misura adesso con le previsioni cupe della Lega. Il no di Bruxelles alla fusione con Lufthansa - avvertono in coro tutti i parlamentari leghisti in queste ore - mette a rischio centinaia e centinaia di posti di lavoro al vettore di Stato italiano.
Licenziamenti, cortei, donne e uomini in cassa integrazione: ieri ad Alitalia; domani a Ita, forse.
Il silenzio operoso
Al fragore leghista, fa eco il silenzio operoso di Lufthansa. Da una decina di giorni, la delegazione tedesca lavora segretamente a un compromesso dell’ultimo minuto con la Commissione Ue. In linea di principio, i tedeschi non riescono ad accettare l’ultimatum che Bruxelles indirizza loro.
La Commissione Ue chiede che Ita sia esclusa per sempre dall’alleanza transatlantica che Lufthansa ha tessuto con United (Usa) e Air Canada. Come a dire: andate in campo, ma senza portiere e centravanti. Un simile assetto costringerebbe Ita a bilanci anemici, stiracchiati, magari in perdita.
Nello stesso tempo, Lufthansa sogna di conquistare la compagnia di Stato italiana da sempre. E la speranza non si è ancora spenta, malgrado tutto.