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Attivo il software del concordato per le partite Iva infedeli. Tasse e controlli congelati per due anni

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Diventa operativo il Patto tra il Fisco e i contribuenti soggetti agli indici di affidabilità fiscali
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ROMA - Un piccolo contributo per un grande regalo: l’offerta ai furbetti del Fisco è pronta. Da stasera il titolare di una partita Iva soggetto agli Isa (indici di affidabilità fiscale) potrà collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate e sapere quanto dovrà versare per regolarizzare la propria posizione.

L’importo sarà contenuto, a fronte di un maxi vantaggio. Anzi tre. Il primo: via la maglia nera del contribuente infedele. Il secondo: tasse congelate per due anni, anche se il reddito nel frattempo sarà aumentato. Il terzo: zero controlli fino alla fine del 2025.

È tutto pronto per l’avvio del concordato preventivo biennale, il “perdono fiscale” che la destra al governo concederà a chi ha omesso di dichiarare una parte dei propri redditi.

Evasori o…

ROMA - Un piccolo contributo per un grande regalo: l’offerta ai furbetti del Fisco è pronta. Da stasera il titolare di una partita Iva soggetto agli Isa (indici di affidabilità fiscale) potrà collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate e sapere quanto dovrà versare per regolarizzare la propria posizione.

L’importo sarà contenuto, a fronte di un maxi vantaggio. Anzi tre. Il primo: via la maglia nera del contribuente infedele. Il secondo: tasse congelate per due anni, anche se il reddito nel frattempo sarà aumentato. Il terzo: zero controlli fino alla fine del 2025.

È tutto pronto per l’avvio del concordato preventivo biennale, il “perdono fiscale” che la destra al governo concederà a chi ha omesso di dichiarare una parte dei propri redditi.

Evasori o potenziali, la platea è ampia. Se agli 1,2 milioni di lavoratori autonomi che l’anno scorso hanno ottenuto una pagella fiscale con un voto pari o superiore a 8 (per le Entrate è il livello di sufficienza in una scala da 1 a 10) non converrà più di tanto aderire al nuovo strumento, di certo lo sarà per gli 1,5 milioni che si sono ritrovati nella zona grigia.

Ora la “scalata” verso l’affidabilità può iniziare ed è questo l’obiettivo che ha più volte rimarcato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, a capo del disegno fiscale voluto da Giorgia Meloni: d’altronde solo in questo ambito il tax gap, cioè la propensione all’evasione misurata dalla differenza tra le tasse incassate e quelle attese, è arrivato a circa 30 miliardi.

Ecco allora che al contribuente “pentito” basterà scaricare il programma dal portale delle Entrate per sanare la propria situazione. Il software conterrà già i dati in possesso delle Entrate, che potranno essere integrati con quelli contabili, come ad esempio il numero dei dipendenti o delle sedi dell’azienda.

Una volta validata la griglia, il sistema elaborerà una proposta di concordato, che sarà immediatamente visibile sul portale: il contribuente, a questo punto, potrà decidere se accettare o rifiutare.

Se riterrà che il reddito calcolato dal sistema è conveniente, allora avrà tempo fino al 31 ottobre (il termine del 15 sarà posticipato con un decreto ministeriale) per inoltrare la richiesta all’amministrazione fiscale.

A novembre, quando dovrà versare l’acconto per il pagamento delle imposte, il concordato inizierà a dispiegare i suoi vantaggi.

Le somme che gli saranno richieste saranno contenute: importi troppo elevati non lo invoglierebbero ad aderire. Un gran problema per il governo, che punta sul concordato per incassare risorse utili a finanziare la prossima legge di bilancio.

Al contribuente sarà richiesto un piccolo contributo ai fini Irpef, per il primo anno: l’acconto sarà maggiorato di un importo pari al 15% della differenza tra il reddito concordato con le Entrate e quello dichiarato nel 2023. Il vantaggio sarà ancora più generoso, al 12%, per gli 1,8 milioni di autonomi che hanno la flat tax: il software, per loro, sarà disponibile dal 15 luglio. Il concordato durerà solo un anno, non due. Ma il regalo del governo è comunque assicurato.

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