Saipem, Eni mette in vendita il 10% del capitale. Ma il controllo rimane pubblico
di Luca PagniROMA – Il gruppo Eni ha messo in vendita il 10 per cento di Saipem, la società di ingegneria energetica specializzata nella ricerca e produzione di idrocarburi. L’operazione annunciata a Borsa chiusa, è destinata a investitori istituzionali e dovrebbe portare nelle casse di Eni una cifra attorno ai 400 milioni.
La cessione fa parte di una serie di cessioni finalizzate a liberare risorse, così come era stato annunciato agli analisti dai vertici di Eni nei mesi scorsi. Il controllo di Saipem rimarrà, comunque, in mano pubblica: Eni scende dal 21,19% del capitale, mentre Cassa Depositi Prestiti mantiene il suo 12,82 per cento. Sia Eni che Cdp hanno come socio di controllo il ministero dell’Economia.
Secondo operatori di mercato, come riferisce l’a…
ROMA – Il gruppo Eni ha messo in vendita il 10 per cento di Saipem, la società di ingegneria energetica specializzata nella ricerca e produzione di idrocarburi. L’operazione annunciata a Borsa chiusa, è destinata a investitori istituzionali e dovrebbe portare nelle casse di Eni una cifra attorno ai 400 milioni.
La cessione fa parte di una serie di cessioni finalizzate a liberare risorse, così come era stato annunciato agli analisti dai vertici di Eni nei mesi scorsi. Il controllo di Saipem rimarrà, comunque, in mano pubblica: Eni scende dal 21,19% del capitale, mentre Cassa Depositi Prestiti mantiene il suo 12,82 per cento. Sia Eni che Cdp hanno come socio di controllo il ministero dell’Economia.
Secondo operatori di mercato, come riferisce l’agenzia Radiocor, il collocamento dovrebbe essere avvenuto in una forchetta di prezzo tra 1,98 euro e i 2,065 euro, dove quest’ultimo è il prezzo di chiusura delle contrattazioni.
Se confermato, il prezzo al valore minimo significa uno sconto del 4,5% rispetto alla chiusura: di conseguenza l’incasso sarà compreso tra 395 e 412 milioni di euro. Secondo indiscrezioni di mercato, il book in vendita sarebbe stato tutto coperto a meno di un'ora dal lancio dell'operazione.
Tra i gruppi attivi nel settore oil&gas, Eni è tra quelli che garantisce il rendimento più alto ai propri azionisti in termini di dividendo, assieme al gruppo saudita Aramco. La cessione del 10 per cento di Saipem permette così migliorare la posizione finanziaria, ma senza alterare la governance della società guidata da Claudio Descalzi.
Soltanto un mese fa, il ministero dell’Economia aveva ceduto il 2,8% di Eni con un incasso pari a 1,4 miliardi. Una operazione che fa parte dei piani di dismissioni del governo di centrodestra per fare cassa e trovare nuove risorse in vista dell’approvazione della prossima legge di Bilancio. Anche in questo caso, la vendita di quote non pregiudica il controllo di Eni da parte dello Stato.