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Lega battuta, Cdp conferma Scannapieco e Gorno Tempini

Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti. ANSA/FABIO FRUSTACI

 (ansa)
Nell’accordo anche i vertici di Ferrovie: Donnarumma ad, corsa a tre per la presidenza
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Milano — Giancarlo Giorgetti, titolare del Mef e azionista della Cdp all’83%, ha sostanzialmente dato via libera al rinnovo del cda con Dario Scannapieco confermato nel ruolo di ad. «Con tranquillità andremo a rinnovo delle cariche scegliendo le persone che possono garantire i progetti che abbiamo in mente, anche su Cdp, dove non credo che ci saranno grandi stravolgimenti», ha detto ieri il ministro. Pare quindi scontato che giovedì l’assemblea di Cdp verrà riaperta, dopo una sospensione per attendere i risultati delle elezioni europee, e nominerà ufficialmente il nuovo cda, con Giovanni Gorno Tempini confermato nella carica di presidente, su indicazione delle Fondazioni azioniste, e Scannapieco ad per conto del Mef. Gli altri due nomi indicati dalle Fondazioni per il consiglio sono l’economista Luigi Guiso e la giurista Lucia Calvosa, già presidente di Eni e nei board di Mps e Tim.

Milano — Giancarlo Giorgetti, titolare del Mef e azionista della Cdp all’83%, ha sostanzialmente dato via libera al rinnovo del cda con Dario Scannapieco confermato nel ruolo di ad. «Con tranquillità andremo a rinnovo delle cariche scegliendo le persone che possono garantire i progetti che abbiamo in mente, anche su Cdp, dove non credo che ci saranno grandi stravolgimenti», ha detto ieri il ministro. Pare quindi scontato che giovedì l’assemblea di Cdp verrà riaperta, dopo una sospensione per attendere i risultati delle elezioni europee, e nominerà ufficialmente il nuovo cda, con Giovanni Gorno Tempini confermato nella carica di presidente, su indicazione delle Fondazioni azioniste, e Scannapieco ad per conto del Mef. Gli altri due nomi indicati dalle Fondazioni per il consiglio sono l’economista Luigi Guiso e la giurista Lucia Calvosa, già presidente di Eni e nei board di Mps e Tim.

Le parole di Giorgetti erano importanti perché era l’unico nella compagine governativa non convinto della riconferma di Scannapieco, con cui non si era trovato in sintonia nella partita della rete Tim. E con lui qualche perplessità le nutriva anche Matteo Salvini. Ma la compagine di Palazzo Chigi, dal sottosegretario Giovanbattista Fazzolari al capo di gabinetto Gaetano Caputi, ha fatto fronte comune a favore di Scannapieco grazie anche ai buoni uffici di Fabio Barchiesi, direttore sviluppo di Cdp Equity. E anche la premier Giorgia Meloni si è allineata recependo i consigli di Mario Draghi, che tre anni fa da presidente del Consiglio, aveva nominato Scannapieco al vertice della Cassa. L’altro nome che era circolato, il managing director di Goldman Sachs, Edoardo Ravà, è stato così accantonato e Giorgetti non ha potuto far altro che rassegnarsi.

Lo sblocco delle nomine in Cdp si porta con sè anche quello delle Ferrovie dello Stato, i cui vertici e il cda sono in scadenza. Non a caso è stata convocata un’assemblea per il 20 giugno in prima convocazione e per il 27 in seconda. Per il ruolo di capoazienda sembra ormai scontata la sostituzione di Luigi Ferraris con Stefano Donnarumma, ex ad di Terna che un anno fa era il candidato della Meloni a guidare l’Enel ma venne escluso in dirittura finale. Ora invece Donnarumma è diventato il manager caro a Salvini per guidare le Fs con il beneplacito di Meloni. Anche se Ferraris non dovrebbe rimanere senza impiego dal momento che è in cima alla lista delle preferenze del fondo Kkr per andare a guidare Netco, la società della rete scorporata da Tim.

Le nomine Fs potrebbero però slittare al 27 giugno in quanto c’è ancora indecisione sul nome del futuro presidente che andrà a sostituire Nicoletta Giandrossi, nominata tre anni fa. A quanto risulta in corsa per quella poltrona ci sarebbero tre possibilità: Stefano Cuzzilla, leader di Federmanager e attuale presidente di Trenitalia, sponsorizzato da Forza Italia; Tommaso Tanzilli, attuale consigliere di amministrazione di Fs spinto da Fratelli d’Italia e Paolo Bracco, in quota Lega, anch’esso già nel cda di Fs. Se entro due giorni i partiti che guidano la maggioranza troveranno la quadra anche sul nome del presidente allora si potrà procedere spediti sul rinnovo del cda. In caso contrario si andrà a settimana prossima.

Intanto sembra che Donnarumma stia già formando la sua squadra di governo delle Fs, che nei piani del governo dovrebbe entrare nella lista delle società da privatizzare. Due uomini chiave per Donnarumma potrebbero essere Giuseppe Inchingolo, fedelissimo di Salvini, nominato lo scorso gennaio direttore della strategia e della comunicazione digitale di Fs, e Antonio Cannalire, anch’egli già nel gruppo Fs.

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