Golden Goose: salta la quotazione in Borsa “per le avverse condizioni di mercato”
di Sara BennewitzMILANO – Dopo aver raccolto ordini superiori a quattro volte l’offerta, gli advisor dell’Ipo di Golden Goose, insieme al maggior azionista Permira, dopo aver fissato il prezzo a 9,75 euro, nella parte bassa della forchetta di 9,5 -10,5 euro. Ma poi all’ultimo secondo, in serata, l’Ipo è stata congelata per le avverse condizioni di mercato.
Il gruppo delle sneaker guidato da Silvio Campara avrebbe dovuto quotare a Piazza Affari il 30% del capitale (e una greenshoe del 4,5%) pari a una capitalizzazione, debiti compresi, di 2,3 miliardi, il debutto era atteso per venerdì 21.
Tante richieste dai fondi di investimento
Oltre a Invesco - che aveva prenotato titoli per 100 milioni di euro - c’era una flotta di investitori istituzionali italiani, tedeschi, inglesi e americani pronti a investire. Ma tra i fattori che hanno messo in dubbio l’operazione le richieste avanzate da parte degli investitori hedge – altamente speculativi – che hanno coperto circa tre volte l’offerta.
In un momento in…
MILANO – Dopo aver raccolto ordini superiori a quattro volte l’offerta, gli advisor dell’Ipo di Golden Goose, insieme al maggior azionista Permira, dopo aver fissato il prezzo a 9,75 euro, nella parte bassa della forchetta di 9,5 -10,5 euro. Ma poi all’ultimo secondo, in serata, l’Ipo è stata congelata per le avverse condizioni di mercato.
Il gruppo delle sneaker guidato da Silvio Campara avrebbe dovuto quotare a Piazza Affari il 30% del capitale (e una greenshoe del 4,5%) pari a una capitalizzazione, debiti compresi, di 2,3 miliardi, il debutto era atteso per venerdì 21.
Tante richieste dai fondi di investimento
Oltre a Invesco - che aveva prenotato titoli per 100 milioni di euro - c’era una flotta di investitori istituzionali italiani, tedeschi, inglesi e americani pronti a investire. Ma tra i fattori che hanno messo in dubbio l’operazione le richieste avanzate da parte degli investitori hedge – altamente speculativi – che hanno coperto circa tre volte l’offerta.
In un momento in cui gli altri rivali del settore come Moncler si allontano dai massimi, Permira nel dubbio di portare avanti un’Ipo che poteva rivelarsi di scarso successo ha preferito rinviare a tempi migliori. Il fondo di private equity è rimasto scottato dalla parabola di Dr Martens, che dopo il collocamento del 2021 a Londra, ancora viaggia ampiamente sotto i prezzi dell’Ipo.
Un miliardo di ricavi entro 5 anni
Eppure il gruppo aveva ambiziosi e realistici piani di crescita. Dopo aver chiuso il 2023 con 586 milioni, la società stimava di arrivare a quota un miliardo entro cinque anni, ovvero a fine 2028. Tuttavia alcuni dei suoi advisor, tra cui Ubs, erano convinti che il marchio di scarpe al 100% made in italy sarebbe riuscito a fare meglio delle sue stesse previsioni, superando la soglia di un miliardo di ricavi già a fine 2027.
Il gruppo realizza il 91% del fatturato dalle sue sneaker di lusso, e grazie a un controllo della distribuzione (56% dei ricavi) e del canale online (18%) riescono a tenere alti i margini( l’utile operativo è pari a un quarto delle vendite) e altissima capacità di convertire i ricavi in cassa (il cash convertion è al 74%).
Morale vendendo scarpe che hanno un prezzo base che parte da 295 euro (anche se la media dei modelli più venduti si avvicina a 500 euro), a fine 2027 dovrebbero azzerare i debiti e arrivare addirittura a generare cassa. E invece ora Golden Goose dovrà rinegoziare i debiti: il prestito da 480 milioni era stato strutturato per sbarcare in Borsa e raccogliere 100 milioni di capitale, e invece così non è stato, e ora la società dovrà farsi carico anche delle spese del mancato collocamento.